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Grosseto

GROSSETO

I commercianti cacciano l'outlet

Emilio Guariglia
<strong>NEGOZIANTI FURIOSI </strong>Paolo Regina, direttore Ascom, ha raccolto il malumore dei commercianti del centro per l’arrivo dell’outlet itinerante al polo fieristico di Braccagni
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NEGOZIANTI FURIOSI Paolo Regina, direttore Ascom, ha raccolto il malumore dei commercianti del centro per l’arrivo dell’outlet itinerante al polo fieristico di Braccagni

Negozi contro Il direttore Regina: «L'ente fieristico ha la missione di promuovere il territorio, non di impoverirlo»

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GROSSETO. L'outlet itinerante nei padiglioni di Grosseto Fiere a Braccagni? Un errore da non ripetere mai più, tuona l'Ascom Confcommercio. Che critica l'iniziativa, chiede un immediato confronto con i vertici dell'ente fieristico e ottiene subito (almeno a parole) una rassicurazione precisa: è stata la prima e ultima volta, dall'anno prossimo niente di simile al Madonnino.

Il caso è noto, e ha già attirato la curiosità e l'attenzione di migliaia di grossetani che - sin da lunedì scorso - hanno letteralmente preso d'assalto il gigantesco padiglione a due piani allestito in occasione della Fiera dell'Usato dalla società "Caravaggio Bros". Una ditta specializzata, che acquista abbigliamento e accessori di gran marca da fallimenti o da magazzini rimasti pieni, e li rivende a prezzi stracciati attraverso, appunto, questo outlet che viaggia un po' per tutta l'Italia.

«Dopo l'annuncio di questa iniziativa - attacca Paolo Regina, direttore di Ascom Grosseto - abbiamo ricevuto molte telefonate di commercianti preoccupati. Innanzitutto per il periodo prescelto, il momento della stagione nel quale i negozianti hanno rifornito le scorte in vista dell'inverno».
Un inverno oltretutto, spiega Regina, che già di per sé si annuncia durissimo. «Il dato nazionale dice che in Italia nel 2009 hanno già chiuso 36mila negozi, con tendenza a peggiorare in questo secondo semestre. Chi soffre di più, in questa fase, sono le piccole imprese, quelle con meno di cinque addetti e quelle che di fatto reggono l'economia di un territorio come il nostro».

Ecco allora il disappunto per questo outlet improvvisato («Come se non bastassero quelli "stabili"», commenta Regina), a far concorrenza al piccolo commercio cittadino in un momento così cruciale. Disappunto che si trasforma in critica dura nei confronti di Grosseto Fiere.

«Ci lascia perplessi - dice il direttore Ascom - quest'iniziativa che mal si concilia con la "mission" dell'Ente Fiere. Una mission, leggo sul sito dell'Ente, che punta a "far conoscere il territorio e in particolare le sue produzioni di qualità". Mi sento allora di dover dire che ciò che si fa negli spazi di Braccagni dovrebbe essere coerente con questi indirizzi: esaltare la tipicità locale e portare ricchezza al territorio».

Tutto l'opposto, lascia capire Regina, di quanto accade con l'outlet forestiero. «Ho già parlato coi presidenti di Grosseto Fiere e della Camera di Commercio, i quali mi hann oassicurato che questa iniziativa arriva da lontano, da scelte prese dai precedenti vertici dei due enti, e che non sarà mai più ripetuta. Ne prendo atto con piacere e attendo con fiducia di veder concretizzati questi impegni».

Ma non pensa, il direttore dell'Ascom, che i commercianti grossetani - con queste prese di posizione - possano farsi malvolere dai tanti cittadini i quali vedono invece nell'outlet o nelle fiere dell'usato una buona occasione per risparmiare in tempo di crisi?
«No, perché non è questo il punto. Gli outlet "veri" ci sono, la gente sa dove e sa anche capire dove si trovano convenienza e qualità e dove no. Noi non contestiamo la politica del ribasso dei prezzi, che peraltro da tempo viene applicata anche dai piccoli negozi in città. Non siamo per il protezionismo. Ci mancherebbe. Piuttosto contestiamo che ciò accada al Madonnino: non è questa la startegia che deve adottare un ente fieristico chiamato a promuovere il territorio».

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