Il Tirreno

Grosseto

BUFERA SUL FIORA

Il Centro Ricerche:«Illegali i 40 euro si muova la procura»

Alfredo Faetti
<strong>BALZELLO. </strong>Una bolletta dell’acqua e la sede del Fiora
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BALZELLO. Una bolletta dell’acqua e la sede del Fiora

Il "balzello" da 40 euro del Fiora per chi non ha la domiciliazione bancaria potrebbe essere illegale. A sostenerlo non è un cittadino qualsiasi, ma il presidente del Centro Ricerche di Grosseto, Massimo Travison

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GROSSETO. Il "balzello" da 40 euro del Fiora per chi non ha la domiciliazione bancaria potrebbe essere illegale. A sostenerlo non è un cittadino qualsiasi, ma il presidente del Centro Ricerche di Grosseto, Massimo Travison. Travison elenca i punti sui cui la legge dovrebbe intervenire per fermare «l'infausto provvedimento».
«La pretesa di una cauzione a carico di tutti gli utenti che non hanno la domiciliazione bancaria o postale per i pagamenti delle bollette dell'Acquedotto del Fiora è contro la legge ai sensi del codice civile perché si tratta di un contratto già stipulato e che non può essere modificato unilateralmente, cosa già detta ma che è bene ribadire. In secondo luogo, è contro la legge perché la Comunità Europea proibisce la richiesta di cauzione alle società che agiscono in condizioni di monopolio come l'Ato 6. Inoltre, si tratta a tutti gli effetti di una forma di appropriazione indebita in quanto produrrebbe un ingiusto guadagno in vantaggio della società privata che non ha nascosto la finalità di una forma di finanziamento indiretto per compiere degli investimenti risparmiando la quota dovuta alle banche per interessi passivi».
Il compito di giudicare la validità di queste argomentazioni spetterà, chiaramente, agli organi competenti qualora si presenteranno le condizioni per farlo. Rimane comunque il fatto che questa cauzione ha scatenato (e continua a far scatenare) aspre polemiche.

Una delle questioni più discusse riguarda la modalità con cui verranno spesi i soldi derivanti dalle cauzioni. Travison sostiene che nessuno garantisce che la società mantenga ciò che ha promesso; anzi, sottolinea il rischio che il Fiora si comporti «come i gestori delle autostrade che incassano i pedaggi ma non fanno manutenzione da anni contravvenendo alle clausole contrattuali».
Ma oltre all'accusa, il reggente spiega quale sarebbe a suo parere una corretta gestione della faccenda.

«L'amministrazione dovrebbe fare un piano industriale d'investimenti chiedendo un prestito alle banche ed eventualmente anche allo Stato, rifacendo, con questi contributi, tutta la rete idrica e tutte le opere di depurazione necessarie».
Nel concludere il suo intervento, Travison tiene a precisare che «nessuno vuole criminalizzare l'Ato 6, ma occorre ragionare molto seriamente sul problema, ad esempio puntando su di un rapporto corretto tra servizi resi e costi efficienza, che al momento sembra gravemente in danno dei cittadini incolpevoli dei ritardi dei nuovi allacciamenti, delle mancate erogazioni e dei pesanti interventi per il recupero crediti per errori dell'Ato 6».
«La società privata si deve assumere le proprie responsabilità e chiedere nelle sedi opportune i finanziamenti necessari per garantire i servizi; finanziamenti che potrebbero venire nelle dovute forme e con le necessarie garanzie anche dagli enti pubblici in modo da revocare il provvedimento, evitando così una lunga causa civile e penale visto che a quanto pare gli estremi non mancano».

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