Il Tirreno

Grosseto

IL CONSIGLIO SUL BALZELLO DI 40 EURO

Ora l'acqua deve tornare pubblica

Enrico Pizzi
<strong>CONSIGLIO. </strong>La seduta sul Fiora
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CONSIGLIO. La seduta sul Fiora

Chissà come se la caverà, adesso, il sindaco Bonifazi di fronte all'impegno ad avviare il percorso per la ripubblicizazione dell'acqua, impegno contenuto nella mozione presentata da Rifondazione Comunista e approvata

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GROSSETO. Chissà come se la caverà, adesso, il sindaco Bonifazi di fronte all'impegno ad avviare il percorso per la ripubblicizazione dell'acqua, impegno contenuto nella mozione presentata da Rifondazione Comunista e approvata, ieri pomeriggio, con 5 voti a favore e 27 astensioni, al termine di oltre cinque ore di dibattito nel consiglio comunale aperto che era stato convocato per discutere del cosiddetto balzello del Fiora e della sua revoca.
Si è discusso di questo, dopo la presentazione delle tre mozioni all'ordine del giorno - quella delle opposizioni illustrata dalla capogruppo del Movimento per il bene comune Tania Amarugi, quella del Prc e quella della maggioranza - e alla fine il risultato è andato ben al di là delle aspettative.

È stata votata e respinta, a maggioranza, la mozione delle opposizioni, che impegnava il sindaco, tra le altre cose, a chiedere la convocazione dell'Ato per revocare la delibera del 6 marzo scorso che aveva autorizzato il Fiora ad applicare la cauzione di 40 euro agli utenti non domiciliati in banca.
Poi è arrivato il voto sulla mozione di Rifondazione, che dà il via al percorso di ripubblicizzazione dell'acqua - complice un regolamento del consiglio comunale che il capogruppo dei socialisti Giancarlo Tei ha contestato, perché considera gli astenuti ai fini del numero legale, ma non li conteggia ai fini della determinazione del quorum, e dunque della maggioranza. Così, con il voto favorevole di Unico Rossi di Sinistra Democratica, dei capigruppo del Movimento per il Bene Comune e dei Comunisti Italiani, Tania Amarugi e Fiorenzo Linicchi, e del consigliere del Pdl Franca Casagni, la mozione è stata approvata, con soddisfazione del suo presentatore, il capogruppo del Prc Maurizio Zaccherotti, contento anche del fatto che la sua mozione sia stata votata da tutta la sinistra: una piattaforma, quella del servizio idrico, su cui la sinistra - che anche in questo consiglio è apparsa sempre più divisa, con velenose punzecchiature tra Linicchi e Zaccherotti - potrebbe trovare elementi di coesione.

Difficile capire come faranno il sindaco e la sua maggioranza a conciliare l'impegno che deriva dalla propria mozione, approvata con 19 voti a favore e 13 astensioni, che si limita a chiedere di intervenire in sede di autorità d'ambito per revocare la richiesta del deposito cauzionale, o balzello, come è ormai conosciuto, e la mozione del Prc che, invece, parla di ripubblicizzazione dell'acqua.
Al lungo dibattito di ieri hanno preso parte rappresentanti di Federconsumatori, Sindacato pensionati della Cgil, Sunia, Meet Up Maremma, Movimento per il bene comune, Forum italiano movimenti per l'acqua, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, le associazioni dell'artigianato e del commercio, e, per la prima volta, anche un gruppo nato su Facebook, il gruppo No al balzello H2O.
Particolare interesse ha suscitato il presidente del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, Marco Bersani, che ha ricordato che non può essere combattuta la morosità con i distacchi dell'acqua perché «sono proibiti da una sentenza della Corte Costituzionale». Una precisazione che ha trovato molti consensi in aula.
Su un altro punto, sollevato anche dalle realtà intervenute ieri, si è trovata la convergenza di tutte le forze politiche e dello stesso sindaco Bonifazi: la necessità di non reperire le risorse necessarie agli investimenti attraverso l'aumento delle tariffe, ma di lavorare perché ci pensi lo Stato e si possa attingere alla fiscalità generale.

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