Il dolore
Grosseto
Telecom paghi il danno esistenziale
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SEDE. Telecom a MilanoCinquecento euro oltre ai 335 di indennizzo patrimoniale. Erano stati 58 i giorni di interruzione
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GROSSETO. Popolo di utenti: mai rassegnarsi, mai abbassare la testa di fronte ai colossi delle telecomunicazioni! L'ammonimento è firmato Confconsumatori. E il motivo è presto detto: il giudice di pace ha condannato la Telecom e riconosciuto il danno esistenziale a una utente che si era vista sospendere la linea di casa (Adsl compresa) e si era vista anche addebitare i costi del nuovo allaccio. In quel periodo, la madre era ricoverata in ospedale e la disponibilità del telefono era per lei prioritaria. Nel dettaglio: il giudice ha riconosciuto 355 euro per danno patrimoniale legato alla sospensione del servizio; 500 euro per il danno non patrimoniale; circa 1.500 euro di spese che la Telecom dovrà versare alla utente.
La causa è iniziata nel 2008 di fronte al giudice Vincenzo Colantuoni Romagnoli. La donna, assistita dagli avvocati Parenti e Salvatore di Firenze, aveva lamentato l'interruzione dal 1º aprile al 28 maggio 2008. Aveva chiesto 1.000 euro di danni, comprensivi della valutazione del danno esistenziale, dell'indennizzo del disagio patito (21 giorni senza telefono e 45 senza Adsl), delle spese per i canoni e delle spese non dovute alla Telecom. L'azienda si era opposta, pur riconoscendo l'avvenuta interruzione ma datando l'inizio al 16 aprile (testimoni indicano comunque il 1º aprile). E alla utente aveva riconosciuto 180 euro di indennizzo. Ciò non era bastato alla donna. Perché il contratto di abbonamento prevede 7,5 euro di indennità per ogni giorno di interruzione: siccome i giorni sono 58, il totale è 435, cioè 255 euro oltre i 180 già versati dalla Telecom. Inoltre, la donna era stata costretta a pagare 80 euro per la riattivazione del servizio: «somma non imputabile in ogni caso alla attrice (cioè alla donna, ndr) in quanto già titolare di regolare utenza telefonica interrotta per motivi ad essa non addebitabili», scrive il giudice. La Telecom non può nemmeno reclamare gli 8 euro per anticipo conversazioni. Dunque, ecco il totale: 335 euro per danno patrimoniale.
Poi c'è il danno esistenziale: la donna ha avuto «un danno ingiusto», secondo il dottor Colantuoni, e la Telecom, «dimostrando indifferenza e insensibilità nella gestione del servizio» ha causato nell'utente «uno stato di preoccupazione per la gestione della propria attività, anche riferiribile ai disagi affrontati per sollecitare» la telecome anche mediante avvocato. Tutto ciò ha inciso «negativamente nella sfera emotiva» della donna, che aveva bisogno del telefono perché la madre era ricoverata in ospedale («danno per turbamento»). Un danno risarcibile anche se non provato nell'importo, che il giudice stima comunque equo in 500 euro. E dunque è stata vittoria per l'utente.
La causa è iniziata nel 2008 di fronte al giudice Vincenzo Colantuoni Romagnoli. La donna, assistita dagli avvocati Parenti e Salvatore di Firenze, aveva lamentato l'interruzione dal 1º aprile al 28 maggio 2008. Aveva chiesto 1.000 euro di danni, comprensivi della valutazione del danno esistenziale, dell'indennizzo del disagio patito (21 giorni senza telefono e 45 senza Adsl), delle spese per i canoni e delle spese non dovute alla Telecom. L'azienda si era opposta, pur riconoscendo l'avvenuta interruzione ma datando l'inizio al 16 aprile (testimoni indicano comunque il 1º aprile). E alla utente aveva riconosciuto 180 euro di indennizzo. Ciò non era bastato alla donna. Perché il contratto di abbonamento prevede 7,5 euro di indennità per ogni giorno di interruzione: siccome i giorni sono 58, il totale è 435, cioè 255 euro oltre i 180 già versati dalla Telecom. Inoltre, la donna era stata costretta a pagare 80 euro per la riattivazione del servizio: «somma non imputabile in ogni caso alla attrice (cioè alla donna, ndr) in quanto già titolare di regolare utenza telefonica interrotta per motivi ad essa non addebitabili», scrive il giudice. La Telecom non può nemmeno reclamare gli 8 euro per anticipo conversazioni. Dunque, ecco il totale: 335 euro per danno patrimoniale.
Poi c'è il danno esistenziale: la donna ha avuto «un danno ingiusto», secondo il dottor Colantuoni, e la Telecom, «dimostrando indifferenza e insensibilità nella gestione del servizio» ha causato nell'utente «uno stato di preoccupazione per la gestione della propria attività, anche riferiribile ai disagi affrontati per sollecitare» la telecome anche mediante avvocato. Tutto ciò ha inciso «negativamente nella sfera emotiva» della donna, che aveva bisogno del telefono perché la madre era ricoverata in ospedale («danno per turbamento»). Un danno risarcibile anche se non provato nell'importo, che il giudice stima comunque equo in 500 euro. E dunque è stata vittoria per l'utente.
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