Il Tirreno

Grosseto

TRADIZIONI CHE CAMBIANO

Saluti e baci, addio alle cartoline

Alfredo Faetti
<strong>IMMAGINI.</strong> Il palazzo della Provincia ripreso dai portici di piazza Dante spicca tra le cartoline in mostra su un espositore in città
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IMMAGINI. Il palazzo della Provincia ripreso dai portici di piazza Dante spicca tra le cartoline in mostra su un espositore in città

È la prima cartolina che vendo quest'anno. È il 10 agosto e l'estate è ormai giunta al suo epilogo. A parlare è la titolare di una tabaccheria, appena fuori dal centro. Negli anni passati ne vendevamo molte, di cartoline.

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GROSSETO. «È la prima cartolina che vendo quest'anno». È il 10 agosto e l'estate è ormai giunta al suo epilogo. A parlare è la titolare di una tabaccheria, appena fuori dal centro.
«Negli anni passati ne vendevamo molte, di cartoline. In genere compravamo dai produttori quattro o cinque stock, da cinquecento cartoline ciascuno, e ci duravano al massimo due anni. L'ultimo rifornimento l'abbiamo fatto nel 2006, mettendo da parte circa 2.000 pezzi che tutt'oggi dobbiamo ancora finire di vendere».
Un mercato in crisi, quello delle cartoline. Frutto di una tradizione che si è dissipata nel corso degli anni. Non si vendono, almeno non come un tempo. Neanche a Grosseto e nella sua provincia. Un calo che supera circa il cinquanta per cento delle vendite rispetto agli inizi del 2000. Un calo lieve ma costante, che nel corso degli anni ha portato il mercato delle cartoline a subire dei bruschi contraccolpi.
Immagini del centro storico, della campagna maremmana, di uno scorcio caratteristico. Tutte lasciate lì, a impolverarsi sui propri carrelli girevoli. Sempre meno gente vuole spedire ai propri cari un ricordo della sua vacanza.
«Una decina di anni fa ne vendevo più di mille a stagione. - racconta il gestore di un punto vendita - Quest'anno ho superato di poco le cinqucento unità. Ricordo che fino alla fine degli anni Novanta venivano famiglie o intere comitive di ragazzi a comprare le cartoline. Ognuno aveva la sua lista con sopra scritti i vari indirizzi di familiari o amici a cui spedirle. Venivano tutti insieme e mi svuotavano gli espositori. In particolare erano gli stranieri a comprare miriadi di cartoline, alle ricerca delle immagini caratteristiche del nostro territorio da spedire a casa. A questo tipo di cliente piacevano soprattutto le immagini delle campagne o delle varie strutture medievali. Quasi tutti i turisti, insomma, volevano portarsi via un po' di Maremma».
In genere era negli ultimi giorni di vacanza che le comitive assalivano i punti vendita, cercando di aggiudicarsi l'immagine più bella, più divertente, più particolare. Ma qualcosa è cambiato.
«Ormai le cartoline fanno parte del passato - continua il gestore - Le persone, attraverso il cellulare, si sentono decine di volte al giorno con coloro che hanno lasciato a casa. Non hanno bisogno di scriversi. E con le nuove macchine digitali, i turisti la scelgono da soli l'immagine da custodire».
Ma forse non è solo una questione di sviluppo tecnologico; forse c'è qualcosa di più. Prova a spiegarlo un'anziana gestrice di tabaccherie.
«Ho fatto questo mestiere tutta la vita. Molte tradizioni sono finite nel dimenticatoio oltre le cartoline. Dai francobolli fino agli stessi mazzi di carte. Con il passare del tempo entrano nella vita delle persone cose nuove, che si fanno spazio spingendo fuori quelle vecchie».
Una tradizione, quindi. Una tradizione romantica che non regge più il passo con i nuovi metodi di comunicazione. Complicato e dispendioso scrivere. Molto più pratico mandare un sms.
Ma, di fronte a un momento di difficoltà, i produttori, e a seguire i distibutori, hanno trovato nuove idee per vendere le cartoline. Una su tutte sembra aver riscosso successo.
«Ci sono queste nuove cartoline con foto in bianco e nero che rappresentano Grosseto e la Maremma di inizio secolo. Queste si vendono molto, piacciono soprattutto ai turisti stranieri. Si vede che ci ritorovano l'immagine dell'Italia che volevano cercare. Altrimenti, perchè compano queste e non quelle con le immagini a colori».
Cartoline con foto di ambientazioni rustiche, di casolari, di contadini accanto ai buoi. Foto di un passato lontano che non si può più fotografare. Immagini che, nonostante le innovazioni, sembra mantenere un suo fascino, tanto da suscitare nei turisti la voglia di spedirle a casa.
Alfredo Faetti

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