Il dolore
BUFERA SUL FIORA
«Per noi la cauzione è necessaria»
Enrico Pizzi
◗
AD. Paolo Pizzarri e, a fianco le sorgenti dell’acquedottoOltre 100 milioni di euro investiti tra il 2007 e il 2009 e circa 500 posti di lavoro garantiti per fornire la risorsa idrica a Grosseto e Siena. L'Acquedotto del Fiora mette sul tavolo le cifre per chiarire che la questione della cauzione non è banale
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GROSSETO. Oltre 100 milioni di euro investiti tra il 2007 e il 2009 e circa 500 posti di lavoro garantiti per fornire la risorsa idrica a Grosseto e Siena. L'Acquedotto del Fiora mette sul tavolo le cifre per chiarire che la questione della cauzione non è banale perché «la possibilità che l'acqua continui a scorrere nei tubi - dice il presidente Claudio Ceroni - dipende da quanto viene finanziato il piano degli investimenti».
Un piano che entro il 2026 prevede opere per 584 milioni di euro.
Capacità di investimento. «Il Fiora può investire - hanno detto sia Ceroni che l'amministratore delegati Paolo Pizzarri - 25-26 milioni di euro ogni anno, ma «questi servono - ha spiegato Pizzarri - per evitare che le perdite dell'acquedotto (circa il 40% dell'acqua che viene immessa nelle condutture, ndr) aumentino».
Per fare tutti gli altri investimenti occorre ottenere dalle banche 300 milioni di euro.
Un maxifinanziamento in mancanza del quale il piano delle opere deve basarsi solo sulla capacità propria del Fiora e dunque quei 25-26 milioni di euro annui che per la metà soltanto possono essere destinati alla manutenzione dell'acquedotto. «Questo significa - ha aggiunto Pizzari - che le perdite aumenteranno».
La cauzione. Sia Ceroni che Pizzarri sono chiari nel dire che la cauzione in sé influisce ben poco sulla liquidità della società, semmai consente di recuperare - spiega Pizzari - la morosità legata ai crediti di piccolo importo che derivano dalle utenze cessate e che, nel 2006, in totale sono stati calcolati in 230mila euro, una cifra comunque non indifferente che il Fiora non recupererà mai, tanto che è stata iscritta al passivo nel bilancio.
«Ma la cauzione - spiega il presidente Ceroni - dovrebbe soprattutto convincere quanti più utenti possibile a domiciliare in banca la propria bolletta, perché la domiciliazione bancaria rende più credibile la capacità del Fiora di riscuotere i propri crediti e, dunque, rappresenta una garanzia per le banche cui è stato chiesto il maxifinanziamento da 300 milioni di euro per portare avanti il piano degli investimenti».
I sindaci. Il Partito Democratico ha riunito i propri sindaci ed ha deciso che la cauzione non dovrà essere applicata.
Gli stessi sindaci - salvo eccezioni - che solo pochi mesi fa, in sede di assemblea di autorità di ambito, avevano deciso di dire sì alla cauzione, che il Fiora richiedeva dal 2004, anno di ingresso del partner privato, Ombrone, società partecipata da Acea e Monte dei Paschi di Siena. I segretari provinciali del Pd di Grosseto e di Siena hanno incontrato il presidente del Fiora.
La risposta è stata semplice: l'assemblea dei sindaci decida e il Fiora si adeguerà alle decisioni. Ad oggi, però, non è stata ancora convocata alcuna assemblea dell'Ato.
Alternative. Senza la cauzione le strade da seguire per mantenere al Fiora la capacità di investimento necessaria sono «il ricorso alla fiscalità generale - dice il presidente Ceroni - oppure una maggiorazione della tariffa».
Sulle tariffe Ceroni rileva che sono percepite come troppo alte, ma non può fare a meno di far notare che «se 1,5 euro per mille litri di acqua è troppo, mentre non è troppo spendere la stessa cifra per tre bottiglie di minerale acquistate al supermercato, c'è un problema culturale».
In merito alla fiscalità generale «non capisco perché - dice il presidente del Fiora - si possa farvi ricorso per costruire uno stadio e non per rifare la conduttura dell'acqua, che è un bene essenziale».
Un piano che entro il 2026 prevede opere per 584 milioni di euro.
Capacità di investimento. «Il Fiora può investire - hanno detto sia Ceroni che l'amministratore delegati Paolo Pizzarri - 25-26 milioni di euro ogni anno, ma «questi servono - ha spiegato Pizzarri - per evitare che le perdite dell'acquedotto (circa il 40% dell'acqua che viene immessa nelle condutture, ndr) aumentino».
Per fare tutti gli altri investimenti occorre ottenere dalle banche 300 milioni di euro.
Un maxifinanziamento in mancanza del quale il piano delle opere deve basarsi solo sulla capacità propria del Fiora e dunque quei 25-26 milioni di euro annui che per la metà soltanto possono essere destinati alla manutenzione dell'acquedotto. «Questo significa - ha aggiunto Pizzari - che le perdite aumenteranno».
La cauzione. Sia Ceroni che Pizzarri sono chiari nel dire che la cauzione in sé influisce ben poco sulla liquidità della società, semmai consente di recuperare - spiega Pizzari - la morosità legata ai crediti di piccolo importo che derivano dalle utenze cessate e che, nel 2006, in totale sono stati calcolati in 230mila euro, una cifra comunque non indifferente che il Fiora non recupererà mai, tanto che è stata iscritta al passivo nel bilancio.
«Ma la cauzione - spiega il presidente Ceroni - dovrebbe soprattutto convincere quanti più utenti possibile a domiciliare in banca la propria bolletta, perché la domiciliazione bancaria rende più credibile la capacità del Fiora di riscuotere i propri crediti e, dunque, rappresenta una garanzia per le banche cui è stato chiesto il maxifinanziamento da 300 milioni di euro per portare avanti il piano degli investimenti».
I sindaci. Il Partito Democratico ha riunito i propri sindaci ed ha deciso che la cauzione non dovrà essere applicata.
Gli stessi sindaci - salvo eccezioni - che solo pochi mesi fa, in sede di assemblea di autorità di ambito, avevano deciso di dire sì alla cauzione, che il Fiora richiedeva dal 2004, anno di ingresso del partner privato, Ombrone, società partecipata da Acea e Monte dei Paschi di Siena. I segretari provinciali del Pd di Grosseto e di Siena hanno incontrato il presidente del Fiora.
La risposta è stata semplice: l'assemblea dei sindaci decida e il Fiora si adeguerà alle decisioni. Ad oggi, però, non è stata ancora convocata alcuna assemblea dell'Ato.
Alternative. Senza la cauzione le strade da seguire per mantenere al Fiora la capacità di investimento necessaria sono «il ricorso alla fiscalità generale - dice il presidente Ceroni - oppure una maggiorazione della tariffa».
Sulle tariffe Ceroni rileva che sono percepite come troppo alte, ma non può fare a meno di far notare che «se 1,5 euro per mille litri di acqua è troppo, mentre non è troppo spendere la stessa cifra per tre bottiglie di minerale acquistate al supermercato, c'è un problema culturale».
In merito alla fiscalità generale «non capisco perché - dice il presidente del Fiora - si possa farvi ricorso per costruire uno stadio e non per rifare la conduttura dell'acqua, che è un bene essenziale».
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