Il dolore
SOS TURISTI
La "Panettospocosta" è vietata
Francesca Ferri
«Vielen Dank per la traduzione ma, se si capisse qualcosa, sarebbe anche meglio». Questo, in sostanza, il pensiero del signor Karl-Heinz Bauer da Saarbruecken, Germania, quando a Marina di Grosseto - dove viene da oltre 30 anni in vacanza - si è imbattuto in uno dei tanti cartelli gialli di avviso ai bagnanti disseminati sulle spiagge comunali
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MARINA DI GROSSETO. «Vielen Dank per la traduzione ma, se si capisse qualcosa, sarebbe anche meglio». Questo, in sostanza, il pensiero del signor Karl-Heinz Bauer da Saarbruecken, Germania, quando a Marina di Grosseto - dove viene da oltre 30 anni in vacanza - si è imbattuto in uno dei tanti cartelli gialli di avviso ai bagnanti disseminati sulle spiagge comunali.
«Divieto di permanenza nella fascia di metri 5 dalla battigia destinata a libero transito», recita in burocratichese la dicitura che, a dirla tutta, non è musica nemmeno per le orecchie degli italiani. Ma, in fondo, i regolamenti comunali non li scrivono i musicisti, né tanto meno i poeti. E per di più, in epoca di villaggio globale, all'amministrazione grossetana va riconosciuto lo sforzo di aver fatto tradurre l'avviso in inglese, francese e tedesco.
E qui sta l'intoppo. Forse per un colpo di sole estivo, forse per un abbecedario teutonico che non si trovava, il traduttore è scivolato più di una volta nella lingua di Goethe così che, complice un errore di grammatica qui, uno di sintassi là, uno di trascrizione e un altro ancora di scelta lessicale, l'avviso ai tedeschi è stato così tradotto: «Das fortaurude Aufhalten innerhalb der ersten 5 mt. Kuestenstolifens, nur zum frien Durchgang bestimmt ist nicht erlaubt» che, in italiano, suona più o meno così: «Il disterrotto trattenere entro i primi 5 mt. del panettospocosta, solo per il libero passaggio non è permesso».
«"Fortaurude" - spiega il signor Bauer - non significa niente. La parola esatta in questo caso è "fortdauernde", che significa "continua". Anche "mt" non si usa, ma si dovrebbe scrivere "m" o "Meter", cioè "metri". Ma questa è la meno». Del tutto incomprensibile è ad esempio la parola "Kuestenstolifens", tanto che è difficile persino trovare un corrispondente che faccia capire a un italiano come questo ammasso di lettere suoni alle orecchie di un tedesco.
«Probabilmente intendevano "Kuestenstreifen", cioè "striscia costiera", anche se non è usato». Il termine riportato dal cartello, invece, è un ibrido tra "Kueste" ovvero "costa", "Stolle" cioè "panettone" e "Ufer". Risultato: "panettospocosta". Chiude in bellezza la sfilata di strafalcioni - e, si badi bene, in sole tre righe - la parola "freien", cioè "libero", a cui ci si è dimenticati di mettere la prima "e".
«Così tanti errori in un cartello tutto sommato piccolo - spiega il signor Bauer - non sono accettabili e offendono la nazione italiana». Ma, purtroppo, il caso non è isolato.
Su ogni torretta di avvistamento è ben visibile un secondo cartello, questa volta bianco, con l'elenco dei divieti in vigore sull'arenile. Anche qui, l'ordinanza balneare è riportata anche in inglese, francese e tedesco e, di nuovo, gli errori non si contano. Tra gli altri, ci sono quelli contenuti in un estratto che, nella lingua di Dante, suona più o meno così: «Sulla spiaggia è vietato l'occupare del striscia di costa 5 metri largo (co munito di segnale di divieto di sosta) con ombrelloni, sdraio, sedie, sgabelli, teli ecc. e men che mai poiché barcae ad eccezione mezzi di soccorso per pirmo soccorso».
Insomma, il signor Bauer e connazionali sono andati a leggere i divieti e ci è scappata pure una bella risata. Ai turisti tedeschi, in fondo, l'Italia piace sempre e comunque e qualche strafalcione tipo "Nojo vulevon savuar" alla maniera di Totò ci rende anche simpatici. Chissà, però, se c'è da ridere anche per i vacanzieri francesi e inglesi. Chi ne ha il coraggio, dia un'occhiata alle rispettive traduzioni.
«Divieto di permanenza nella fascia di metri 5 dalla battigia destinata a libero transito», recita in burocratichese la dicitura che, a dirla tutta, non è musica nemmeno per le orecchie degli italiani. Ma, in fondo, i regolamenti comunali non li scrivono i musicisti, né tanto meno i poeti. E per di più, in epoca di villaggio globale, all'amministrazione grossetana va riconosciuto lo sforzo di aver fatto tradurre l'avviso in inglese, francese e tedesco.
E qui sta l'intoppo. Forse per un colpo di sole estivo, forse per un abbecedario teutonico che non si trovava, il traduttore è scivolato più di una volta nella lingua di Goethe così che, complice un errore di grammatica qui, uno di sintassi là, uno di trascrizione e un altro ancora di scelta lessicale, l'avviso ai tedeschi è stato così tradotto: «Das fortaurude Aufhalten innerhalb der ersten 5 mt. Kuestenstolifens, nur zum frien Durchgang bestimmt ist nicht erlaubt» che, in italiano, suona più o meno così: «Il disterrotto trattenere entro i primi 5 mt. del panettospocosta, solo per il libero passaggio non è permesso».
«"Fortaurude" - spiega il signor Bauer - non significa niente. La parola esatta in questo caso è "fortdauernde", che significa "continua". Anche "mt" non si usa, ma si dovrebbe scrivere "m" o "Meter", cioè "metri". Ma questa è la meno». Del tutto incomprensibile è ad esempio la parola "Kuestenstolifens", tanto che è difficile persino trovare un corrispondente che faccia capire a un italiano come questo ammasso di lettere suoni alle orecchie di un tedesco.
«Probabilmente intendevano "Kuestenstreifen", cioè "striscia costiera", anche se non è usato». Il termine riportato dal cartello, invece, è un ibrido tra "Kueste" ovvero "costa", "Stolle" cioè "panettone" e "Ufer". Risultato: "panettospocosta". Chiude in bellezza la sfilata di strafalcioni - e, si badi bene, in sole tre righe - la parola "freien", cioè "libero", a cui ci si è dimenticati di mettere la prima "e".
«Così tanti errori in un cartello tutto sommato piccolo - spiega il signor Bauer - non sono accettabili e offendono la nazione italiana». Ma, purtroppo, il caso non è isolato.
Su ogni torretta di avvistamento è ben visibile un secondo cartello, questa volta bianco, con l'elenco dei divieti in vigore sull'arenile. Anche qui, l'ordinanza balneare è riportata anche in inglese, francese e tedesco e, di nuovo, gli errori non si contano. Tra gli altri, ci sono quelli contenuti in un estratto che, nella lingua di Dante, suona più o meno così: «Sulla spiaggia è vietato l'occupare del striscia di costa 5 metri largo (co munito di segnale di divieto di sosta) con ombrelloni, sdraio, sedie, sgabelli, teli ecc. e men che mai poiché barcae ad eccezione mezzi di soccorso per pirmo soccorso».
Insomma, il signor Bauer e connazionali sono andati a leggere i divieti e ci è scappata pure una bella risata. Ai turisti tedeschi, in fondo, l'Italia piace sempre e comunque e qualche strafalcione tipo "Nojo vulevon savuar" alla maniera di Totò ci rende anche simpatici. Chissà, però, se c'è da ridere anche per i vacanzieri francesi e inglesi. Chi ne ha il coraggio, dia un'occhiata alle rispettive traduzioni.
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