Attenzione
A MARINA DI GROSSETO
Rubate le panchine in pietra
Francesca Ferri
◗
SPARITA. In alto i supporti per la panchina che non c’è più; a destra le piante che cadono; qui a fianco il ristorante abbandonatoNon c'è neppure il rischio di vedersi cadere in testa una delle due grosse agave, due splendide piante grasse che rischiano di venir giù a momenti perché da troppo tempo non hanno visto le cesoie del giardiniere per una sana potatura
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MARINA DI GROSSETO. Non c'è neppure il rischio di vedersi cadere in testa una delle due grosse agave, due splendide piante grasse che rischiano di venir giù a momenti perché da troppo tempo non hanno visto le cesoie del giardiniere per una sana potatura. Ai giardinetti di Marina in via Francesco Baracca, infatti, non ci sono più panchine e dunque non ci si può mettere a sedere da nessuna parte. Pericolo scampato? No, solo un brutto disservizio per i tanti anziani e bambini che d'estate affollano la località balneare e una pessima figura di fronte ai turisti che, affacciandosi ai giardinetti, non trovano altro che una distesa di aghi secchi, mucchietti di aghi e sporcizia ai lati degli stradelli, non un filo d'erba neppure a pagarlo e, al suo posto, le solite cartacce, lattine, rifiuti di varia provenienza. E naturalmente nessuna panchina.
«Una mattina presto - racconta una signora grossetana che d'estate abita nella sua casa al mare proprio lì davanti e ha segnalato al Tirreno la situazione dei giardini - sono venuti due uomini a bordo di un camioncino e hanno caricato un paio di panchine. Pensavo fossero addetti del Comune che stavano sostituendo dei pezzi, non mi sarei mai aspettata una simile sfacciataggine».
Di addetti del Comune, al contrario, qui se ne vedono molto di rado, soprattutto quelli che si occupano delle pulizie, e se è vero che contro i furti e gli atti di vandalismo l'ordinaria manutenzione può fare poco, per lo meno sarebbe il caso di provvedere a tenere la zona in modo decoroso e pulito. Più che giardini, infatti, qui è un vero e proprio deserto.
«Abbiamo telefonato diverse volte agli uffici competenti chiedendo che venissero a pulire, a piantare qualche fiore, tenere in ordine le siepi, ma senza ottenere grossi risultati. In fondo chiediamo solo un po' di attenzione verso un angolo di Marina che, quando era ben tenuto, era molto frequentato. Di luoghi appetibili, qui, non c'è solo la spiaggia: è bello anche starsene all'ombra dei pini».
Per il momento l'ombra non la toglie nessuno ma, a parte un paio di vecchie panchine in cemento, per il resto non c'è da sedersi. A far compagnia, invece, lo sfondo regalato dall'edificio abbandonato dove una volta c'era il ristorante Lo Sfizio: insegna diroccata, recinzione arrugginita, veranda sfondata. Non proprio una bella cartolina da Marina.
«Una mattina presto - racconta una signora grossetana che d'estate abita nella sua casa al mare proprio lì davanti e ha segnalato al Tirreno la situazione dei giardini - sono venuti due uomini a bordo di un camioncino e hanno caricato un paio di panchine. Pensavo fossero addetti del Comune che stavano sostituendo dei pezzi, non mi sarei mai aspettata una simile sfacciataggine».
Di addetti del Comune, al contrario, qui se ne vedono molto di rado, soprattutto quelli che si occupano delle pulizie, e se è vero che contro i furti e gli atti di vandalismo l'ordinaria manutenzione può fare poco, per lo meno sarebbe il caso di provvedere a tenere la zona in modo decoroso e pulito. Più che giardini, infatti, qui è un vero e proprio deserto.
«Abbiamo telefonato diverse volte agli uffici competenti chiedendo che venissero a pulire, a piantare qualche fiore, tenere in ordine le siepi, ma senza ottenere grossi risultati. In fondo chiediamo solo un po' di attenzione verso un angolo di Marina che, quando era ben tenuto, era molto frequentato. Di luoghi appetibili, qui, non c'è solo la spiaggia: è bello anche starsene all'ombra dei pini».
Per il momento l'ombra non la toglie nessuno ma, a parte un paio di vecchie panchine in cemento, per il resto non c'è da sedersi. A far compagnia, invece, lo sfondo regalato dall'edificio abbandonato dove una volta c'era il ristorante Lo Sfizio: insegna diroccata, recinzione arrugginita, veranda sfondata. Non proprio una bella cartolina da Marina.
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