Il Tirreno

Grosseto

Il segno meno dopo nove anni di crescita

Addio boom, turisti in calo

Alfredo Faetti
<strong>IL CALO.</strong> Nel mese di luglio è stato del 4% rispetto alla stagione 2008
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IL CALO. Nel mese di luglio è stato del 4% rispetto alla stagione 2008

Non ha avuto effetti devastanti, ma si è fatta sentire. La crisi economica ha portato i suoi riflessi anche nel settore turistico di Grosseto. I dati ufficiali non ci sono ancora, ma dalle impressioni che danno le categorie emergono due aspetti: una sostanziale tenuta anche se con un lieve decremento delle presenze e un netto calo nel settore dei pubblici esercizi

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GROSSETO. Non ha avuto effetti devastanti, ma si è fatta sentire. La crisi economica ha portato i suoi riflessi anche nel settore turistico di Grosseto. I dati ufficiali non ci sono ancora, ma dalle impressioni che danno le categorie emergono due aspetti: una sostanziale tenuta anche se con un lieve decremento delle presenze e un netto calo nel settore dei pubblici esercizi.

Questo significa che i turisti, pur non rinunciando alle vacanze, hanno cercato di risparmiare rispetto al passato, per le minori disponibilità economiche. Il monitoraggio fino a luglio registrava un calo del 4% delle presenze rispetto all'anno scorso. Spiega Fabrizio Niccolai, direttore dell'Apt: «Dopo nove anni di crescita costante, è la prima stagione in cui registriamo un calo dovuto alla condizione economica delle famiglie e dei turisti più in generale. Mentre per agosto su un campione di aziende sembra che le presenze siano state maggiori».

Da questa situazione emerge un lato positivo, ovvero la tenuta della Maremma come meta, confermando la sua icona di "marca turistica" in tutto il mondo. «Rispetto al calo di turismo che ha investito le altri nazioni da noi è stato sostanzialmente contenuto». Maremma come metà ambita nonostante le difficoltà. Un dato ribadito anche da Gloria Faragli, che si occupa delle strutture alberghiere per Confesercenti.

«Il lato posistivo è la tenuta. Abbiamo percepito dalle aziende associate che c'è stata una conferma nelle presenze, anche se abbiamo visto l'accorciarsi dei periodi di permanensa. Quello che è emerso dalla stagione estiva è la minore capacità di spese dei turisti. Un apetto che ha penalizzato soprattutto i pubblici servizi. Nei ristoranti, nei locali e nei bar abbiamo registrato una brusco calo delle entrate, a dimostrazione che le persone avevano meno soldi da spendere».

Anche sulla costa la situazione è la stessa. Galliano Albonetti, presidente Fiba (Federazione Italiana Imprese Balneari) spiega che negli stabilimenti balnerai di Marina c'è stato una diminuzione nelle prenotazioni e nel consumo all'interno delle strutture (bar e attrezzatura).
«Riponevamo delle speranze nelle prime due settimane di settembre, dato che le scuole aprono il 14 e i prezzi sono abbordabili. Ma non abbiamo avuto le prenotazioni a cui miravamo».
Una proposta per offrire un servizio adatto al momento la dà Fabrizio Niccolai. «Dobbiamo garantire la trasparenza dei prezzi. Sono anni che lo propongo. Se il turista sa in anticipo quanto spende per usufruire dei servizi, saprà meglio organizzarsi per accedervi. E chi vorrà godere di un servizio farà i conti prima di partire per essere sicuro di poterselo permettere».

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