Il Tirreno

Grosseto

RABBIA E PROTESTE

Stadio, i residenti«Basta calcio siamo reclusi»

Francesca Ferri

Il Comune chiude le strade intorno allo stadio per le auto dei residenti durante le partite del Grosseto? Che si spranghino, allora, anche i cancelli dello Zecchini e si guardi la partita solo in tv. È lo scenario che prospettano molti residenti della zona dello stadio

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GROSSETO. Il Comune chiude le strade intorno allo stadio per le auto dei residenti durante le partite del Grosseto? Che si spranghino, allora, anche i cancelli dello Zecchini e si guardi la partita solo in tv. È lo scenario che prospettano molti residenti della zona dello stadio, esasperati dai disagi che subiscono il sabato da quando un'ordinanza comunale di agosto ha allargato l'area di divieto d'accesso e sosta - già prevista dalla scorsa stagione calcistica - alle loro auto da 3 ore prima delle gara a un'ora dopo.

In sostanza, da mezzogiorno e mezzo alle 6 del pomeriggio dei sabati di calcio, chi ha casa all'interno del quadrilatero tra le vie Tarquinia, Fattori, Michelangelo e il tratto di via Telamonio dall'incrocio con via Tarquinia fino al rondò con via Vetulonia, può rincasare in auto solo se ha la possibilità di parcheggiare la vettura in garage o in giardino (in viale Michelangelo, Tarquinia e Telamonio, limite all'area, invece, sono permessi sia passaggio che sosta). Il motivo: auto e moto in sosta sono un pericolo per la sicurezza.

Sei ore lontano dalle quattro ruote per molte famiglie rappresentano però un prezzo troppo alto da pagare al calcio bianco rosso. C'è infatti chi ha problemi a riportare a casa i figli da scuola e chi è anziano e non si può spostare a piedi. Con in più la seccatura di doversi ricordare di spostare l'auto per non vedersela portar via dal carroattrezzi. Decine e decine di famiglie, insomma, sono sul piede di guerra.

«Non siamo contro il calcio e anzi molti di noi sono tifosi e abbonati - spiega la signora Daniela De Iacob, residente in via Capena, una delle strade off limits del sabato pomeriggio - ma, se è vero che capiamo le esigenze di sicurezza, è anche vero che vogliamo vedere riconosciuti dei diritti che ci spettano e queste limitazioni sono davvero esagerate. In più, se si vuole parlare di sicurezza, perché in via Capena non vengono rimossi i cassonetti come succede intorno allo stadio?»

La questione sicurezza si è fatta sentire ancora di più dopo i tafferugli in occasione degli incontri con Livorno e Roma. Per questo la zona rossa è stata allargata non solo all'anello che circonda la struttura sportiva ma anche a zone più lontane, dove possono entrare solo i veicoli di soccorso, delle forze dell'ordine, delle società di calcio, dei dirigenti e degli arbitri.

«Un problema - spiega Emanuel Cerciello, presidente della Circoscrizione Gorarella - che si aggiunge ad altri disservizi che hanno colpito il quartiere di recente: la chiusura dell'ufficio postale, dell'anagrafe, per non parlare dell'ambulatorio che va vanti solo grazie a 24 volontari.
La gente è esasperata e non voglio proprio immaginare cosa succederà nei sabati di pioggia».

La soluzione suggerita dai residenti? Limitare la chiusura delle strade più esterne alle sole partite a rischio e riprendere il progetto della costruzione dello stadio fuori città. «Grosseto - spiega Cerciello - non può essere in mano a una partita di calcio. Spero non si arrivi a dover chiedere di disputare le partite a porte chiuse».

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