Sicurezza
INCHIESTA
Fumo libero per gli under 16
Alfredo Faetti
◗
L’ACQUISTO. Nella sequenza il nostro complice acquista un pacchetto di sigarette. Tira fuori i soldi e dopo averlo ritirato esce dal tabacchi e lo mostraNonostante il divieto i tabaccai non chiedono i documenti
4 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Ragazzi volete fumare? Tranquilli, nessuno ve lo impedirà. A Grosseto la legge che vieta la vendita di sigarette ai minori di 16 anni sembra non esistere. Nei sei "tabacchini" in cui siamo andati, nessuno dietro al banco ha infatti mostrato la minima esitazione quando i nostri giovani complici hanno chiesto un pacchetto di bionde, nè tantomeno ha chiesto loro un documento.
Un semplice esperimento: due ragazzi non ancora sedicenni, Carlo e Maria (i nomi sono chiaramente inventati), la scelta di un marchio di sigarette (Philip Morris) e un giro tra i tabacchini del centro di Grosseto. Un esperimento per vedere se agli under 16 non vengono vendute le sigarette. Del resto, c'è una legge che lo vieta e risale al 1934. «Vietata ai minori degli anni 16 vendere o somministrare tabacco. La sanzione? Quarantamila lire». Ma evidentemente i gestori non sono molto preoccupati.
Percorriamo via Giosuè Carducci e ci fermiamo a metà del corso. Carlo e Maria entrano nel tabacchi e si mettono in fila dietro a un signore anziano che sta parlando con la signora dietro al bancone. Il ragazzo tira intanto fuori i soldi per comprare le sigarette e quando arriva il suo turno chiede: «Un pacchetto di Philip Morris, quelle marroni grazie». La signora non dice niente. Si volta verso lo scaffale, prende le sigarette chieste da Carlo e gliele porge. «Ecco qua. Quattro euro e trenta». Carlo paga e se ne và. Tutto qua. Niente richiesta di documenti o dubbi sull'età del ragazzo.
Continuiamo il nostro giro e arriviamo davanti al Duomo, entrando sotto i portici che costeggiano piazza Dante. All'interno del tabacchi non c'è nessuno, così Carlo e Maria vengono serviti immediatamente. «Un pacchetto di Philip Morris» ripete Carlo che i 16 anni li compierà tra qualche mese. «Di che tipo? Bianche?», chiede a sua volta il tabaccaio. «No, marroni grazie». Il tabaccaio dà le sigarette a Carlo, lui paga ed esce. Anche qui nessuna difficoltà. Anzi, il signore dietro al bancone fornisce il miglior servizio possibile.
Ci dirigiamo verso il retro del Duomo, con la curiosità di capire se, nelle piccole vie che circondano la chiesa, la musica è la stessa. Entriamo in un tabacchi dove a servire ci sono due uomini sulla quarantina. Carlo e Maria si avvicinano al bancone e chiedono il solito pacchetto di sigarette. Anche qui nessuna resistenza. La richiesta dei ragazzi viene esaudita immediatamente.
Siamo a tre su tre. Tentiamo allora fuori dalle mura. I nostri complici ci hanno preso gusto. Così percorrendo la piazza del mercato, vediamo un tabacchi proprio dall'altra parte del marciapiede e decidiamo di entrare. Carlo ha molte monete in tasca, accumulate con i resti precedenti. Quando arriva il suo turno paga con quelle, lentamente, facendo cadere le monete una ad una nel piatto. «Forse - pensa - gli verrà in mente di chiedermi quanti anni ho?». Il signore dietro al bancone invece lo guarda contando assieme a lui i soldi che si accumulano sul piatto. «Un euro, due euro e cinquanta. Tre euro e trenta. Un altro euro e ci siamo.» «E grazie», sono le sole parole con cui Carlo saluta.
Costeggiamo le mura e arriviamo in via Ximenes. Carlo ha ancora poche monete, ma bastano per un pacchetto da dieci di Malboro. I ragazzi che iniziano a fumare spesso iniziano a comprare i pacchetti da dieci: costano semplicemente meno. Entra nel primo tabacchino che troviamo e chiede le sigarette che desidera. Anche qui nessuna domanda, nessuna perplessità per quella faccia da bambino cresciuto con una leggera peluria sul viso. Il ragazzo viene servito subito senza alcun problema, come sempre.
Il nostro, fino ad ora, è un percorso netto: cinque su cinque. Decidiamo con gli ultimi soldi rimasti di fare un altro tentativo. Continuiamo a costeggiare le mura fino a tornare all'entrata di corso Carducci, entrando nel primo tabacchi che incontriamo dove la commessa, dopo aver salutato cortesemente i ragazzi, consegna loro il solito pacchetto di Philip Morris.
Esperimento concluso, con un totale di sei tabacchini visitati, cinque pacchetti di Philip Morris e uno da dieci di Malboro: 110 bionde in tasca senza che nessuno abbia rivolto una domanda ai nostri complici. L'avessero fatta Carlo e Maria avrebbero risposto: «Sono per i nostri genitori», ma anche in quel caso il gestore non avrebbe potuto e dovuto esaudire la loro richiesta di sigarette.
Il risultato, tratto dal campione da noi esaminato, dice quindi che a Grosseto i ragazzi sotto i 16 anni possono acquistare le sigarette, ricevendo lo stesso servizio riservato agli adulti. Da quello che abbiamo visto, nessuno dei gestori si preoccupa dell'età dei ragazzi che si presentano per acquistare tabacchi di vario tipo, nonostante i controlli che dovrebbero esserci».
L'ultima battaglia contro il fumo risale al 1 gennaio 2004, quando, proprio per evitare che ne potessero far ricorso i minori di 16 anni, vennero chiusi i distributori automatici ad eccezione delle ore notturne. Adesso i distributori sono aperti anche di giorno. Per acquistare un pacchetto di sigarette bisogna inserire un documento che certifichi l'età. A Grosseto gli under 16 rischiano meno acquistando direttamente al bancone.
Un semplice esperimento: due ragazzi non ancora sedicenni, Carlo e Maria (i nomi sono chiaramente inventati), la scelta di un marchio di sigarette (Philip Morris) e un giro tra i tabacchini del centro di Grosseto. Un esperimento per vedere se agli under 16 non vengono vendute le sigarette. Del resto, c'è una legge che lo vieta e risale al 1934. «Vietata ai minori degli anni 16 vendere o somministrare tabacco. La sanzione? Quarantamila lire». Ma evidentemente i gestori non sono molto preoccupati.
Percorriamo via Giosuè Carducci e ci fermiamo a metà del corso. Carlo e Maria entrano nel tabacchi e si mettono in fila dietro a un signore anziano che sta parlando con la signora dietro al bancone. Il ragazzo tira intanto fuori i soldi per comprare le sigarette e quando arriva il suo turno chiede: «Un pacchetto di Philip Morris, quelle marroni grazie». La signora non dice niente. Si volta verso lo scaffale, prende le sigarette chieste da Carlo e gliele porge. «Ecco qua. Quattro euro e trenta». Carlo paga e se ne và. Tutto qua. Niente richiesta di documenti o dubbi sull'età del ragazzo.
Continuiamo il nostro giro e arriviamo davanti al Duomo, entrando sotto i portici che costeggiano piazza Dante. All'interno del tabacchi non c'è nessuno, così Carlo e Maria vengono serviti immediatamente. «Un pacchetto di Philip Morris» ripete Carlo che i 16 anni li compierà tra qualche mese. «Di che tipo? Bianche?», chiede a sua volta il tabaccaio. «No, marroni grazie». Il tabaccaio dà le sigarette a Carlo, lui paga ed esce. Anche qui nessuna difficoltà. Anzi, il signore dietro al bancone fornisce il miglior servizio possibile.
Ci dirigiamo verso il retro del Duomo, con la curiosità di capire se, nelle piccole vie che circondano la chiesa, la musica è la stessa. Entriamo in un tabacchi dove a servire ci sono due uomini sulla quarantina. Carlo e Maria si avvicinano al bancone e chiedono il solito pacchetto di sigarette. Anche qui nessuna resistenza. La richiesta dei ragazzi viene esaudita immediatamente.
Siamo a tre su tre. Tentiamo allora fuori dalle mura. I nostri complici ci hanno preso gusto. Così percorrendo la piazza del mercato, vediamo un tabacchi proprio dall'altra parte del marciapiede e decidiamo di entrare. Carlo ha molte monete in tasca, accumulate con i resti precedenti. Quando arriva il suo turno paga con quelle, lentamente, facendo cadere le monete una ad una nel piatto. «Forse - pensa - gli verrà in mente di chiedermi quanti anni ho?». Il signore dietro al bancone invece lo guarda contando assieme a lui i soldi che si accumulano sul piatto. «Un euro, due euro e cinquanta. Tre euro e trenta. Un altro euro e ci siamo.» «E grazie», sono le sole parole con cui Carlo saluta.
Costeggiamo le mura e arriviamo in via Ximenes. Carlo ha ancora poche monete, ma bastano per un pacchetto da dieci di Malboro. I ragazzi che iniziano a fumare spesso iniziano a comprare i pacchetti da dieci: costano semplicemente meno. Entra nel primo tabacchino che troviamo e chiede le sigarette che desidera. Anche qui nessuna domanda, nessuna perplessità per quella faccia da bambino cresciuto con una leggera peluria sul viso. Il ragazzo viene servito subito senza alcun problema, come sempre.
Il nostro, fino ad ora, è un percorso netto: cinque su cinque. Decidiamo con gli ultimi soldi rimasti di fare un altro tentativo. Continuiamo a costeggiare le mura fino a tornare all'entrata di corso Carducci, entrando nel primo tabacchi che incontriamo dove la commessa, dopo aver salutato cortesemente i ragazzi, consegna loro il solito pacchetto di Philip Morris.
Esperimento concluso, con un totale di sei tabacchini visitati, cinque pacchetti di Philip Morris e uno da dieci di Malboro: 110 bionde in tasca senza che nessuno abbia rivolto una domanda ai nostri complici. L'avessero fatta Carlo e Maria avrebbero risposto: «Sono per i nostri genitori», ma anche in quel caso il gestore non avrebbe potuto e dovuto esaudire la loro richiesta di sigarette.
Il risultato, tratto dal campione da noi esaminato, dice quindi che a Grosseto i ragazzi sotto i 16 anni possono acquistare le sigarette, ricevendo lo stesso servizio riservato agli adulti. Da quello che abbiamo visto, nessuno dei gestori si preoccupa dell'età dei ragazzi che si presentano per acquistare tabacchi di vario tipo, nonostante i controlli che dovrebbero esserci».
L'ultima battaglia contro il fumo risale al 1 gennaio 2004, quando, proprio per evitare che ne potessero far ricorso i minori di 16 anni, vennero chiusi i distributori automatici ad eccezione delle ore notturne. Adesso i distributori sono aperti anche di giorno. Per acquistare un pacchetto di sigarette bisogna inserire un documento che certifichi l'età. A Grosseto gli under 16 rischiano meno acquistando direttamente al bancone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
