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Una Doc per tutta la Maremma

Guido Fiorini
<strong>MAREMMA E VINO. </strong>Uno splendido panorama di vigneti nella zona di Scansano
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MAREMMA E VINO. Uno splendido panorama di vigneti nella zona di Scansano

Per la produzione vitivinicola della Maremma potrebbe essere una vera e propria rivoluzione. Per la prima volta, e finalmente in modo organico dopo tanti anni di promozione "in ordine sparso", il meraviglioso vino di questa terra generosa si lega al "brand" Maremma, acquistando un valore aggiunto che avrà un grande peso, soprattutto sui mercati internazionali.

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GROSSETO. Per la produzione vitivinicola della Maremma potrebbe essere una vera e propria rivoluzione. Per la prima volta, e finalmente in modo organico dopo tanti anni di promozione "in ordine sparso", il meraviglioso vino di questa terra generosa si lega al "brand" Maremma, acquistando un valore aggiunto che avrà un grande peso, soprattutto sui mercati internazionali.
È ormai arrivato quasi al termine, infatti, il tortuoso iter per l'ottenimento della Doc "Maremma Toscana". Una Denominazione d'Origine che, come un ombrello, andrà a coprire tutta quella produzione della Provincia che non fa riferimento alle 8 denominazioni già esistenti (Morellino Docg e Doc Ansonica, Pitigliano, Capalbio, Monteregio, Montecucco, Parrina e Sovana) senza peraltro intaccarne il prestigio.
In sostanza potranno fregiarsi della Doc tutti quei vini che adesso sono Igt (indicazione geografica tipica) e, rispettando il disciplinare, anche gli attuali vini da tavola.
Bene gli assaggi. Nei giorni scorsi, alla Camera di commercio, si è riunita infatti la commissione di degustazione per l'esame organolettico di alcuni campioni di vino che concludono la complessa istanza di riconoscimento della Doc "Maremma Toscana", presentata da Aprovito (Associazione produttori vitivinicoli toscani) su incarico di tutta la filiera grossetana, con il sostegno della Provincia e della Camera di commercio.
La domanda è stata presentata al Comitato Nazionale Vini presso il Ministero delle Politiche Agricole. La degustazione da parte della Commissione di degustazione dei Vqprd (Vini di qualità prodotti in regioni determinate) rappresenta un passaggio obbligato per il rilascio dell'attestazione del miglioramento organolettico del prodotto e della rispondenza con i requisiti del disciplinare proposto. La commissione, presieduta dall'enologo Roberto Bruchi e assistita dal segretario Claudia Della Monaca, si è svolta in due sessioni separate: la prova d'assaggio ha riguardato ben 36 campioni di vino (quasi tutti Igt Maremma Toscana), divisi per ogni tipologia prevista nel disciplinare e si è conclusa con esito positivo.
Il disciplinare. Proprio perché sarà una Doc che abbraccerà tutta la Maremma, con i suoi tanti diversi "terroir" e produzioni che variano dal bianco, al rosso, allo spumante, ai passiti, il disciplinare è vastissimo (vedi altri articolo, ndr) e comprende tutti i vitigni impiantati in Provincia.
L'unica distinzione riguarda, per la sola produzione di sangiovese, la zona del Montecucco, che è esclusa dalla Doc. Non è previsto invecchiamento obbligatorio, se non per passiti, vinsanti e vendemmie tardve. Una curiosità: nella Doc è previsto anche il Novello, prodotto con macerazione carbonica, purché immesso in commercio prima del 31 dicembre dello stesso anno della vendemmia.
Il presidente. Il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni ha accolto con soddisfazione l'esito positivo della degustazione, sottolineando come il riconoscimento della Doc Maremma Toscana rappresenterà un evento importante non solo per il mondo vitivinicolo provinciale ma anche per l'intero territorio maremmano. «La Doc Maremma Toscana garantirà un indubbio valore aggiunto per le nostre produzioni e permetterà di differenziare e tutelare i nostri vini sui mercati nazionali ed internazionali. La complessità dei mercati impone oggi infatti l'impiego di strumenti sempre nuovi per garantire e promuovere i nostri prodotti di qualità: abbiamo la fortuna di poter contare sul "brand Maremma", già molto noto, ma ancora da sfruttare al meglio».

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