Proteste
Cogeneratore
Marras: «No alle minacce»
Paola Villani
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IMPIANTO. L’esterno e l’interno del cogeneratore di Scarlino«Inaccettabile il tono intimidatorio della diffida». La strada scelta dalla Scarlino Energia per 'tutelarsi' da possibili atti che mettano in discussione le autorizzazioni concesse dall'ex amministrazione Scheggi al cogeneratore di Scarlino non è stata ben 'digerita' dal neo presidente della Provincia, Leonardo Marras, che chiede all'azienda di abbassare i toni
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GROSSETO. «Inaccettabile il tono intimidatorio della diffida». La strada scelta dalla Scarlino Energia per 'tutelarsi' da possibili atti che mettano in discussione le autorizzazioni concesse dall'ex amministrazione Scheggi al cogeneratore di Scarlino non è stata ben 'digerita' dal neo presidente della Provincia, Leonardo Marras, che chiede all'azienda di abbassare i toni.
Il cda dell'azienda proprietaria dell'impianto di Scarlino ha deciso di inviare una diffida formale a tutti i consiglieri provinciali e ai membri della giunta Marras, a firmare atti che di fatto metterebbero in 'stand by' la Via, la valutazione di impatto ambientale: pena un risarcimento di svariati milioni di euro. «Inutile tentare di intimidire il consiglio provinciale - dichiara Marras - che è legittimato a tutelare gli interessi generali. Che Scarlino Energia decida di tutelare i propri interessi nel modo che ritiene opportuno, è cosa che non può essere messa in discussione. Tuttavia, mi pare che la reazione sia stata decisamente sopra le righe, e che la cosiddetta 'diffida' abbia un inaccettabile tono intimidatorio nei confronti del consiglio e della giunta provinciale».
Marras poi precisa la netta differenza tra atti politici e atti amministrativi, regolati da leggi ben precise, spiegando come dietro la scelta della giunta non sia una volontà persecutoria nei confronti della Scarlino Energia. «Invito l'azienda ad abbassare i toni - dichiara ancora il presidente della Provincia - anche perché c'è stato un evidente equivoco tra l'atto d'indirizzo politico che sarà discusso in consiglio provinciale, che è sacrosanto rispetto all'esplicitazione di una volontà di dare la massima garanzia alla comunità in relazione alle diverse contestazioni che hanno avuto uno sbocco in sede giurisdizionale, e gli atti amministrativi inerenti la procedura di Via, che competono agli uffici e sono ovviamente regolati dalla legge. Se il testo della delibera che verrà proposto al consiglio è in questo senso poco chiaro, potrà essere meglio specificato.
È chiaro che l'unico obiettivo della Provincia è quello di offrire certezze alla popolazione della piana di Scarlino, e se questo comporta una più approfondita analisi della procedura fin qui seguita, ciò non può essere interpretato come una volontà preordinata a penalizzare l'azienda e i suoi lavoratori».
Il cda dell'azienda proprietaria dell'impianto di Scarlino ha deciso di inviare una diffida formale a tutti i consiglieri provinciali e ai membri della giunta Marras, a firmare atti che di fatto metterebbero in 'stand by' la Via, la valutazione di impatto ambientale: pena un risarcimento di svariati milioni di euro. «Inutile tentare di intimidire il consiglio provinciale - dichiara Marras - che è legittimato a tutelare gli interessi generali. Che Scarlino Energia decida di tutelare i propri interessi nel modo che ritiene opportuno, è cosa che non può essere messa in discussione. Tuttavia, mi pare che la reazione sia stata decisamente sopra le righe, e che la cosiddetta 'diffida' abbia un inaccettabile tono intimidatorio nei confronti del consiglio e della giunta provinciale».
Marras poi precisa la netta differenza tra atti politici e atti amministrativi, regolati da leggi ben precise, spiegando come dietro la scelta della giunta non sia una volontà persecutoria nei confronti della Scarlino Energia. «Invito l'azienda ad abbassare i toni - dichiara ancora il presidente della Provincia - anche perché c'è stato un evidente equivoco tra l'atto d'indirizzo politico che sarà discusso in consiglio provinciale, che è sacrosanto rispetto all'esplicitazione di una volontà di dare la massima garanzia alla comunità in relazione alle diverse contestazioni che hanno avuto uno sbocco in sede giurisdizionale, e gli atti amministrativi inerenti la procedura di Via, che competono agli uffici e sono ovviamente regolati dalla legge. Se il testo della delibera che verrà proposto al consiglio è in questo senso poco chiaro, potrà essere meglio specificato.
È chiaro che l'unico obiettivo della Provincia è quello di offrire certezze alla popolazione della piana di Scarlino, e se questo comporta una più approfondita analisi della procedura fin qui seguita, ciò non può essere interpretato come una volontà preordinata a penalizzare l'azienda e i suoi lavoratori».
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