Gioco
grosseto
Il caporione chiede scusa al premier Berlusconi per la maglietta satirica
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LA CARICATURA incriminata del rione PortacciaLettera al Cavaliere «È stata una goliardata e non accadrà più»
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CASTIGLIONE. «Chiedo scusa a nome del rione Portaccia per aver sottovalutato quella che per noi era solamente una pura e semplice goliardata. Una cosa del genere non succederà più». Così il capo rione della Portaccia, Francesco Loffredo, in una lettera aperta inviata al premier Silvio Berlusconi e al sindaco di Castiglione, Monica Faenzi. Nella speranza di placare il clamore scatenato dalla t-shirt con caricatura di Berlusconi indossata dall'equipaggio di Portaccia nell'ultimo Palio marinaro di Ferragosto.
La vicenda è arcinota. I rematori di Portaccia vincono il Palio esibendo una canotta rossa con la caricatura di Berlusconi. Il comitato Amici del Palio li punisce con una multa di 100 euro e la diffida a non riprovarci, pena radiazione. Il sindaco Faenzi, invece, onorevole del Pdl, qualche giorno dopo la radiazione la chiede subito, ventilando l'ipotesi - in caso contrario - di non finanziare più la storica regata di Ferragosto.
Il caso diventa nazionale e divide tra chi applaude al sindaco e chi invece l'accusa di far tirare aria di regime. In mezzo ci si trova il povero Loffredo, già militante di Forza Italia, che - tempestato di chiamate dai giornali nazionali - alla fine imbocca la via più saggia. Una richiesta formale di scuse, e che sia finita qui.
E in effetti la mossa sembra aver già sortito i suoi effetti. Proprio Monica Faenzi, infatti, è la prima ad accettare le scuse. «Prendo atto con piacere che i responsabili del rione Portaccia hanno scelto di prendere le distanze», scrive infatti il sindaco in una nota. «La lettera di scuse è sintomo di intelligenza, ma anche la prova evidente che qualcosa di sbagliato c'è stato in quella scelta e che, dunque, il guazzabuglio di reazioni stizzite è l'ennesimo controsenso di una sinistra bulimica di polemiche». Faenzi ribadisce le sue ragioni: «La mia scelta di chiedere che il rione venisse sanzionato nasce dal dovere di tutelare una tradizione popolare qual è e deve restare il Palio marinaro, perché tutti se ne sentano parte. Le pur legittime posizioni politiche di ciascuno devono restarne fuori».
Pace fatta, dunque, con il rione Portaccia. Ma non certo con gli avversari politici. «Non accetto lezioni di democrazia o di bon ton istituzionale da nessuno - attacca - e tanto meno dall'onorevole Fabio Evangelisti, deputato dell'Idv dopo i suoi trascorsi, sempre in Parlamento, sui banchi del Pds-Ds e che, oltre a cambiare disinvoltamente casacca, mostra di essere anche poco pratico di ciò che connota la provincia di Grosseto. Il suo accostamento con la polemica che mi vide contrapposta all'ex presidente del consiglio, Romano Prodi, è totalmente improprio e inopportuno. In quel caso, infatti, si trattò di uno scambio di vedute di natura propriamente istituzionale, visto che la sottoscritta, in qualità di sindaco, nulla sapeva del soggiorno nel suo comune dell'allora capo del Governo, che però non disdegnava incontrare esponenti del centrosinistra dimostrando di non essere solo in vacanza - come si voleva far credere - da semplice cittadino».
Poi le bordate a Susanna Lorenzini (Pd), capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale: «Dimostra per l'ennesima volta il suo "amore" per il suo paese cercando di sguazzare un po' nella polemichetta agostana, incurante dei riflessi che quella polemica ha sullo stesso Palio».
E infine la (stavolta ironica) "minaccia": «Comunque, se i signori e le signore della sinistra ritengono che anche un Palio marinaro debba diventare terreno di contesa politica, vorrà dire che ci attrezzeremo alla bisogna. Attenderemo di vedere chi sarà il futuro segretario del Pd e confezioneremo una maglietta anche contro di lui».
La vicenda è arcinota. I rematori di Portaccia vincono il Palio esibendo una canotta rossa con la caricatura di Berlusconi. Il comitato Amici del Palio li punisce con una multa di 100 euro e la diffida a non riprovarci, pena radiazione. Il sindaco Faenzi, invece, onorevole del Pdl, qualche giorno dopo la radiazione la chiede subito, ventilando l'ipotesi - in caso contrario - di non finanziare più la storica regata di Ferragosto.
Il caso diventa nazionale e divide tra chi applaude al sindaco e chi invece l'accusa di far tirare aria di regime. In mezzo ci si trova il povero Loffredo, già militante di Forza Italia, che - tempestato di chiamate dai giornali nazionali - alla fine imbocca la via più saggia. Una richiesta formale di scuse, e che sia finita qui.
E in effetti la mossa sembra aver già sortito i suoi effetti. Proprio Monica Faenzi, infatti, è la prima ad accettare le scuse. «Prendo atto con piacere che i responsabili del rione Portaccia hanno scelto di prendere le distanze», scrive infatti il sindaco in una nota. «La lettera di scuse è sintomo di intelligenza, ma anche la prova evidente che qualcosa di sbagliato c'è stato in quella scelta e che, dunque, il guazzabuglio di reazioni stizzite è l'ennesimo controsenso di una sinistra bulimica di polemiche». Faenzi ribadisce le sue ragioni: «La mia scelta di chiedere che il rione venisse sanzionato nasce dal dovere di tutelare una tradizione popolare qual è e deve restare il Palio marinaro, perché tutti se ne sentano parte. Le pur legittime posizioni politiche di ciascuno devono restarne fuori».
Pace fatta, dunque, con il rione Portaccia. Ma non certo con gli avversari politici. «Non accetto lezioni di democrazia o di bon ton istituzionale da nessuno - attacca - e tanto meno dall'onorevole Fabio Evangelisti, deputato dell'Idv dopo i suoi trascorsi, sempre in Parlamento, sui banchi del Pds-Ds e che, oltre a cambiare disinvoltamente casacca, mostra di essere anche poco pratico di ciò che connota la provincia di Grosseto. Il suo accostamento con la polemica che mi vide contrapposta all'ex presidente del consiglio, Romano Prodi, è totalmente improprio e inopportuno. In quel caso, infatti, si trattò di uno scambio di vedute di natura propriamente istituzionale, visto che la sottoscritta, in qualità di sindaco, nulla sapeva del soggiorno nel suo comune dell'allora capo del Governo, che però non disdegnava incontrare esponenti del centrosinistra dimostrando di non essere solo in vacanza - come si voleva far credere - da semplice cittadino».
Poi le bordate a Susanna Lorenzini (Pd), capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale: «Dimostra per l'ennesima volta il suo "amore" per il suo paese cercando di sguazzare un po' nella polemichetta agostana, incurante dei riflessi che quella polemica ha sullo stesso Palio».
E infine la (stavolta ironica) "minaccia": «Comunque, se i signori e le signore della sinistra ritengono che anche un Palio marinaro debba diventare terreno di contesa politica, vorrà dire che ci attrezzeremo alla bisogna. Attenderemo di vedere chi sarà il futuro segretario del Pd e confezioneremo una maglietta anche contro di lui».
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