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Muore bimba nata di sei mesi

<strong>CORSA DISPERATA </strong>dell’elisoccorso Pegaso verso Siena
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CORSA DISPERATA dell’elisoccorso Pegaso verso Siena

Soccorsi quasi immediati, poi Pegaso e termoculla ma il quadro clinico si è rivelato subito troppo grave

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ISOLA DEL GIGLIO. È morta a Siena, ieri mattina, alle 9, poche ore dopo essere venuta alla luce, con tre mesi di anticipo rispetto alla data presunta del parto. La piccola, figlia di Cristiana e Fabrizio Mattera, famiglia di ristoratori gigliesi notissima nelle tre frazioni isolane, non ce l'ha fatta.

Non è bastato l'intervento immediato del medico di guardia del 118 Alexander Dughin e, poco dopo, quello dell'elisoccorso Pegaso, che l'ha caricata a bordo con una culla speciale. Trasferita a Siena, in terapia intensiva, insieme alla mamma, la piccola non ce l'ha fatta. Cristiana, invece, è fuori pericolo.

Quando è arrivato il medico di guardia (la postazione 118, nell'isola, resta aperta fino al 30 settembre), neppure 10 minuti dopo la chiamata, il parto era già in fase avanzata. L'espulsione è avvenuta alla presenza del dottor Dughin, che ha provveduto a compiere le operazioni di rito: dal taglio del cordone ombelicale alla pulizia delle vie respiratorie.

Ma il quadro clinico del neonato è apparso subito complicatissimo. «Nascere alla 23esima settimana, come accaduto stanotte al Giglio - spiegano dalla neonatologia del Misericordia - significa avere un destino già scritto. E' difficile sopravvivere anche quando si vede la luce in una struttura ospedaliera attrezzata...».

Nel caso della piccola gigliese è stato fatto tutto il possibile, compreso il viaggio in termo-culla, sull'elicottero. L'intervento competente e immediato di un dottore, il riscaldamento, il massaggio, l'assistenza respiratoria costante, non sono bastati però a salvale la vita.
Peraltro il trasferimento di un neonato dal territorio in ospedale, in termo-culla, sull'elicottero, è una casistica rarissima, un evento che capita una volta ogni 5 anni in Italia.
Quello che ha visto protagonista la bimba è stato un parto precipitoso, rapidissimo, annunciato - pare - da qualche lieve contrazione e da un'inattesa rottura delle acque, in piena notte.

La morte sarebbe dettata unicamente dalla criticità delle condizioni generali della bambina (in questi casi si innescano emorragie cerebrali) e non collegabile, quindi, alle difficoltà nel raggiungere un presidio ospedaliero attrezzato per questo tipo di emergenza. Troppo pochi sei mesi, anche con le tecniche di oggi.

La famiglia Mattera - dicevamo - è conosciutissima al Giglio. Da anni ormai la ristorazione nelle tre località turistiche dell'isola è affidata ai discendenti di Meino, tra cui appunto il padre della piccola, che è titolare di un'attività a Campese. La notizia del parto anticipato e del viaggio in elicottero verso Siena, come accade in questi casi, si è diffusa già in mattinata tra i paesani.

C'era preoccupazione da un lato ma ottimismo dall'altro.
Solo all'ora di pranzo il telefono ha portato la brutta notizia, quella che nessuno avrebbe mai voluto sentire: "Nicole non ce l'ha fatta".

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