Sicurezza
AMBIENTE
Arcipelago a rischio petrolio Il parco scrive al ministro: "Più mezzi"
Gabriele Dini
"L'Arcipelago è a rischio sversamenti di petrolio". L'allarme viene dal direttore del parco nazionale dell'Arcipelago Franza Zanichelli che ha detto di aver chiesto al ministero più mezzi per contrastare fenomeni di inquinamento. In questi giorni nuovo attive le navi per monitorare la costa
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I turisti hanno contribuito a bloccare uno sversamento di catrame su una delle spiagge più belle dell'Elba (Guarda). Ma ora il Parco nazionale dell'Arcipelago toscano lancia l'allarme per la mancanza di mezzi per prevenire problemi simili. E il parco chiede aiuto al ministero dell'Ambiente per rafforzare le proprie dotazioni antinquinamento .
La macchia, in meno di 24 ore, è stata bonificata e il tratto di mare interessato è stato ripulito. Tuttavia il Parco chiede mezzi per fronteggiare in modo ottimale emergenze tipo questa.
"Per fortuna - si legge in una nota - la capacità operativa della capitaneria di porto ha permesso di superare una grande vulnerabilità intervenendo con tempestività e con i pochi mezzi a disposizione. Si sono potuti limitare i danni grazie alla cooperazione tra protezione civile, amministrazioni locali e volontari residenti o bagnanti che hanno improvvisato squadre ambientali efficienti a tutela delle coste".
Il Parco, informa sempre la nota, ha immediatamente contattato il ministero dell'Ambiente per ottenere un contributo straordinario, per acquistare solventi da utilizzare nei casi di emergenza. Ieri mattina, viene ancora reso noto, il ministero ha inviato un aereo per monitorare la situazione mentre da oggi sono di nuovo operative le navi Jersey e Ecogiglio della società Castalia che fino allo scorso dicembre hanno presidiato le coste elbane svolgendo un costante servizio antinquinamento.
"Sappiamo bene che l'arcipelago toscano è una zona a rischio di sversamenti a causa della concentrazione di rotte petrolifere - spiega Franca Zanichelli, direttore generale del Parco - E' nell'interesse di tutti prevenire questi episodi controllando adeguatamente i movimenti nell'area".
La macchia, in meno di 24 ore, è stata bonificata e il tratto di mare interessato è stato ripulito. Tuttavia il Parco chiede mezzi per fronteggiare in modo ottimale emergenze tipo questa.
"Per fortuna - si legge in una nota - la capacità operativa della capitaneria di porto ha permesso di superare una grande vulnerabilità intervenendo con tempestività e con i pochi mezzi a disposizione. Si sono potuti limitare i danni grazie alla cooperazione tra protezione civile, amministrazioni locali e volontari residenti o bagnanti che hanno improvvisato squadre ambientali efficienti a tutela delle coste".
Il Parco, informa sempre la nota, ha immediatamente contattato il ministero dell'Ambiente per ottenere un contributo straordinario, per acquistare solventi da utilizzare nei casi di emergenza. Ieri mattina, viene ancora reso noto, il ministero ha inviato un aereo per monitorare la situazione mentre da oggi sono di nuovo operative le navi Jersey e Ecogiglio della società Castalia che fino allo scorso dicembre hanno presidiato le coste elbane svolgendo un costante servizio antinquinamento.
"Sappiamo bene che l'arcipelago toscano è una zona a rischio di sversamenti a causa della concentrazione di rotte petrolifere - spiega Franca Zanichelli, direttore generale del Parco - E' nell'interesse di tutti prevenire questi episodi controllando adeguatamente i movimenti nell'area".
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