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POLITICA

Nuova giunta, varo a fine agosto

<strong>I PROTAGONISTI </strong>Da sinistra, il sindaco Emilio Bonifazi, l’assessore in pectore Marco Giuliani, l’assessore entrante Paolucci e quello defenestrato, Marco Barzanti
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I PROTAGONISTI Da sinistra, il sindaco Emilio Bonifazi, l’assessore in pectore Marco Giuliani, l’assessore entrante Paolucci e quello defenestrato, Marco Barzanti

La tanto attesa e per certi versi temuta verifica di programma del sindaco Bonifazi, non sembra aver portato quella rivoluzione estiva da tanti profetizzata. Bonifazi per ora si è limitato a cacciare l'assessore Marco Barzanti

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GROSSETO. La tanto attesa e per certi versi temuta verifica di programma del sindaco Bonifazi, non sembra aver portato quella rivoluzione estiva da tanti profetizzata. Bonifazi per ora si è limitato a cacciare l'assessore Marco Barzanti, colpevole - col suo Pdci - di aver tirato troppo la corda con il gioco del partito di lotta e di governo, fino a contrastare la corsa di Marras (Pd) alla Provincia.
Via Barzanti, dentro Paolucci (Laici e Riformisti), il rimpasto potrebbe essere finito qui. Potrebbe. Perché nel sottobosco della politica, in realtà, ribolle un pentolone potenzialmente foriero di ulteriori novità e sorprese.

Deleghe congelate. Il segnale più evidente di come la partita sia tutt'altro che chiusa è la mossa del sindaco che ha "azzerato" tutte le deleghe degli assessori. Entro fine agosto - assicura Bonifazi - la giunta riprenderà i suoi lavori con le nuove consegne. Cambierà qualcosa? Il sindaco tace, ma i bene informati giurano che gli spostamenti per ora saranno modesti. A cominciare dal vicesindaco che resta Lucia Matergi.

Aspettando la Sds. Ma proprio intorno alle altre (numerose) deleghe della Matergi potrebbero esserci rimescolamenti. L'attuale vicesindaco infatti è destinata a diventare presidente della Società della Salute, quando sarà costituita. Un incarico importante, che può essere ricoperto solo da un amministratore pubblico: dunque la Matergi resterà comunque assessore. La Sds dovrebbe avere il via libera dall'assemblea dei sindaci del 24 agosto. Sin dal primo autunno, dunque, Lucia Matergi sarà presidente. E a quel punto alcune delle sue deleghe torneranno nel piatto, tipo scuola e casa. Non la cultura, settore che - fatti salvi alcuni piccoli scorpori - appare blindato nelle sue mani.

Il problema Sinistra. Altri aggiustamenti potranno riguardare il turismo, lasciato vacante da Barzanti e che non è detto sia ereditato da Paolucci; e forse l'assessorato di Simone Ferretti, che potrebbe essere rimpolpato da altre competenze. L'unica certezza è che a fine agosto il sindaco ripresenterà l'attuale compagine di giunta: 7 assessori Pd, 1 Ps, un Prc, e il Laico Paolucci. Punto. Ancora, dunque, niente posto a Sinistra Per, neonata formazione politica alla quale però quel posto - con tanto di documento sottoscritto - prima delle provinciali era stato promesso dal Pd, insieme a un'altra serie di "poltroncine satellite" nelle società pubbliche. Un impegno che ora si fatica a rispettare.

Gli ostacoli. Perché? La ragione più evidente è che nessuno dei 7 assessori Pd oggi in carica (ai quali il partito nei giorni scorsi ha confermato la fiducia) ha intenzione di mollare. Poi c'è il nome dell'assessore in pectore indicato da Sinistra Per: Marco Giuliani. Giuliani, ex Ds che rifiutò di aderire al Pd e fu tra gli animatori della scissione di Sd in Maremma, non sarebbe troppo ben visto proprio da molti suoi ex compagni di partito. Il famoso accordo per l'assessorato comunale fu siglato dal coordinatore provinciale di Sinistra Per, Luca Ceccarelli, poi improvvisamente uscito di scena così come altri volti "nuovi" del neonato movimento, pare in dissenso con le scelte in corso. In tanti hanno poi notato come il solo rappresentante istituzionale di Sd, il consigliere comunale Unico Rossi che pure qualche legittima ambizione da assessore (nel 2006 fece il pieno di preferenze) la nutriva, sia stato "bypassato" dai suoi (ex?) compagni d'avventura. Al punto che quando Bonifazi ha chiamato Paolucci ma non Giuliani, lo stesso Rossi ha benedetto l'operazione. Insomma, c'è aria di grane anche nella Sinistra, e il Pd si è messo alla finestra per capire che succede e soprattutto chi - in quell'area - rappresenta chi.

Gli scenari. Sono vari. Ai vertici del Pd non piace l'idea di trovarsi accusati di "tradimento" e il segretario Marzio Scheggi ha ribadito che l'accordo verrà rispettato. Lo stesso azzeramento delle deleghe messo in atto da Bonifazi segnala la volontà di tenersi in mano qualche carta per un eventuale nuovo assessore. Intanto l'unione comunale del Pd ha ricordato che ci sono tante "poltrone satelliti" da occupare, e che - pur senza un assessorato - si può cominciare da lì. Di fatto però Sinistra Per ha ribadito che vuole l'assessore Marco Giuliani o sarà scontro. E c'è già chi, nel Pd, valuta la possibilità di accettare la sfida. Per vedere come si comporteranno, alla prova dei fatti, i rappresentanti istituzionali della Sinistra in Comune e in Provincia, se davvero cioè saranno tutti pronti a dimettersi e a passare all'opposizione in difesa dell'assessorato Giuliani. Insomma, per capire davvero chi - in Sinistra Per - rappresenta chi.

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