Il Tirreno

Grosseto

GROSSETO

In 24 ore 200 clonazioni

Federico Lazzotti
<strong>TASTIERA.</strong> Era stata incollata con del nastro isolante bianco, rosso e verde
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TASTIERA. Era stata incollata con del nastro isolante bianco, rosso e verde

In 24 ore avevano già clonato duecento bancomat. E in onore di Bulgaria e Italia lo avevano fatto incollando sotto la tastiera del nastro isolante tricolare. Sarebbe bastato loro trasferire i dati sul computer che avevano in auto, associare ad ogni pin la serie numerica della banda magnetica e svuotare i conti delle vittime

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GROSSETO. In 24 ore avevano già clonato duecento bancomat. E in onore di Bulgaria e Italia lo avevano fatto incollando sotto la tastiera del nastro isolante tricolare. Sarebbe bastato loro trasferire i dati sul computer che avevano in auto, associare ad ogni pin la serie numerica della banda magnetica e svuotare i conti delle vittime. Un raggiro che avrebbe fruttato almeno 200mila euro.
Sono questi alcuni dei particolari che emergono dall'indagine che sabato sera ha portato all'arresto di due cittadini di origine bulgara senza fissa dimora e incensurati: Martin Nanov, 30 anni, e Ivan Bulyakov, 20, entrambi arrestati con l'accusa di tentata falsificazione di carte di pagamento e per il reato informatico di cui la competenza è di una particolare sezione distrettuale dei carabinieri che ha sede Firenze.

Ad allertare i militari, venerdì sera intorno alle 20, è stato uno correntista che si è presentato al bancomat del Montepaschi in via Tito Speri. «C'è qualcosa che non mi quadra - ha spiegato al 112 - la tastiera ha qualcosa di strano».
È servito poco ai militari per accorgersi che il bancomat era stato manomesso: sopra alla tastiera ne era stata incollata un'altra identica attraverso la quale i malviventi riescono ad entrare in possesso del pin; mentre sulla fessura nella quale viene inserita la carta era stato applicato uno skimmer che serve per entrare in possesso della sequenza alfa numerica che caratterizza la banda magnetica di ogni carta e bancomat. Dalle 21 di sabato è servito un giorno di appostamenti ai militari per pizzicare i due clonatori con le mani nel bancomat. «Prima di smontare il marchingegno - spiegano il capitano Edoardo Campora e il tenente Emiliano Zatelli - i due sono passati per due volte davanti alla banca per accertarsi che tutto fosse in ordine».
La prima perlustrazione è delle 15.30, la seconda delle 18.30. Quando alle 20.20 i due hanno deciso di smontare tastiera e skimmer sono entrati in azione anche i carabinieri. Sull'auto dei due bulgari, una Opel Astra, gli inquirenti hanno trovato una specie di officina viaggiante al cui interno c'era tutto il necessario per clonare ogni genere di bancomat: nastro isolante, pinze, lime, dispositivi elettronici e circa mille euro in contanti.

Adesso gli inquirenti stanno verificando se i due arrestati possano avere a che fare con altre operazioni simili compiute nell'ultimo anno non solo a Grosseto. «L'indagine - spiegano dal comando - è ancora aperta». Qualche conferma potrebbe arrivare dai filmati che nel corso dei mesi sono stati messi agli atti per clonazioni simili a quella sventata nell'ultimo week end in via Tito Speri.

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