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Grosseto

GROSSETO

Tutti d'accordo sul riesame della Via

Enrico Pizzi
<strong>ANTICHI.</strong> In consiglio provinciale
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ANTICHI. In consiglio provinciale

Sì al riesame della valutazione di impatto ambientale (Via) rilasciata all'impianto del cogeneratore di Scarlino e niente resistenza ai ricorsi al Tar del Comitato per il No, del Wwf, del Forum Ambientalista, della Coldiretti provinciale e dei Comuni di Scarlino e Follonica

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GROSSETO. Sì al riesame della valutazione di impatto ambientale (Via) rilasciata all'impianto del cogeneratore di Scarlino e niente resistenza ai ricorsi al Tar del Comitato per il No, del Wwf, del Forum Ambientalista, della Coldiretti provinciale e dei Comuni di Scarlino e Follonica.
La giunta Marras paga la cambiale elettorale con il voto unanime di tutto il consiglio provinciale che, con un atto di indirizzo politico, dà mandato a giunta e uffici competenti di valutare l'opportunità di sospendere o revocare le costituzioni davanti al Tar e di «avviare un procedimento amministrativo inteso al riesame, anche ai fini di un eventuale provvedimento di autotutela, degli atti oggetto di ricorso giurisdizionale e amministrativo».

Da più parti, in consiglio provinciale, si è manifestata insofferenza per l'atteggiamento, che è stato definito intimidatorio e inaccettabile, di Scarlino Energia, la società proprietaria del cogeneratore che aveva recapitato, prima del consiglio, un atto di diffida «a non sospendere l'efficacia della valutazione di impatto ambientale» e a «dare corso al procedimento di autorizzazione integrata ambientale concludendo il procedimento nei termini di legge».
D'altra parte sia Marras che il capogruppo dell'opposizione Alessandro Antichi hanno chiarito che non si tratta che di un atto di indirizzo politico che non decide nel merito, dal momento che la gestione è degli uffici. Non a caso il testo dell'atto è stato modificato rispetto a quello originario che chiedeva di avviare «un procedimento amministrativo, sospesi gli effetti della valutazione di impatto ambientale nonché i procedimenti ad essa conseguenti o comunque collegati (per esempio l'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale, ndr), inteso al riesame ed all'eventuale annullamento in sede di autotutela degli atti oggetto di ricorso giurisdizionale e amministrativo».

Marras ha spiegato le ragioni dell'atto sia con l'esigenza di non affrontare il rapporto con gli enti locali (in questo caso Scarlino e Follonica) sul piano del contenzioso, sia con la necessità di non lasciare tutto alle decisioni del Tar ma di chiedersi se sia giusto dare una risposta ai rilievi che hanno portato ai ricorsi davanti al giudice amministrativo. Un approfondimento che dovrà esserci in ogni caso in cui possano sorgere dei dubbi su un atto amministrativo.
Antichi non ha nascosto la soddisfazione di aver portato il centrosinistra ad un obiettivo vicino a quello perseguito dal centrodestra, già in campagna elettorale, quando chiedeva una moratoria sul piano dei rifiuti. Si è dovuto accontentare di molto meno, ma ha comunque votato a favore.

Anche tra i comitati e le associazioni ambientaliste, a fine consiglio, non si può dire che la soddisfazione fosse il sentimento più diffuso. Roberto Barocci si è limitato a dire che «ha fatto bene la Provincia a rispondere agli enti locali, ma non ha risposto alle osservazioni fatte sia in sede di Via sia in sede di Aia. Chiediamo che si risponda alle osservazioni».
Cosa succede adesso? Lunedì 21 settembre è convocata la conferenza dei servizi per l'Aia ed è del tutto probabile che si terrà regolarmente. Per farla saltare, infatti, bisognerebbe che il riesame richiesto dal consiglio provinciale fosse effettuato a tempo di record e si arrivasse subito a determinare la necessità di sospendere la Via.

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