Il Tirreno

Grosseto

ECONOMIA OLTRE LA CRISI

Nuova area produttivaLe imprese grossetane subito a caccia dei lotti

<strong>ASSESSORE </strong>Paola Checcacci
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ASSESSORE Paola Checcacci

Il fondo della crisi è toccato, è il momento di ripartire. E anche lo spesso "pigro" sistema economico grossetano sembra avere una gran voglia di rimettersi in movimento. I primi segnali ci sono. E si manifestano in particolare quando le pubbliche amministrazioni mettono in campo "leve" intelligenti per incentivare la ripresa

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GROSSETO. Il fondo della crisi è toccato, è il momento di ripartire. E anche lo spesso "pigro" sistema economico grossetano sembra avere una gran voglia di rimettersi in movimento. I primi segnali ci sono. E si manifestano in particolare quando le pubbliche amministrazioni mettono in campo "leve" intelligenti per incentivare la ripresa. Così, ecco che quando - dopo anni di attesa - il Comune di Grosseto annuncia l'arrivo di una nuova area per insedimenti produttivi (Pip) a ridosso della città, gli imprenditori rispondono quasi "famelici".

Venerdì scorso, infatti, i giornali hanno pubblicato la nota diffusa dall'assessore alle attività produttive, Paola Checcacci, nella quale si annunciava appunto la pubblicazione - dal 1º ottobre - del bando per le assegnazioni di 11 lotti per attività produttive all'interno del Pip nord, a ridosso degli insediamenti già presenti (dietro Grosseto Sviluppo, per capirsi). «E già dalle prime ore del mattino di venerdì - racconta la stessa Checcacci - sono cominciate a fioccare telefonate ai nostri uffici con richieste di informazioni. Quindici chiamate, più un imprenditore, uno dei più noti di Grosseto, che si è presentato di persona».

La notizia del nuovo Pip - il primo messo a bando dalla giunta Bonifazi - pare insomma piovere come il cacio sui maccheroni di un ritrovato spirito imprenditoriale. Ma si tratta di autentica voglia di ampliare aziende o di costruirne nuove, di offrire posti di lavoro, oppure ci troviamo ancora fronte a quel desiderio speculativo che purtroppo ha contrassegnato in negativo molti dei precedenti insediamenti Pip a Grosseto?

«Questa volta - dice l'assessore Checcacci - le cose dovrebbero essere molto diverse che in passato. Perché, anche e soprattutto grazie alla straordinaria collaborazione delle associazioni di categoria, abbiamo cambiato le regole e ora le maglie per i "furbi" sono davvero strette».

Il problema è noto. Le aree Pip sono terreni del Comune che li vende a privati imprenditori i quali si impegnano a realizzarci un'attività produttiva assicurando - in sede di gara - fatturati e posti di lavoro. In cambio quei terreni vengono ceduti a un prezzo "stracciato", di gran lunga inferiore a quello di mercato. Tutto bene, come incentivo allo sviluppo. Senonché il vecchio regolamento prevedeva che, passati cinque anni dalla stipula del contratto tra il Comune e il privato, il privato stesso potesse rivendere il lotto. Molti dunque (a Grosseto una media di 60 casi l'anno) hanno acquistato a prezzo politico presentando progetti d'impresa mai realizzati; poi, all'ultimo tuffo, hanno tirato su un capannone, e allo scadere del quinto anno hanno rivenduto a prezzo di mercato, realizzando utili enormi, spesso gonfiati anche da frazionamenti dei lotti.

Ora però il giochetto è assai più complicato. Perché il nuovo regolamento prevede che il terreno assegnato non possa essere poi ceduto dal privato prima che siano passati cinque anni dalla data di conseguimento dell'agibilità dell'immobile realizzato su quel lotto.

«Ma c'è di più», spiega ancora Paola Checcacci. «Proprio per volontà delle associazioni di categoria, abbiamo inserito anche forti penali per chi facesse false dichiarazioni in sede di gara per ottenere maggiori punteggi». Insomma, se uno promette 10 nuove assunzioni, il Comune andrà a verificare. E se le assunzioni sono meno di quelle garantite, scatterà la multa.

Le novità non si fermano qui. A questo bando (come al successivo, in preparazione) non potrà partecipare chi è già stato assegnatario di lotti Pip negli ultimi dieci anni. Corsie privilegiate per la formazione di punteggi e graduatorie, invece, sono previste per chi ha già un'azienda ospitata nell'incubatore d'impresa (Grosseto Sviluppo), per le imprese con certificazioni ambientali, per le imprese guidate da giovani o da donne.

«Per questa lottizzazione - conclude l'assessore - ci siamo basati sull'umore delle associazioni, che lamentavano, nei precedenti Pip, aree troppo grandi, sovradimensionate alle esigenze locali. Dunque sono previste aree anche per piccole ditte».

I "più grandi", d'altra parte, non dovranno attendere molto. Sono a buon punto le trattative per l'acquisizione di altri 18 ettari a nord di Grosseto, che entro l'anno prossimo il Comune conta di poter mettere a gara con un nuovo bando.
E.G.

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