Sicurezza
IL COGENERATORE
Uno scontro da 30 milioni di euro
Guido Fiorini
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COGENERATORE. L’impianto di ScarlinoLo scontro sull'inceneritore è aperto. E in gioco ci sono (almeno) 26 milioni di euro, quelli investiti da Scarlino Energia nell'impianto. La stessa cifra è stata finanziata da Mps, chiedendo garanzie per 11 milioni di euro, già versati dalla società
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GROSSETO. Lo scontro sull'inceneritore è aperto. E in gioco ci sono (almeno) 26 milioni di euro, quelli investiti da Scarlino Energia nell'impianto. La stessa cifra è stata finanziata da Mps, chiedendo garanzie per 11 milioni di euro, già versati dalla società.
Il completamento del finanziamento è vincolato all'utilizzo, entro la fine dell'anno, del Cdr come combustibile.
Ieri sulla vicenda è intervenuta, con uno stringatissimo comunicato, anche la Gr.Eco Srl, quella composta da aziende grossetane legate al mondo dell'artigianato, che detiene il 10% di Scarlino Energia (le altre quote sono 65% Sta, Società Toscana Ambiente e 25% Siena Ambiente). Il comunicato conferma che le aziende grossetane sono in linea con quanto deciso dal Cda dell'azienda, cioè l'eventuale richiesta danni a chi sottoscriva un atto che riveda la Via (Valutazione d'impatto ambientale) e quindi blocchi l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale): «Greco srl - si legge - è parte integrante della compagine sociale di Scarlino Energia srl e, in quanto tale, ha contribuito ad elaborare ed assumere le decisioni oggetto, in questi giorni ed in queste ore, di legittima discussione».
Gr.Eco ha contribuito con 1,1 milioni alle garanzie. In ballo ci sono i consorzi Cacif e Cograe e le aziende Busisi Ecologia, Ecotrasporti, Cmb Ecologia e Squarcia trasporti. Società che ora chiedono i danni se i loro investimenti andranno... in fumo. Siamo nella situazione - dicono - di chi ha avuto la concessione edilizia per costruire un palazzo di 12 piani e, dopo aver investito per realizzarlo, al nono piano viene interrotto, "stracciando" la concessione.
Il danno per la società, è dunque quantificabile in 26 milioni di euro di investimento, più la differenza fra il costo dell'acquisto delle biomasse (circa 120mila tonnellate all'anno, in questo momento) e il ricavo per l'incenerimento del Cdr. Si tratta di alcuni milioni di euro all'anno. Senza considerare che il Cdr, avendo un potere calorifico superiore alle biomasse, consente di produrre (e vendere) più energia elettrica rispetto ad adesso.
Lo scontro è dunque tutto qui. Da una parte Scarlino Energia, con toni duri vista la posta in gioco, "difende" i propri investimenti, ritenendo illegittima la revisione di un atto già deliberato. Dall'altra la presidenza Marras e la giunta, coerentemente rispettando gli impegni elettorali, fanno la verifica promessa ai comitati e ai Comuni di Scarlino e Follonica, anch'essi portatori peraltro di interessi legittimi. Dietro c'è anche uno scontro politico, perché l'attuale governo della Provincia sta mettendo in dubbio che la Giunta precedente, guidata da Lio Scheggi, abbia fatto le cose del tutto in regola. Marras, infatti, ha dichiarato che «l'unico obiettivo della Provincia è quello di offrire certezze alla popolazione della piana di Scarlino», segno evidente che non è convinto che chi ha curato prima di lui la vicenda abbia fornito quelle certezze.
Molto probabilmente avrà in mano delle buone carte. Altrimenti c'è il rischio che ci siano da pagare danni ingenti. Dalla Provincia. Cioè da tutti noi.
Il completamento del finanziamento è vincolato all'utilizzo, entro la fine dell'anno, del Cdr come combustibile.
Ieri sulla vicenda è intervenuta, con uno stringatissimo comunicato, anche la Gr.Eco Srl, quella composta da aziende grossetane legate al mondo dell'artigianato, che detiene il 10% di Scarlino Energia (le altre quote sono 65% Sta, Società Toscana Ambiente e 25% Siena Ambiente). Il comunicato conferma che le aziende grossetane sono in linea con quanto deciso dal Cda dell'azienda, cioè l'eventuale richiesta danni a chi sottoscriva un atto che riveda la Via (Valutazione d'impatto ambientale) e quindi blocchi l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale): «Greco srl - si legge - è parte integrante della compagine sociale di Scarlino Energia srl e, in quanto tale, ha contribuito ad elaborare ed assumere le decisioni oggetto, in questi giorni ed in queste ore, di legittima discussione».
Gr.Eco ha contribuito con 1,1 milioni alle garanzie. In ballo ci sono i consorzi Cacif e Cograe e le aziende Busisi Ecologia, Ecotrasporti, Cmb Ecologia e Squarcia trasporti. Società che ora chiedono i danni se i loro investimenti andranno... in fumo. Siamo nella situazione - dicono - di chi ha avuto la concessione edilizia per costruire un palazzo di 12 piani e, dopo aver investito per realizzarlo, al nono piano viene interrotto, "stracciando" la concessione.
Il danno per la società, è dunque quantificabile in 26 milioni di euro di investimento, più la differenza fra il costo dell'acquisto delle biomasse (circa 120mila tonnellate all'anno, in questo momento) e il ricavo per l'incenerimento del Cdr. Si tratta di alcuni milioni di euro all'anno. Senza considerare che il Cdr, avendo un potere calorifico superiore alle biomasse, consente di produrre (e vendere) più energia elettrica rispetto ad adesso.
Lo scontro è dunque tutto qui. Da una parte Scarlino Energia, con toni duri vista la posta in gioco, "difende" i propri investimenti, ritenendo illegittima la revisione di un atto già deliberato. Dall'altra la presidenza Marras e la giunta, coerentemente rispettando gli impegni elettorali, fanno la verifica promessa ai comitati e ai Comuni di Scarlino e Follonica, anch'essi portatori peraltro di interessi legittimi. Dietro c'è anche uno scontro politico, perché l'attuale governo della Provincia sta mettendo in dubbio che la Giunta precedente, guidata da Lio Scheggi, abbia fatto le cose del tutto in regola. Marras, infatti, ha dichiarato che «l'unico obiettivo della Provincia è quello di offrire certezze alla popolazione della piana di Scarlino», segno evidente che non è convinto che chi ha curato prima di lui la vicenda abbia fornito quelle certezze.
Molto probabilmente avrà in mano delle buone carte. Altrimenti c'è il rischio che ci siano da pagare danni ingenti. Dalla Provincia. Cioè da tutti noi.
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