Il Tirreno

Grosseto

PORTO S.STEFANO

Naufraga yacht di venti metri

Renzo Wongher
<strong>SALVATI. </strong>La motovedetta della Guardia Costiera
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SALVATI. La motovedetta della Guardia Costiera

Si chiamava "Stone" ed è colata a picco come una pietra. A scomparire sott'acqua ci ha messo meno di 10 minuti dal momento in cui gli occupanti si sono accorti che imbarcavano acqua

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PORTO S.STEFANO. Si chiamava "Stone" ed è colata a picco come una pietra. A scomparire sott'acqua ci ha messo meno di 10 minuti dal momento in cui gli occupanti si sono accorti che imbarcavano acqua.

Stone era uno yacht di 20 metri spinto da due motori e quindi due eliche. Viaggiava con sette persone a bordo proveniente dalla Corsica e diretto verso l'Argentario. Il gruppo (quattro uomini e tre donne) tutti di Milano era al termine di una crociera trascorsa su questa bella imbarcazione che ad un certo momento li ha traditi. Racconta uno dei naufraghi. «Non siamo stati in tempo a far nulla, nemmeno a constatare di dove entrava l'acqua che aveva invaso la sala motori. Probabilmente entrava dalle guarnizioni degli assi delle eliche. Abbiamo fatto appena in tempo a gettare in acqua lo zatterino ed a saltarci dentro ed abbiamo visto l'imbarcazione inabissarsi. Abbiamo avuto fortuna perché siamo stati avvistati da un'altra imbarcazione che incrociava la nostra rotta, il "Freccia" che ci ha dato la prima assistenza. Subito dopo è arrivata la Motovedetta della Guardia Costiera, la CP 868, che ci ha presi a bordo e condotti a Porto S. Stefano. Un'ulteriore fortuna il fatto che soffiava poco vento e il mare era calmo».

Questo il breve racconto di uno dei naufraghi, che ormai tranquillo, era appena uscito dall'ufficio della Guardia Costiera dove aveva effettuato la sua dichiarazione all'autorità Marittima che ovviamente ha subito aperto un'inchiesta. La vicenda si può descrivere anche da un'altra angolazione. Gli uomini della Guardia Costiera avevano avuto l'ordine dalla sala operativa di lasciare l'ormeggio alle ore 17,40. La motovedetta si era lanciata sulla rotta che la portava verso la punta del Fenaio del Giglio, doppiata la quale procedeva verso il punto del naufragio segnalato a 6 miglia e mezzo a ovest della spiaggia del Campese (profondità 200 metri). Alle 18,20 la CP868 raggiungeva i naufraghi e li prendeva a bordo. Da quel momento iniziava il viaggio di ritorno.

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