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Stipendi ok, ma l'Asl vuole i danni

Gabriele Baldanzi
Stipendi ok, ma l'Asl vuole i danni

Gli stipendi sono arrivati sui conti corrente dei dipendenti Asl. Ma adesso l'azienda ha intenzione di chiedere il conto a Mps. Ieri mattina la vicenda del mancato accreditamento degli stipendi per i dipendenti dell'Asl 9 titolari di conto corrente in una banca diversa dal Monte dei Paschi, si è chiusa definitivamente

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GROSSETO. Gli stipendi sono arrivati sui conti corrente dei dipendenti Asl. Ma adesso l'azienda ha intenzione di chiedere il conto a Mps.
Come aveva assicurato il direttore generale del Consorzio Operativo Mps, il dottor Gianluca Pancaccini, ieri mattina la vicenda del mancato accreditamento degli stipendi per i dipendenti dell'Asl 9 titolari di conto corrente in una banca diversa dal Monte dei Paschi, si è chiusa definitivamente.
Tra mugugni, preoccupazioni e sospiri di sollievo, già nella serata di mercoledì la disposizione era stata codificata. I soldi ieri mattina hanno finalmente preso lo stradello giusto, con valuta 27 agosto. Disponibili sui conti. Rimane l'amarezza di coloro che hanno subito il ritardo e i conseguenti disagi e resta ferma l'intenzione dell'Asl 9, qualora si profilassero rivalse, di girare una richiesta danni a Siena.

La direzione dell'Asl, anche per scongiurare azioni sindacali, già martedì aveva spedito una e-mail a tutti i dipendenti chiarendo le ragioni del problema e invitando le vittime a rivolgersi alla direzione e all'ufficio amministrativo nel caso di complicazioni conseguenti. Già mercoledì oltre la metà dei 610 dipendenti senza lo stipendio di agosto aveva ricevuto l'accredito sul conto.
Il Monte dei Paschi - lo ricordiamo - aveva ritardato il pagamento degli stipendi di agosto a centinaia di dipendenti pubblici dell'Asl 9. Il motivo? Un problema tecnico definito «disallineamento dei flussi informatici». Così i soldi che avrebbero dovuto entrare in automatico, dal 25-26 agosto, sui conti correnti di banche diverse dalla tesoreria, erano rimasti al palo. Praticamente indisponibili. L'Asl 9 si era lamentata di non aver ricevuto alcuna comunicazione preventiva da parte dello stesso istituto bancario, annunciando che ogni eventuale danno subito dai dipendenti sarebbe stato messo in carico alla banca. In teoria nessuno tra coloro che hanno spese fisse tipo rata del mutuo, bollette o altri pagamenti da conto, dovrebbe aver rimesso un solo centesimo. Diverso il discorso, invece, per chi aveva in programma - a fine mese - prelievi o restituzioni di piccoli prestiti.
Va detto anche che i vertici del Consorzio Operativo che gestisce i servizi informatici e amministrativi di Mps, compresa la Tesoreria, hanno ammesso subito le proprie responsabilità. «Sappiamo cosa è accaduto. Non si ripeterà. E ci scusiamo La spiegazione del problema era di natura sistemica. È dipeso da noi: non ha colpe l'Ente, che dispone i mandati secondo una consolidata procedura, non hanno responsabilità gli istituti bancari a cui si appoggiano le persone che hanno subito il disagio».

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