Il Tirreno

Grosseto

IL RITRATTO

Un ragazzo sempliceche amava divertirsi senza esagerare

Francesca Ferri
<strong>LE LACRIME </strong>Di amici e parenti davanti all’obitorio del Misericordia
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LE LACRIME Di amici e parenti davanti all’obitorio del Misericordia

«Non un ragazzo di quelli che bevono e fumano e prendono tutto alla leggera. Marco non era così. Lui amava la vita, amava stare con gli amici, divertirsi sì, ma in modo pulito. Era addirittura astemio. Questa tragedia non ha senso»

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GROSSETO. «Non un ragazzo di quelli che bevono e fumano e prendono tutto alla leggera. Marco non era così. Lui amava la vita, amava stare con gli amici, divertirsi sì, ma in modo pulito. Era addirittura astemio. Questa tragedia non ha senso». Scorrono lacrime di dolore e rabbia sulle guance di Alessandra. Marco Veltroni, morto a 20 anni, era cresciuto con lei, si conoscevano fin da bambini, erano amici per la pelle. Lei, come le altre decine di ragazzi raccolti nel piazzale dell'obitorio del Misericordia, increduli, straziati, si guarda attorno con occhi smarriti, cerca conforto, incrocia altri occhi gonfi di pianto.

Ci sono i compagni del calcio del Braccagni, i nuovi della pallavolo, lo sport che Marco aveva abbracciato dopo il pallone e che praticava nell'Invicta. Ci sono gli ex compagni dell'istituto Alberghiero, i colleghi, i vicini di casa e naturalmente i parenti. Alcuni non se la sentono di parlare, altri vogliono farlo assolutamente, per raccontare chi era questo ragazzone dallo sguardo vivace, un ragazzo «per bene» insistono tutti.
Marco era cuoco al Venta Club Resort di Magliano. «Ma da qualche tempo aveva cominciato a dare una mano alla mamma in negozio - spiega Alessandra - perché il lavoro in cucina non gli piaceva. Era un tipo socievole, adorava stare in mezzo alla gente e cercava un lavoro a contatto con il pubblico».

La mamma, Gianna Maestrini, è titolare dei negozi di calzature "Il Graffio", nel centro storico di Grosseto, e "Luca Stefani", uno in città e l'altro a Castiglione. Babbo Alfredo vende anche lui scarpe al mercato. In famiglia c'è poi la sorella Sara, 15 anni, una bella ragazza castana, e lo zio Mauro, direttore della Banca dell'Etruria di Grosseto.
«Marco - racconta Riccardo, ex compagno di classe - era una persona fantastica e amava stare nel gruppo». Nella sua vita da poco era entrata una ragazza, spiega un amico di famiglia, una giovane di Orbetello. Un amore appena sbocciato, una nuova auto - la Golf nera su cui viaggiava - sognata da tanto e finalmente sua. Una vita che stava per decollare.

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