Proteste
A ROCCASTRADA
I mille spregi della gang di monelli
Gabriele Baldanzi
◗
I DISPETTI IN PAESE. Binocolo fuori uso sulla terrazza del Collese Fioriere cannibalizzate, urina su portoni e vetrine. Ieri mattina è stata lasciata una vipera morta sul cancello di due negoziFionda in tasca, Estathè in mano, bestemmie e gare di rutti. Ogni tanto un pennarello nero che spunta fuori dal cassetto dello scooter, per griffare panchine e canali. Oppure la bustina di minipalloncini da lanciare pieni d'acqua dalla terrazza del paese
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ROCCASTRADA. Fionda in tasca, Estathè in mano, bestemmie e gare di rutti. Ogni tanto un pennarello nero che spunta fuori dal cassetto dello scooter, per griffare panchine e canali. Oppure la bustina di minipalloncini da lanciare pieni d'acqua dalla terrazza del paese.
Sono pronte a fare danni ovunque, dove capita, protette dal buio della notte, le simpatiche canaglie (si fa per dire) che "animano" il borgo di Roccastrada. Rispondono male, irridono, sporcano, si vendicano con i dispetti di chi prova, timidamente, a riprenderle. Film già visto. Non solo nelle grandi città. Qui, per colpire, non c'è una sera migliore delle altre. Tutti i giorni sono buoni per inventarsi un "gioco" nuovo, un atto vandalico, una zingarata.
Campionario di malefatte. Quella che agisce nel centro storico del capoluogo collinare non è ancora una baby-gang, ma nel corso dell'estate 2009 ha già colpito diverse volte: un migliaio di euro di danno al binocolo appena installato dal Comune sulle terrazze del Collese, fioriere e balconi cannibalizzati, vetrine e portoni scambiati per vespasiani, qualche coppetta sulle vetture parcheggiate sotto le Rocche a causa dei palloncini pieni d'acqua tirati apposta, dall'alto. E poi l'ultima bravata, ieri notte: una vipera uccisa (o forse trovata morta) e deposta, a spregio, nella cancellata in ferro che delimita l'accesso a due negozi, in pieno centro. Un crescendo di malefatte, dove il confine tra vandalismo e ragazzata diventa sempre più difficile da tracciare.
Parlano i commercianti. Un fenomeno che, in questi termini, a Roccastrada era sconosciuto - ammettono sconcertati alcuni abitanti e commercianti di Largo Garibaldi, che ieri hanno informato di nuovo la locale stazione dei carabinieri e i vigili urbani sugli ultimi accadimenti. «In questo breve tratto di strada (Largo Garibaldi) hanno già fatto una miriade di piccoli danni - raccontano Anna (che ha una rivendita di piante e fiori) e Bruna (titolare del Dolce Forno) - e ora qualche provvedimento va preso. E' un problema di maleducazione: nonostante i cestini a disposizione gettano tutto per terra, tirano alle rondini e ai piccioni con le fionde, non c'è una piantina che riesce a campare per più di qualche giorno nelle fioriere. Senza contare che orinano dove capita e altre cose che non è neppure il caso di riferire... Siamo tutti esasperati».
Identikit dei protagonisti. I comportamenti fuori dalle regole si sono accentuati nel corso
degli ultimi due-tre mesi. Stiamo parlando di ragazzi di età compresa tra i dodici e i diciotto anni, alcuni liberi di tirare le ore piccole senza alcun controllo da parte della famiglie. Nemmeno un mese fa su di loro si erano appuntati i sospetti della gente per il raid al binocolo panoramico del paese. Avevano provato ad aprire il cassetto per rubare l'incasso (il binocolo funziona a tempo con monete da cinquanta centesimi), danneggiando il meccanismo che regola l'otturatore e il temporizzatore. Un atto stupido.
Qui non ci dura niente. «Non è stato ancora rimesso a posto il binocolo del Collese - spiegavano ieri i commercianti - perché, al di là della cifra importante necessaria alla riparazione, siamo sicuri che verrebbe rotto di nuovo nel giro di qualche giorno». Parole simili a quelle usate nelle scorse settimane dal presidente del Comitato Festeggiamenti di Roccastrada (ed ex vicesindaco) Canzio Papini: «In paese c'è amarezza. Era, quella del binocolo, una novità carina, apprezzata. Ma qui, mi verrebbe da dire, non ci campa niente...».
Sono pronte a fare danni ovunque, dove capita, protette dal buio della notte, le simpatiche canaglie (si fa per dire) che "animano" il borgo di Roccastrada. Rispondono male, irridono, sporcano, si vendicano con i dispetti di chi prova, timidamente, a riprenderle. Film già visto. Non solo nelle grandi città. Qui, per colpire, non c'è una sera migliore delle altre. Tutti i giorni sono buoni per inventarsi un "gioco" nuovo, un atto vandalico, una zingarata.
Campionario di malefatte. Quella che agisce nel centro storico del capoluogo collinare non è ancora una baby-gang, ma nel corso dell'estate 2009 ha già colpito diverse volte: un migliaio di euro di danno al binocolo appena installato dal Comune sulle terrazze del Collese, fioriere e balconi cannibalizzati, vetrine e portoni scambiati per vespasiani, qualche coppetta sulle vetture parcheggiate sotto le Rocche a causa dei palloncini pieni d'acqua tirati apposta, dall'alto. E poi l'ultima bravata, ieri notte: una vipera uccisa (o forse trovata morta) e deposta, a spregio, nella cancellata in ferro che delimita l'accesso a due negozi, in pieno centro. Un crescendo di malefatte, dove il confine tra vandalismo e ragazzata diventa sempre più difficile da tracciare.
Parlano i commercianti. Un fenomeno che, in questi termini, a Roccastrada era sconosciuto - ammettono sconcertati alcuni abitanti e commercianti di Largo Garibaldi, che ieri hanno informato di nuovo la locale stazione dei carabinieri e i vigili urbani sugli ultimi accadimenti. «In questo breve tratto di strada (Largo Garibaldi) hanno già fatto una miriade di piccoli danni - raccontano Anna (che ha una rivendita di piante e fiori) e Bruna (titolare del Dolce Forno) - e ora qualche provvedimento va preso. E' un problema di maleducazione: nonostante i cestini a disposizione gettano tutto per terra, tirano alle rondini e ai piccioni con le fionde, non c'è una piantina che riesce a campare per più di qualche giorno nelle fioriere. Senza contare che orinano dove capita e altre cose che non è neppure il caso di riferire... Siamo tutti esasperati».
Identikit dei protagonisti. I comportamenti fuori dalle regole si sono accentuati nel corso
degli ultimi due-tre mesi. Stiamo parlando di ragazzi di età compresa tra i dodici e i diciotto anni, alcuni liberi di tirare le ore piccole senza alcun controllo da parte della famiglie. Nemmeno un mese fa su di loro si erano appuntati i sospetti della gente per il raid al binocolo panoramico del paese. Avevano provato ad aprire il cassetto per rubare l'incasso (il binocolo funziona a tempo con monete da cinquanta centesimi), danneggiando il meccanismo che regola l'otturatore e il temporizzatore. Un atto stupido.
Qui non ci dura niente. «Non è stato ancora rimesso a posto il binocolo del Collese - spiegavano ieri i commercianti - perché, al di là della cifra importante necessaria alla riparazione, siamo sicuri che verrebbe rotto di nuovo nel giro di qualche giorno». Parole simili a quelle usate nelle scorse settimane dal presidente del Comitato Festeggiamenti di Roccastrada (ed ex vicesindaco) Canzio Papini: «In paese c'è amarezza. Era, quella del binocolo, una novità carina, apprezzata. Ma qui, mi verrebbe da dire, non ci campa niente...».
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