Il Tirreno

Grosseto

STALKING: UOMINI CONTRO

Croci e minacce al vicino di casa

Federico Lazzotti
<strong>IL TRATTORE.</strong> Con il quale il vicino molesterebbe il sonno della vittima
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IL TRATTORE. Con il quale il vicino molesterebbe il sonno della vittima

I cingoli del trattore azionati all'alba «per non farmi dormire». Croci, forche in legno e cartelli con il teschio disegnato piantati all'ingresso del podere «per mettermi paura». I pedinamenti fino al paese «per vedere dove vado, cosa faccio, con chi mi vedo»

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GROSSETO. I cingoli del trattore azionati all'alba «per non farmi dormire». Croci, forche in legno e cartelli con il teschio disegnato piantati all'ingresso del podere «per mettermi paura». I pedinamenti fino al paese «per vedere dove vado, cosa faccio, con chi mi vedo». E infine le urla e le minacce: «Tanto di faccio vendere la casa, dovrai comprarne un'altra, ti crolla la casa. Sgombra». Tanto è servito per la prima querela di stalking al maschile.

Così quella che sarebbe stata una lite di vicinato si è trasformata - grazie all'introduzione nel gennaio scorso del nuovo reato, il 612 bis - nella prima querela per stalking tra confinanti in Maremma. «Per colpa sua sono stato costretto a cambiare le mie abitudini», spiega e giustifica nella denuncia la presunta vittima che ha allegato alla querela registrazioni, foto e referti medici. Ecco, dunque, un reato solitamente riservato a ex fidanzati e spasimanti invadenti o violenti contestato a un anziano agricoltore.

A presentare la querela in Questura è stato Gianfranco Pampaloni, 67 anni, fiorentino di nascita ma residente da anni in un podere in cima a una delle collinette che disegnano Magliano in Toscana. «Qui in Maremma - dice - avevo deciso di passare la mia vecchiaia invece sto vivendo un incubo. Quest'estate a causa di certi atteggiamenti del mio vicino mio figlio non verrà neanche a trovarmi».
La convivenza tra lui e un settantasettenne nato in provincia di Cremona, non è mai stata una luna di miele. Anzi. Tra i due ci sono diverse procedimenti penali e civili dove di volta in volta uno è l'accusato e l'altro l'accusatore.
Ma le cose - sostiene Pampaloni - sono peggiorate tra l'aprile e il maggio di quest'anno a seguito «della sua richiesta, da me rifiutata, di vendergli la casa e la corte circondate dai suoi terreni coltivati a vigneto, ma privi di abitazioni. Da allora - prosegue - sono ripresi comportamenti che turbano la mia tranquillità, il mio riposo, la mia privacy, inducendomi in uno stato d'ansia e spingendomi a cambiare abitudini».

Al centro delle presunte persecuzioni ci sarebbero i rumori con cui l'agricoltore non farebbe dormire il vicino. «Pur avendo una trentina di ettari di terreno la sera fino a tardi e la mattina all'alba lavora con un rumoroso trattore a cingoli sempre al confine con la mia proprietà impedendomi di prendere sonno oppure svegiandomi».
La mattina del 4 giugno all'ingresso della casa Pampaloni avrebbe trovato delle forche da impiccagione, le cui foto sono state allegate alla querela. Rimosse le forche la mattina seguente sarebbero spuntate anche delle croci. «E poi cartelli ovunque - scrive - sulle recinzioni con teschi e il simbolo del pericolo di morte». Pampaloni per sfuggire alle presunte minacce del vicino utimamente si è trasferito a casa di alcuni amici in paese. «Ma ogni volta che vado a casa loro mi segue e mi urla di uscire, suona il clacson e mi chiama: "Tanto Pampaloni non ti faccio dormire"». La vittima si sarebbe fatto visitare da un medico che gli avrebbe certificato: «una sindrome d'ansiosa con insonnia, dolore toracico ricorrente, tremore, difficoltà di concentrazione e depressione». Tutti elementi che configurerebbero il reato di stalking, anche se si tratta di una questione tra vicini.

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