Il Tirreno

Grosseto

IL BALZELLO

Fiora denunciato all'Antitrust

<strong>FIORA.</strong> Non si placa la polemica sui 40 euro di cauzione
◗
FIORA. Non si placa la polemica sui 40 euro di cauzione

Tra le tante polemiche che si sono abbattute sulla cauzione di quaranta euro richiesta dal Fiora su indicazione dell'Ato, spunta una delle prime azioni concrete per contrastare questa decisione

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Tra le tante polemiche che si sono abbattute sulla cauzione di quaranta euro richiesta dal Fiora su indicazione dell'Ato, spunta una delle prime azioni concrete per contrastare questa decisione.
Un cittadino di Grosseto, Roberto Tronconi, ha presentato un'istanza all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l'avvio di un'istruttoria sulla legittimità della delibera 5/2009 approvata dall'Ato 6. «Tante chiacchiere. - spiega Tronconi -. A livello istituzionale, su questo argomento, si è alzto un gran polverone. Tutti hanno criticato questa cauzione, ma nessuno ha fatto realmente qualcosa, esclusa la raccolta di firme. Poi solo chiacchiere. Credevo che questa decisione non riuscisse a trovare una vera applicazione, aspettando un intervento dai piani alti. Ma dato che ormai siamo prossimi alla bolletta, e quindi al versamento della cauzione, e che nessuno si è mosso in questo senso, mi sono organizzato come cittadino e utente-consumatore per pretendere chiarezza sul fatto».

Nel documento presentato, Tronconi descrive all'Antitrust le decisioni prese dall'Ato 6, in modo che l'autorità possa valutare la legittimità o meno della cauzione di 40 euro imposta per chi non ha la domiciliazione bancaria. Ed è proprio questo rapporto con le banche che Tronconi sottolinea.
«La cosa grave della vicenda è che nella posizione dominante l'Ente imponga ai cittadini il ricorso forzoso agli istituti di credito al fine di non pagare la cauzione di 40 euro, promuovendo così un'inappelabile azione di vantaggio economico e profitto in favore di una precisa categoria, le banche appunto».

Roberto Tronconi solleva dei dubbi sulla legittimità dei potenziali vantaggi che possono scaturire da un rapporto tra poteri forti. E chiede una verifica per capire se sono state violate delle norme. «La posizione dominante e di monopolio in cui opera l'Ato 6, essendo l'unico gestore dell'acqua, mette in atto una forte e marcata discriminazione sottoponendo gli utenti-clienti a condizioni non tollerabili in un libero mercato. Pertanto, chiedo all'autorità di verificare e approfondire il caso e qualora l'Ato 6 con la delibera 5 abbia violato le leggi nazionali o comunitarie sulla libera concorrenza e il libero mercato si proceda a un'azione censoria e inibitoria nei confronti della delibera in oggetto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web