Attenzione
TRE DENUNCE
C'è il racket del coccodietro l'aggressione a Marina di Grosseto
◗
CARABINIERI. Indagini sui venditori di cocco in spiaggiaIl racket della vendita del cocco sulla spiaggia dietro all'aggressione di domenica sera in via della Gardenia a Marina, con i due colpi esplosi con una pistola
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI GROSSETO. Il racket della vendita del cocco sulla spiaggia dietro all'aggressione di domenica sera in via della Gardenia a Marina, con i due colpi esplosi con una pistola. Un'ipotesi concreta su cui stanno lavorando i carabinieri di Grosseto che hanno identificato i protagonisti dell'episodio e denunciato tre persone, tutte campane, e recuperando la pistola: un'arma giocattolo.
Possibile? Possibile. I primi sospetti sono sorti quando i carabinieri hanno identificato il giovane vittima dell'aggressione, un ventinovenne colpito alla testa e poi trasportato dal 118 al pronto soccorso (se la caverà con pochi giorni di guarigione): è un venditore di cocco che abita proprio in via della Gardenia. Proprio lui nel pomeriggio, intorno alle 17, aveva avuto una discussione con i tre (A.D.P., 29 anni, F.L., 37, e C.D.P., 24). Ma già in passato avrebbe già ricevuto minacce (ma solo verbali) collegate alla sua attività. Perché vi sarebbero tre-quattro famiglie, tutte di origine campana, che si sarebbero spartite le zone di vendita. Ciascuna avrebbe individuato un tratto del litorale grossetano e l'avrebbe eletto a propria area di influenza. Chi sgarra, e il giovane minacciato avrebbe già sgarrato e più di una volta, deve essere punito, secondo la logica di spartizione che appartiene a quelle stesse famiglie. Si tratterebbe di persone che sono da tempo residenti in Maremma, per la precisione a Grosseto, che svolgono attività diverse e che d'estate si dedicano ad attività, stagionali appunto, come il commercio ambulante sulla spiaggia. Un'attività regolamentata dai Comuni e che deve svolgersi in presenza di determinati requisiti igienico-sanitari: l'anno scorso proprio i carabinieri effettuarono un blitz sulla spiaggia di Marina.
Domenica alle 21 i tre hanno raggiunto di nuovo D.A., loro conterraneo, a casa sua. Lo hanno affrontato nel cortile di casa, l'hanno minacciato a parole con la pistola risultata poi essere un'arma giocattolo (due colpi a salve esplosi) e infine l'hanno colpito alla testa causandogli una ferita. Poi la fuga. Ma ai carabinieri, che hanno seguito subito il ferito in ospedale, non hanno impiegato molto tempo per rintracciare il terzetto, a Grosseto. Tutti e tre sono stati denunciati a piede libero. L'arma, invece, è stata rintracciata a metà mattinata ed è stata messa sotto sequestro.
Possibile? Possibile. I primi sospetti sono sorti quando i carabinieri hanno identificato il giovane vittima dell'aggressione, un ventinovenne colpito alla testa e poi trasportato dal 118 al pronto soccorso (se la caverà con pochi giorni di guarigione): è un venditore di cocco che abita proprio in via della Gardenia. Proprio lui nel pomeriggio, intorno alle 17, aveva avuto una discussione con i tre (A.D.P., 29 anni, F.L., 37, e C.D.P., 24). Ma già in passato avrebbe già ricevuto minacce (ma solo verbali) collegate alla sua attività. Perché vi sarebbero tre-quattro famiglie, tutte di origine campana, che si sarebbero spartite le zone di vendita. Ciascuna avrebbe individuato un tratto del litorale grossetano e l'avrebbe eletto a propria area di influenza. Chi sgarra, e il giovane minacciato avrebbe già sgarrato e più di una volta, deve essere punito, secondo la logica di spartizione che appartiene a quelle stesse famiglie. Si tratterebbe di persone che sono da tempo residenti in Maremma, per la precisione a Grosseto, che svolgono attività diverse e che d'estate si dedicano ad attività, stagionali appunto, come il commercio ambulante sulla spiaggia. Un'attività regolamentata dai Comuni e che deve svolgersi in presenza di determinati requisiti igienico-sanitari: l'anno scorso proprio i carabinieri effettuarono un blitz sulla spiaggia di Marina.
Domenica alle 21 i tre hanno raggiunto di nuovo D.A., loro conterraneo, a casa sua. Lo hanno affrontato nel cortile di casa, l'hanno minacciato a parole con la pistola risultata poi essere un'arma giocattolo (due colpi a salve esplosi) e infine l'hanno colpito alla testa causandogli una ferita. Poi la fuga. Ma ai carabinieri, che hanno seguito subito il ferito in ospedale, non hanno impiegato molto tempo per rintracciare il terzetto, a Grosseto. Tutti e tre sono stati denunciati a piede libero. L'arma, invece, è stata rintracciata a metà mattinata ed è stata messa sotto sequestro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
