Finanza
CARTELLI COMICI
Dopo il fantadesco tocca al francese
Per fortuna i nuovi cartelli con le traduzioni corrette saranno pronti a breve. Perché, se per caso un “monsieur” ormeggiasse il suo “bateau” davanti alla “plage” di Marinà de Grossetò, sarebbe davvero dura pretendere l’ammenda
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GROSSETO. Per fortuna i nuovi cartelli con le traduzioni corrette saranno pronti a breve. Perché, se per caso un “monsieur” ormeggiasse il suo “bateau” davanti alla “plage” di Marinà de Grossetò, sarebbe davvero dura pretendere l’ammenda.
Vai infatti a spiegargli che ci sono cartelli con un estratto dell’ordinanza comunale di balneazione, tradotto anche in francese, dove questa e altre operazioni sono vietate a chiare lettere. Per i cugini d’Oltralpe quelle lettere non sono chiare per niente e, come per la versione tedesca della stessa ordinanza - oggetto ieri delle lamentele di un turista - anche per quella in francese il problema riguarda singole parole, sintassi e uso dei termini.
Che spesso, nel passaggio da una lingua all’altra, si scolla dal significato di partenza e così, per esempio, la “unité nautique”, cioè “unità nautica” riportata all’inizio della traduzione, in francese non suona più come “imbarcazione” ma come “unità navale” nel senso di “flotta”.
Ancora: “eccetto” è tradotto “eccepte”, che significa “accetto” (cioè la prima persona singolare di “accettare”), invece che “exepté” e, più avanti nella stessa riga, c’è la doppia metamorfosi del sostantivo “natante”, che passa al francese come “flotant”. Una parola che non si trova in nessun dizionario ma che è molto simile a “flottant”, aggettivo che significa “fluttuante”. Non solo il termine non c’azzecca un’acca, ma è pure trascritto male.
E, dunque, dopo una fatica da far sudare sette camicie - per di più sotto il sole di agosto - leggendo il cartello comunale il malcapitato turista francese capisce che è “vietato alare e varare le flotte di ogni genere accetto i fluttuanti trainati a braccia”. E per non far torto agli accenti, che nella lingua di Hugo non sono un optional, alla “i” di “traîner” manca l’accento circonflesso. Et voilà, la prima riga dell’ordinanza è tradotta.
A tutti i turisti e agli italiani poliglotti va l’appello del Tirreno: fotografate e segnalateci cartelli pubblici da ridere e traduzioni impossibili. Potranno vincere il premio “Strafalcione d’Oro”.
Vai infatti a spiegargli che ci sono cartelli con un estratto dell’ordinanza comunale di balneazione, tradotto anche in francese, dove questa e altre operazioni sono vietate a chiare lettere. Per i cugini d’Oltralpe quelle lettere non sono chiare per niente e, come per la versione tedesca della stessa ordinanza - oggetto ieri delle lamentele di un turista - anche per quella in francese il problema riguarda singole parole, sintassi e uso dei termini.
Che spesso, nel passaggio da una lingua all’altra, si scolla dal significato di partenza e così, per esempio, la “unité nautique”, cioè “unità nautica” riportata all’inizio della traduzione, in francese non suona più come “imbarcazione” ma come “unità navale” nel senso di “flotta”.
Ancora: “eccetto” è tradotto “eccepte”, che significa “accetto” (cioè la prima persona singolare di “accettare”), invece che “exepté” e, più avanti nella stessa riga, c’è la doppia metamorfosi del sostantivo “natante”, che passa al francese come “flotant”. Una parola che non si trova in nessun dizionario ma che è molto simile a “flottant”, aggettivo che significa “fluttuante”. Non solo il termine non c’azzecca un’acca, ma è pure trascritto male.
E, dunque, dopo una fatica da far sudare sette camicie - per di più sotto il sole di agosto - leggendo il cartello comunale il malcapitato turista francese capisce che è “vietato alare e varare le flotte di ogni genere accetto i fluttuanti trainati a braccia”. E per non far torto agli accenti, che nella lingua di Hugo non sono un optional, alla “i” di “traîner” manca l’accento circonflesso. Et voilà, la prima riga dell’ordinanza è tradotta.
A tutti i turisti e agli italiani poliglotti va l’appello del Tirreno: fotografate e segnalateci cartelli pubblici da ridere e traduzioni impossibili. Potranno vincere il premio “Strafalcione d’Oro”.
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