Il Tirreno

Grosseto

Balzello da 40 euro

Confconsumatori denuncia il Fiora

<strong>FIORA.</strong> La sede della società a Grosseto
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FIORA. La sede della società a Grosseto

La cauzione di 40 euro imposta dall'Ato 6 ha richiamato l'attenzione dei vertici più alti delle categorie. Non è una questione solo grossetana, ma riguarda anche tutta la provincia di Siena: così la Confconsumatori Regionale ha preso posizione

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GROSSETO. La cauzione di 40 euro imposta dall'Ato 6 ha richiamato l'attenzione dei vertici più alti delle categorie. Non è una questione solo grossetana, ma riguarda anche tutta la provincia di Siena: così la Confconsumatori Regionale ha preso posizione, analizzando la problematica sotto vari aspetti e minacciando una denuncia.

«Un deposito cauzionale - spiega Marco Festelli, presidente regionale - viene normalmente versato al momento della stipula del contratto quando l'utente viene informato dei costi del servizio, cioè dell'esistenza di un deposito cauzionale e della possibilità di non versare il deposito addebitando le fatture in banca. Quindi, il deposito cauzionale approvato dall'Ato 6 e dal Fiora spa non può essere applicato retroattivamente ai contratti già stipulati. La nuova voce di spesa potrà essere prevista solo per i nuovi contratti».

Il presidente Festelli entra poi nel merito della questione, con una riflessione sulla funzione dell'Ato 6 e sulle risorse che questa cauzione porterà nelle casee dell'Acquedotto.

«Quello che impressiona sono le posizioni assunte dai vertici dell'Ato, che fanno emergere chiaramente una distorta finalità dell'Autorità d'Ambito, la cui funzione dovrebbe essere quella di tutelare gli utenti del servizio idrico alle prese con un monopolista privato e con nessuna autonomia contrattuale. Del resto, quasi nessun gestore di servizio pubblico che agisca in regime di concorrenza richiede ormai il deposito cauzionale».

Occorre anche osservare - spiegano - che un deposito di soli 40 euro non può essere un valido rimedio contro la morosità degli utenti. «Del resto in una riunione dello scorso anno in cui ci riunimmo con i vertici dell'acquedotto, venne fuori che il fenomeno morosità di cui si lamentavano gli organi societari era sostanzialmente in linea con gli altri gestori in Toscana. Quindi il rastrellamento della somma ha finalità ben diverse».

Ma la Confoconsumatori Toscana non si ferma alle parole. Infatti, annuncia che invierà una diffida ex articolo 140 del codice del consumo sia all'Ato 6 che al Fiora spa denunciando l'inquità del nuovo articolo 61 bis del regolamento del servizio idrico integrato (cioè il deposito cauzionale), riservandosi così anche l'azione inibitoria prevista per le associazioni dei consumatori a tutela di tutti gli utenti.

«Riteniamo che il sistema di privatizzazione dell'acqua - conclude Festelli - sia fallimentare e che non offra garanzie per gli utenti. L'Autorità di controllo assegnata ai Comuni, che sono di norma proprietari/azionisti della società di gestione, ha creato un sistema in cui il controllato è anche controllore, allontanando la gestione dei cittadini. Nella fase attuale, per evitare che la questione approdi nelle aule di giustizia, o meglio, intasi le aule dei giudici di pace in quanto ogni cittadino utente potrà rivolgersi per contestare la prossima fattura del Fiora, chiediamo che l'Autorità d'Ambito ripensi ala propria decisione e la revochi».

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