Proteste
L'INCHIESTA SUL FUMO
Divieto aggirato da tutti
Francesca Ferri
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DOCUMENTO. Può essere chiesto se si ha dubbi sull’etàNon dappertutto i giovanissimi under 16 riescono a comprare sigarette senza dover tirare fuori la carta di identità. Dopo l'inchiesta sulla vendita di tabacco ai minori di 16 anni, vietata dalla legge ma tranquillamente adottata dal cento per cento dei tabaccai che Il Tirreno ha visitato la scorsa settimana insieme a due "complici", si è scoperto anche questo
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GROSSETO. Non dappertutto i giovanissimi under 16 riescono a comprare sigarette senza dover tirare fuori la carta di identità. Dopo l'inchiesta sulla vendita di tabacco ai minori di 16 anni, vietata dalla legge ma tranquillamente adottata dal cento per cento dei tabaccai che Il Tirreno ha visitato la scorsa settimana insieme a due "complici", si è scoperto anche questo.
Nell'inchiesta del nostro giornale, sei tabaccai su sei avevano venduto sigarette ai due ragazzini senza verificarne l'età. Ma c'è un posto dove da sempre, e in particolare da prima che l'usanza truffaldina comparisse sulle pagine de Il Tirreno, non si danno sigarette a chi, alla richiesta, si rifiuta di mostrare i documenti. È il Caffè Latino di via Giuseppe Garibaldi nel centro storico di Grosseto. «La sera dopo le 8 - spiega Calogero Manno, titolare del locale - siamo gli unici dove si possono trovare sigarette nel centro storico e tanti giovani vengono qui».
Il Caffè Latino è uno dei locali più longevi della città; esiste da 50 anni e da 17 è gestito da Manno. Un bar, non una tabaccheria, dove però si possono acquistare sigarette grazie all'iniziativa del gestore che non ha alcun ricavo dalla vendita delle "bionde", ma possiede un patentino che gli dà diritto a rifornirsi dal tabaccaio più vicino e rivendere la merce ai clienti. Manno non ci guadagna un centesimo, se non la soddisfazione di offrire un servizio in più alla clientela.
«Chiediamo da sempre i documenti a chi dimostra meno di 16 anni - spiega Manno - ma i ragazzi che non possono comprare le sigarette spesso chiedono agli amici più grandi di farlo per loro, e così non possiamo farci niente». E di ragazzi ce ne sono tanti in via Garibaldi. Più avanti un altro locale, l'Affinity, è uno dei punti di ritrovo più di tendenza per i giovanissimi che si affollano nella piazza antistante soprattutto nel fine settimana. Tanti di loro fumano e tanti si presentano al Latino per chiedere le sigarette. Come reagiscono alla richiesta di documenti?
«Devo dire che sono tutti collaborativi - spiega - e conoscono tutti bene quella norma che impedisce ai minori di 16 anni di comprare tabacco. A volte qualcuno cerca di fare il furbo e dice che le sigarette sono per i genitori. A quel punto è difficile regolarsi, ma generalmente cerchiamo di essere prudenti».
Perché rischiare, d'altronde, quando non c'è niente da guadagnare se non risparmiare a un adolescente una boccata di veleni che, secondo il rapporto del 2008 sul fumo dell'Organizzazione mondiale della sanità, tolgono ai fumatori abituali fino a 15 anni di vita. Speriamo che da via Garibaldi si alzi per una volta non fumo, ma il buon esempio per tutta la città.
Nell'inchiesta del nostro giornale, sei tabaccai su sei avevano venduto sigarette ai due ragazzini senza verificarne l'età. Ma c'è un posto dove da sempre, e in particolare da prima che l'usanza truffaldina comparisse sulle pagine de Il Tirreno, non si danno sigarette a chi, alla richiesta, si rifiuta di mostrare i documenti. È il Caffè Latino di via Giuseppe Garibaldi nel centro storico di Grosseto. «La sera dopo le 8 - spiega Calogero Manno, titolare del locale - siamo gli unici dove si possono trovare sigarette nel centro storico e tanti giovani vengono qui».
Il Caffè Latino è uno dei locali più longevi della città; esiste da 50 anni e da 17 è gestito da Manno. Un bar, non una tabaccheria, dove però si possono acquistare sigarette grazie all'iniziativa del gestore che non ha alcun ricavo dalla vendita delle "bionde", ma possiede un patentino che gli dà diritto a rifornirsi dal tabaccaio più vicino e rivendere la merce ai clienti. Manno non ci guadagna un centesimo, se non la soddisfazione di offrire un servizio in più alla clientela.
«Chiediamo da sempre i documenti a chi dimostra meno di 16 anni - spiega Manno - ma i ragazzi che non possono comprare le sigarette spesso chiedono agli amici più grandi di farlo per loro, e così non possiamo farci niente». E di ragazzi ce ne sono tanti in via Garibaldi. Più avanti un altro locale, l'Affinity, è uno dei punti di ritrovo più di tendenza per i giovanissimi che si affollano nella piazza antistante soprattutto nel fine settimana. Tanti di loro fumano e tanti si presentano al Latino per chiedere le sigarette. Come reagiscono alla richiesta di documenti?
«Devo dire che sono tutti collaborativi - spiega - e conoscono tutti bene quella norma che impedisce ai minori di 16 anni di comprare tabacco. A volte qualcuno cerca di fare il furbo e dice che le sigarette sono per i genitori. A quel punto è difficile regolarsi, ma generalmente cerchiamo di essere prudenti».
Perché rischiare, d'altronde, quando non c'è niente da guadagnare se non risparmiare a un adolescente una boccata di veleni che, secondo il rapporto del 2008 sul fumo dell'Organizzazione mondiale della sanità, tolgono ai fumatori abituali fino a 15 anni di vita. Speriamo che da via Garibaldi si alzi per una volta non fumo, ma il buon esempio per tutta la città.
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