Il Tirreno

Grosseto

LA CITTÀ VISIBILE

Dalle foto alle parole: è l'ora di passeggiare con Bianciardi

<strong>SCRITTORE </strong>Luciano Bianciardi
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SCRITTORE Luciano Bianciardi

Una "Passeggiata con parole" per le vie di Grosseto per leggere la città attraverso le parole di Luciano Bianciardi e di altri scrittori. È l'iniziativa che la Fondazione Luciano Bianciardi propone per il pomeriggio di oggi nell'ambito della manifestazione "La città visibile"

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GROSSETO. Una "Passeggiata con parole" per le vie di Grosseto per leggere la città attraverso le parole di Luciano Bianciardi e di altri scrittori. È l'iniziativa che la Fondazione Luciano Bianciardi propone per il pomeriggio di oggi nell'ambito della manifestazione "La città visibile", la mostra evento giunta alla sua seconda edizione e organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Grosseto, dalla Fondazione Grosseto Cultura e dal Centro di documentazione arti visive (Cedav).

Una manifestazione di ampio respiro per raccontare la città e svelarne il volto più inconsueto. Lasciate le immagini, oggi saranno le parole a descrivere, narrare, indicare spazi, luoghi e segni percettibili e impercettibili di Grosseto con rinnovata curiosità e stupore.

La passeggiata prenderà avvio dal Cassero Senese alle 17.30 da dove si andrà alla scoperta della città accompagnati dall'attrice Irene Paoletti, che proporrà la lettura di brani legati ai momenti più significativi dell'itinerario.

L'iniziativa è a partecipazione gratuita. Per informazioni, telefonare alla Fondazione Bianciardi al numero 0564 383794 o scrivere all'indirizzo info@fondazionebianciardi.it.

Chi partecipa alla passeggiata non si lasci poi scappare una visita alla mostra "madre" de "La città visibile" in corso al Cassero. In esposizione, "sguardi" su Grosseto catturati dalla macchina fotografica di artisti affermati e giovani emergenti. Più legati alla fotografia documentaria sono i lavori di Carlo Bonazza, che esplora una città metafisica e disabitata lontanissima dagli stereotipi oleografici, e quelli di Lapo Simeoni che studia l'anonimia delle nuove costruzioni omologate ai modelli globalizzanti della "città generica".

Francesco Scamporrino trasforma Grosseto in un ambiente irriconoscibile e futuristico, mentre nei frames digitali di Federico Borselli si descrive la comunità liquida delle nostre città. Infine le fotografie di Lucia Cartoni e Carlo Durano che si aprono a suggestioni liriche. La mostra prosegue in diverse gallerie della città con una miriade di mostre satellite (si veda il box accanto).

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