Sicurezza
AMBIENTE
La vita degli alberi immortali
Michela Giannarelli
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IL CASTAGNO DI SANTA FIORA Si trova al Morroneto in via dei Violini numero 25 Ha un’età presunta di 500 anni Ed ha un’altezza stimata di 15 metriSono le tredici piante più longeve della Maremma, la legge le tutela ma spesso non sono visitabili. Per le loro caratteristiche così speciali, sono stati inseriti nella lista stilata dalla Regione e una legge li protegge, anche dall'abbattimento
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GROSSETO. Quattro castagni, quattro olivi, un pino, un farnetto, un platano, un faggio e una fillirea. Sono tredici gli alberi Highlander della provincia. Supereroi verdi che hanno affrontato e superato guerre, inverni gelidi e in alcune circostanze anche qualche attentato. Adesso sono tutelati come se fossero delle opere d'arte. Per le loro caratteristiche così speciali, i magnifici tredici sono stati inseriti nella lista stilata dalla Regione. E come prevede la legge regionale numero 60 del 13 agosto 1998, infatti, oltre ad inserire nell'elenco dei cosiddetti "Alberi monumentali protetti" «gli arbusti - si legge - segnalati per eccezionalità di età o dimensione dagli enti locali», vieta categoricamente di abbatterli, pena il pagamento di una sanzione amministrativa, che va da 500 a 2500 euro a esemplare.
Ma passiamo ad approfondire alcune eccezionali caratteristiche di questi supereroi verdi.
Castell'Azzara, ad esempio, deve certamente offrire un ambiente favorevole alla loro sopravvivenza. Sono infatti residenti nel Comune amiatino tre dei quattro castagni della lista compilata dalla guardia forestale in collaborazione con la Provincia. Due di questi si trovano in Piana del Casagneto, e uno ad Aiaccia di Selvena. Svettano su tutti, questi castagni, per 12 metri in altezza, e si distinguono per le dimensioni del diametro del tronco: i due in Piana del Castagneto sono rispettivamente di sei metri e di sette metri e mezzo, mentre quello in Aiaccia di Selvena è di un metro, si fa per dire, più sottile. Dimensioni che valgono ai supercastagni di Castell'Azzara il secondo e terzo posto nel podio degli arbusti con il diametro del tronco più ampio tra tutti quelli della provincia di Grosseto.
Niente in confronto al prodigioso diametro del tronco dell'Olivone di Magliano, indiscutibilmente al primo posto con i suoi 9 metri. Un record fresco di una decina d'anni, che prima apparteneva ad un altro olivo, quello di Fibbianello, a Semproniano, famoso in tutta Europa per la circonferenza del tronco, che alla base arrivava a toccare i 12 metri. Occorrevano sei persone per abbracciarlo, finchè purtroppo un incendio non lo ha fortemente danneggiato, spodestandolo dal trono. Nessun olivo invece, nella classifica degli alberi più alti della provincia, che vede al terzo posto il faggio della Contessa, con 28 metri di bellissime fronde, e al primo posto a pari merito, i 30 metri del cipresso di Santa Fiora, nel podere del Fasciani (segnalato dalla forestale di Grosseto, ma per lungaggini burocratici ancora non inserito nella lista regionale) e del farnetto che domina la zona di Torrente d'Elsa a Manciano.
Per quanto riguarda la classifica degli alberi più datati, al primo posto torna l'Olivone di Magliano, con i suoi venerandi tremila anni d'età, seguito a ruota dagli appena duemila anni del giovinetto Olivone di Semproniano. Supereroi verdi da guinnes dei primati quindi, questi fiori all'occhiello della Maremma, che attirano un gran numero di curiosi all'ombra delle loro fronde. Alcuni si trovano in terreni pubblici, e sono quindi facilmente visitabili, mentre molti altri sono di proprietà privata, impiantati chissà quando nel tempo, e spesso è difficile poter dare loro un'occhiata, se non sono ben segnalati o pubblicizzati dai loro proprietari.
Molti gli esemplari segnalati che devono ancora essere inseriti nella lista a livello regionale; al Marroneto di Santa Fiora, ad esempio, c'è un castagno vecchio di 500 anni, e a Semproniano alla Fattoria di Catabbiaccio c'è una roverella di 300 anni alta 20 metri. Una "panchina lunga", grazie alle attente segnalazioni dei cittadini e del corpo forestale, quella degli alberi in attesa di essere ufficialmente definiti "super". È lecito quindi immaginare che i 13 "Higlander" siano destinati, invece che a rimanere uno solo, a proliferare in maniera esponenziale.
Ma passiamo ad approfondire alcune eccezionali caratteristiche di questi supereroi verdi.
Castell'Azzara, ad esempio, deve certamente offrire un ambiente favorevole alla loro sopravvivenza. Sono infatti residenti nel Comune amiatino tre dei quattro castagni della lista compilata dalla guardia forestale in collaborazione con la Provincia. Due di questi si trovano in Piana del Casagneto, e uno ad Aiaccia di Selvena. Svettano su tutti, questi castagni, per 12 metri in altezza, e si distinguono per le dimensioni del diametro del tronco: i due in Piana del Castagneto sono rispettivamente di sei metri e di sette metri e mezzo, mentre quello in Aiaccia di Selvena è di un metro, si fa per dire, più sottile. Dimensioni che valgono ai supercastagni di Castell'Azzara il secondo e terzo posto nel podio degli arbusti con il diametro del tronco più ampio tra tutti quelli della provincia di Grosseto.
Niente in confronto al prodigioso diametro del tronco dell'Olivone di Magliano, indiscutibilmente al primo posto con i suoi 9 metri. Un record fresco di una decina d'anni, che prima apparteneva ad un altro olivo, quello di Fibbianello, a Semproniano, famoso in tutta Europa per la circonferenza del tronco, che alla base arrivava a toccare i 12 metri. Occorrevano sei persone per abbracciarlo, finchè purtroppo un incendio non lo ha fortemente danneggiato, spodestandolo dal trono. Nessun olivo invece, nella classifica degli alberi più alti della provincia, che vede al terzo posto il faggio della Contessa, con 28 metri di bellissime fronde, e al primo posto a pari merito, i 30 metri del cipresso di Santa Fiora, nel podere del Fasciani (segnalato dalla forestale di Grosseto, ma per lungaggini burocratici ancora non inserito nella lista regionale) e del farnetto che domina la zona di Torrente d'Elsa a Manciano.
Per quanto riguarda la classifica degli alberi più datati, al primo posto torna l'Olivone di Magliano, con i suoi venerandi tremila anni d'età, seguito a ruota dagli appena duemila anni del giovinetto Olivone di Semproniano. Supereroi verdi da guinnes dei primati quindi, questi fiori all'occhiello della Maremma, che attirano un gran numero di curiosi all'ombra delle loro fronde. Alcuni si trovano in terreni pubblici, e sono quindi facilmente visitabili, mentre molti altri sono di proprietà privata, impiantati chissà quando nel tempo, e spesso è difficile poter dare loro un'occhiata, se non sono ben segnalati o pubblicizzati dai loro proprietari.
Molti gli esemplari segnalati che devono ancora essere inseriti nella lista a livello regionale; al Marroneto di Santa Fiora, ad esempio, c'è un castagno vecchio di 500 anni, e a Semproniano alla Fattoria di Catabbiaccio c'è una roverella di 300 anni alta 20 metri. Una "panchina lunga", grazie alle attente segnalazioni dei cittadini e del corpo forestale, quella degli alberi in attesa di essere ufficialmente definiti "super". È lecito quindi immaginare che i 13 "Higlander" siano destinati, invece che a rimanere uno solo, a proliferare in maniera esponenziale.
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