Il dolore
GROSSETO
Il Fiora imbarazza i sindaci
Alfredo Faetti
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NO AL BALZELLO In alto Tania Amarugi raccoglie firme contro la cauzione imposta in bolletta dal FioraUna presa di posizione della Uil-Fpl solleva un caso curioso: la netta maggioranza dei sindaci dei Comuni grossetani si dichiara quantomeno "perplessa" sull'introduzione della cauzione di 40 euro sulle bollette imposta da Ato e Fiora spa a chi non ha la domiciliazione bancaria
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GROSSETO. Una presa di posizione della Uil-Fpl solleva un caso curioso: la netta maggioranza dei sindaci dei Comuni grossetani si dichiara quantomeno "perplessa" sull'introduzione della cauzione di 40 euro sulle bollette imposta da Ato e Fiora spa a chi non ha la domiciliazione bancaria. Molti tra questi rappresentano i Comuni che votarono a favore della delibera nell'assemblea dei sindaci.
«Le autorità e le istituzioni devono dar conto ai cittadini», scrive la Uil chiedendo proprio ai sindaci maremmani di dire pubblicamente se sono pro o contro. Una domanda semplice e precisa, quanto è bastato per far crescere un certo imbarazzo nel confermare, oggi, la propria adesione a questa decisione. Tra cambi di amministrazioni, deleghe e «non mi sono occupato personalmente della questione», quasi nessuno si affianca all'Ato. Anzi, tutti chiedono un nuovo approfondimento nella prossima assemblea.
In effetti, molti sono i sindaci neoeletti (Eleonora Baldi a Follonica, Silvana Totti a Cinigiano, Luigi Bellumori a Capalbio, Giancarlo Innocenti a Roccastrada) e tutti declinano la responsabilità sull'approvazione della delibera; mentre alcuni sono quelli che dichiarano di aver disertato l'assemblea (come Monica Faenzi, sindaco di Castiglione, o Marzio Mambrini, sindaco di Castell'Azzara). Ma il coro è unanime: «questa decisione va rivista. Occorre un approfondimento».
Tra coloro che erano presenti, invece, le prese di posizione divergono.
«La questione era stata affidata ai vari uffici di competenza - dice Fabrizio Tistarelli, sindaco di Campagnatico - affinché svolgessero l'iter necessario. Io non sono a conoscenza nello specifico dell'argomento. Non so quali siano state le motivazioni per cui il nostro delegato ha votato a favore. Probabilmente, si è accodato alla decisione della maggioranza dei comuni».
Piccoli "mea culpa", invece, sembrano farli Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, e Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima, anche se in direzioni diverse.
«Il discorso è complesso. - dice Bonifazi - Noi in quanto sindaci, che in sostanza siamo i gestori dell'ente, siamo responsabili di non aver fornito un'adeguata trasparenza su come verranno usati i soldi che questa cauzione porterà nelle casse dell'Acquedotto. Nella prossima assemblea chiederemo un approfondimento in questo senso, per verificarne la validità e tranquillizzare i consumatori». Insomma, sì alla cauzione ma "spiegata meglio".
Lidia Bai invece parla di una mancata attività di comunicazione tra sindaci prima dell'assemblea. «È buona norma, prima di un'assemblea, discutere tra di noi, così da arrivare alla votazione dell'ordine del giorno con una buona conoscenza sugli argomenti. L'aspetto che più è prevalso in quella sede è stata la lotta alla morosità. Ma ciò non toglie che una decisione presa possa essere rivista».
Il sindaco di Civitella Paganico, Paolo Fratini, infine, evita di pronunciarsi: «Ne discuterò nella prossima giunta. Un sindaco non può esternare senza il parere dei suoi collaboratori».
«Le autorità e le istituzioni devono dar conto ai cittadini», scrive la Uil chiedendo proprio ai sindaci maremmani di dire pubblicamente se sono pro o contro. Una domanda semplice e precisa, quanto è bastato per far crescere un certo imbarazzo nel confermare, oggi, la propria adesione a questa decisione. Tra cambi di amministrazioni, deleghe e «non mi sono occupato personalmente della questione», quasi nessuno si affianca all'Ato. Anzi, tutti chiedono un nuovo approfondimento nella prossima assemblea.
In effetti, molti sono i sindaci neoeletti (Eleonora Baldi a Follonica, Silvana Totti a Cinigiano, Luigi Bellumori a Capalbio, Giancarlo Innocenti a Roccastrada) e tutti declinano la responsabilità sull'approvazione della delibera; mentre alcuni sono quelli che dichiarano di aver disertato l'assemblea (come Monica Faenzi, sindaco di Castiglione, o Marzio Mambrini, sindaco di Castell'Azzara). Ma il coro è unanime: «questa decisione va rivista. Occorre un approfondimento».
Tra coloro che erano presenti, invece, le prese di posizione divergono.
«La questione era stata affidata ai vari uffici di competenza - dice Fabrizio Tistarelli, sindaco di Campagnatico - affinché svolgessero l'iter necessario. Io non sono a conoscenza nello specifico dell'argomento. Non so quali siano state le motivazioni per cui il nostro delegato ha votato a favore. Probabilmente, si è accodato alla decisione della maggioranza dei comuni».
Piccoli "mea culpa", invece, sembrano farli Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, e Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima, anche se in direzioni diverse.
«Il discorso è complesso. - dice Bonifazi - Noi in quanto sindaci, che in sostanza siamo i gestori dell'ente, siamo responsabili di non aver fornito un'adeguata trasparenza su come verranno usati i soldi che questa cauzione porterà nelle casse dell'Acquedotto. Nella prossima assemblea chiederemo un approfondimento in questo senso, per verificarne la validità e tranquillizzare i consumatori». Insomma, sì alla cauzione ma "spiegata meglio".
Lidia Bai invece parla di una mancata attività di comunicazione tra sindaci prima dell'assemblea. «È buona norma, prima di un'assemblea, discutere tra di noi, così da arrivare alla votazione dell'ordine del giorno con una buona conoscenza sugli argomenti. L'aspetto che più è prevalso in quella sede è stata la lotta alla morosità. Ma ciò non toglie che una decisione presa possa essere rivista».
Il sindaco di Civitella Paganico, Paolo Fratini, infine, evita di pronunciarsi: «Ne discuterò nella prossima giunta. Un sindaco non può esternare senza il parere dei suoi collaboratori».
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