Finanza
LA CAUZIONE DA 40 EURO
Sì al consiglio comunale aperto
Alfredo Faetti
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ACQUEDOTTO. Le sorgenti del Fiora sul Monte AmiataIl consiglio comunale di venerdì, con il "balzello" del Fiora inserito nell'ordine del giorno, si terrà in forma aperta. Rimangono adesso da stabilire le modalità d'intervento e l'orario
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GROSSETO. Il consiglio comunale di venerdì, con il "balzello" del Fiora inserito nell'ordine del giorno, si terrà in forma aperta. Rimangono adesso da stabilire le modalità d'intervento e l'orario.
La decisione è stata presa ieri all'unanimità nella conferenza dei capigruppo. Il presidente del consiglio comunale Giovanna Stellini ha quindi accolto la richiesta avanzata da Mbc che, in base all'articolo 56 del regolamento comunale (il quale prevede la possibilità di un consiglio aperto in caso di «relativi motivi d'interesse per la comunità»), voleva estendere anche ai cittadini il dibattito sul deposito cauzionale di 40 euro approvato dall'Ato 6. Nella conferenza di ieri i capigruppo dovevano anche decidere come organizzare i lavori per dar corpo a questo consiglio aperto, ma senza riuscirci. «La richiesta legittima di un consiglio aperto - spiega il presidente Stellini - è arrivata il 2 settembre. Non abbiamo avuto il tempo sufficente per organizzare subito, attraverso incontri con i vari rappresentanti, questo tipo di assemblea. Ma questo non ha ostacolato la volontà dell'amministrazione di ammettere un tema che tocca diverse sensibilità alla discussione pubblica. Perché di discussione si tratta, dato che in questo tipo di consiglio non possono essere approvate delibere. Le decisioni su come regolare gli interventi saranno prese nell'aggiornamento dei capigruppo giovedì alle 13».
Le questioni aperte sono soprattutto due. La prima riguarda la durata degli interventi, che potranno variare da tre a dieci minuti. Tra i capigruppo, infatti, c'è chi ha sollevato il timore che, nel caso venga concesso molto tempo per parlare, l'assemblea possa degenerare con degli interventi sopra le righe.
L'altra questione riguarda l'orario. Il consiglio era previsto per le 9 di venerdì, ma questo porterebbe (come hanno fatto notare alcuni capigruppo) a una netta scrematura dei partecipanti, dato che la maggior parte dei cittadini a quell'ora è a lavoro. La proposta avanzata è quella di spostarlo al pomeriggio.
Ma, a parte questi due punti, il resto è stato deciso, comprese anche le modalità di con cui i soggetti potranno richiedere la parola. I cittadini rappresentanti di categorie, comitati, associazioni o di un ente pubblico o privati che vogliono intervenire al dibattito dovranno presentare, entro giovedì mattina, un'istanza tramite un rappresentante del consiglio comunale, il quale poi provvederà a comunicarla a Stellini, oppure potranno spedirla direttamente alla presidenza del consiglio, la quale valuterà la validità e deciderà l'eventuale accettazione.
La decisione è stata presa ieri all'unanimità nella conferenza dei capigruppo. Il presidente del consiglio comunale Giovanna Stellini ha quindi accolto la richiesta avanzata da Mbc che, in base all'articolo 56 del regolamento comunale (il quale prevede la possibilità di un consiglio aperto in caso di «relativi motivi d'interesse per la comunità»), voleva estendere anche ai cittadini il dibattito sul deposito cauzionale di 40 euro approvato dall'Ato 6. Nella conferenza di ieri i capigruppo dovevano anche decidere come organizzare i lavori per dar corpo a questo consiglio aperto, ma senza riuscirci. «La richiesta legittima di un consiglio aperto - spiega il presidente Stellini - è arrivata il 2 settembre. Non abbiamo avuto il tempo sufficente per organizzare subito, attraverso incontri con i vari rappresentanti, questo tipo di assemblea. Ma questo non ha ostacolato la volontà dell'amministrazione di ammettere un tema che tocca diverse sensibilità alla discussione pubblica. Perché di discussione si tratta, dato che in questo tipo di consiglio non possono essere approvate delibere. Le decisioni su come regolare gli interventi saranno prese nell'aggiornamento dei capigruppo giovedì alle 13».
Le questioni aperte sono soprattutto due. La prima riguarda la durata degli interventi, che potranno variare da tre a dieci minuti. Tra i capigruppo, infatti, c'è chi ha sollevato il timore che, nel caso venga concesso molto tempo per parlare, l'assemblea possa degenerare con degli interventi sopra le righe.
L'altra questione riguarda l'orario. Il consiglio era previsto per le 9 di venerdì, ma questo porterebbe (come hanno fatto notare alcuni capigruppo) a una netta scrematura dei partecipanti, dato che la maggior parte dei cittadini a quell'ora è a lavoro. La proposta avanzata è quella di spostarlo al pomeriggio.
Ma, a parte questi due punti, il resto è stato deciso, comprese anche le modalità di con cui i soggetti potranno richiedere la parola. I cittadini rappresentanti di categorie, comitati, associazioni o di un ente pubblico o privati che vogliono intervenire al dibattito dovranno presentare, entro giovedì mattina, un'istanza tramite un rappresentante del consiglio comunale, il quale poi provvederà a comunicarla a Stellini, oppure potranno spedirla direttamente alla presidenza del consiglio, la quale valuterà la validità e deciderà l'eventuale accettazione.
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