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Furto

Furto al bar Girasole: è il quinto

<strong>LA FINESTRA </strong>dalla quale è penetrato il ladro Sopra, l’ingresso del bar Il Girasole
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LA FINESTRA dalla quale è penetrato il ladro Sopra, l’ingresso del bar Il Girasole

Il ladro prima di fuggire col bottino (soldi e carte telefoniche) s’è pure bevuto un succo

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GROSSETO. Appuntamento al solito bar. Non se lo danno due innamorati, ma i ladri. Che per la quinta volta nel giro di pochi mesi hanno svaligiato il bar Il Girasole di via Brigate Partigiane. È lunedì mattina quando, come ogni inizio settimana, dopo la chiusura domenicale Serena Arrigucci, una delle due titolari, va ad aprire il suo locale e subito si accorge che c'è qualcosa di strano. «Ho trovato la porta forzata - racconta Serena - e subito ho pensato al peggio. Entrando, infatti, mi sono accorta che eravamo state derubate. Per la quinta volta in poco tempo».
Il ladro, che secondo le prime indagini dei carabinieri potrebbe anche aver fatto visita al locale nei giorni precedenti il furto per studiare un piano d'azione, avrebbe agito indisturbato nel pieno della notte.
«Sono stati rubati l'incasso delle macchinette videopoker - dice ancora Serena Arrigucci - e quello della cassa dove fortunatamente c'erano soltanto 100 euro. Ben più consistente è stato però il malloppo delle ricariche telefoniche trafugate da dietro il bancone del bar».
Curioso il modo in cui il ladro si sarebbe introdotto nel locale sprovvisto di antifurto: dopo aver tentato, infatti, di forzare la porta principale senza nessun risultato, avrebbe deciso di passare dal retro, da una finestra che si affaccia sul cortile interno di un condominio che si trova proprio nel retro del bar. Dopo alcune acrobazie e senza prestare troppo attenzione al baccano che faceva (sembra infatti che più di qualcuno, nel vicinato, abbia sentito strani rumori quella notte), il malvivente avrebbe forzato le sbarre, tagliato la zanzariera e si sarebbe introdotto attraverso una piccola finestra.
E per concludere in bellezza, dopo essersi messo in tasca il suo bottino, si sarebbe anche fermato un attimo in più a bere un succo di frutta, alla faccia del pericolo che poteva correre nell'essere scoperto all'interno del locale.
«Dai vicini - dice scoraggiata la titolare Simona - ho sentito dire che durante la notte c'erano stati degli strani rumori. Ma nessuno a quanto pare ha pensato di allertare i carabinieri».
Adesso, dopo il furto, all'interno del bar è tutto in ordine come sabato prima della chiusura. E se non fosse per la finestra aperta che lascia vedere le sbarre forzate e la zanzariera tagliata, si direbbe che non è mai successo niente.
«Dopo i quattro furti dei mesi passati - conclude Simona Arrigucci - soltanto un ladro è stato preso. Degli altri non abbiamo saputo niente. Non so se alla luce di questa ennesima incursione volta metteremo l'allarme: abbiamo già il servizio di vigilanza notturna che controlla il bar. Anche se, a quanto pare, sembra proprio non bastare».

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