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Grosseto
Frode con gli alimenti Sotto accusa i 4 gestorie tredici dipendenti
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BLITZ. Maggio 2008Un'associazione che secondo il sostituto procuratore Massimiliano Rossi sarebbe stata costituita per commettere una frode in commercio, con minacce per i dipendenti che non si fossero voluti sottomettere alle direttive ritenute illegali dalla magistratura.
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GROSSETO. Appuntamento alle 9 al quarto piano del palazzo di giustizia, aula gip-gup. È qui che sono stati convocati i 17 imputati (più i loro avvocati) del caso Sma, cioè la presunta associazione per delinquere che sarebbe stata formata dai 4 amministratori e soci della Stella srl che gestiva fino al maggio 2008 i punti vendita di via Einaudi, via Papa Giovanni XXIII e via Scansanese.
Un'associazione che secondo il sostituto procuratore Massimiliano Rossi sarebbe stata costituita per commettere una frode in commercio, con minacce per i dipendenti che non si fossero voluti sottomettere alle direttive ritenute illegali dalla magistratura. Della frode (vendita di prodotti scaduti di validità o di prodotti di marchi diversi da quelli indicati, con peso in etichetta indicato come netto quando invece sarebbe stato lordo) sarebbero stati autori tredici dipendenti, addetti ai reparti gastronomia, macelleria e pescheria. Convocati per questa mattina anche le tre dipendenti oggetto delle presunte minacce: dovranno decidere se costituirsi parte civile nei confronti di chi avrebbe reso loro la vita impossibile sul posto di lavoro, con frasi, con promesse di licenziamento, con variazioni di orario e di luogo di servizio, con contestazioni di illeciti disciplinari per fatti insussistenti.
I fatti contestati dall'accusa risalgono al periodo compreso tra l'estate 2006 e il maggio 2008, quando le forze dell'ordine fecero scattare il blitz in contemporanea. Nel marzo 2009 il pm Rossi aveva depositato la richiesta di rinvio a giudizio. (p.s.)
Un'associazione che secondo il sostituto procuratore Massimiliano Rossi sarebbe stata costituita per commettere una frode in commercio, con minacce per i dipendenti che non si fossero voluti sottomettere alle direttive ritenute illegali dalla magistratura. Della frode (vendita di prodotti scaduti di validità o di prodotti di marchi diversi da quelli indicati, con peso in etichetta indicato come netto quando invece sarebbe stato lordo) sarebbero stati autori tredici dipendenti, addetti ai reparti gastronomia, macelleria e pescheria. Convocati per questa mattina anche le tre dipendenti oggetto delle presunte minacce: dovranno decidere se costituirsi parte civile nei confronti di chi avrebbe reso loro la vita impossibile sul posto di lavoro, con frasi, con promesse di licenziamento, con variazioni di orario e di luogo di servizio, con contestazioni di illeciti disciplinari per fatti insussistenti.
I fatti contestati dall'accusa risalgono al periodo compreso tra l'estate 2006 e il maggio 2008, quando le forze dell'ordine fecero scattare il blitz in contemporanea. Nel marzo 2009 il pm Rossi aveva depositato la richiesta di rinvio a giudizio. (p.s.)
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