La protesta
grosseto
Tangenti a Campagnatico oggi davanti al giudice i sette indagati principali
Federico Lazzotti
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ARRESTO. Il blitz della Finanza in Comune, qui PesucciDevono rispondere di corruzione, falso e turbativa d'asta
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GROSSETO. Davanti al giudice per lo scandalo Campagnatico: iniziano questa mattina alle 10 al tribunale di Grosseto gli interrogatori di garanzia dell'inchiesta «Amici Miei», l'indagine condotta dalla guardia di Finanza nella quale sono indagate 21 persone accusate a vario titolo di corruzione, falso, abuso d'ufficio e turbativa d'asta.
Oggi sarà la volta dei sette principali indagati che dopo il blitz sono rimasti isolati nel carcere di Pisa senza poter parlare con i loro avvocati o leggere giornali. A cominciare dall'ex sindaco e responsabile della protezione civile Elismo Pesucci, 49 anni, difeso dall'avvocato Bruno Leporatti e dal responsabile dell'ufficio di edilizia pubblica Emanuale Barone, 45, assistito da Alessandro Oneto. Secondo l'accusa i due avrebbero favorito due ditte trapanesi, la Ati Edilux srl e la Euro Costruzioni, affinché si aggiudicassero i lavori per la costruzione dell'area Pip ad Arcille e per il consolidamento delle mura. Lavori per oltre 2,5 milioni di euro finanziati in parte dal Ministero dell'ambiente.
Come? Secondo gli inquirenti, Barone con la collaborazione di Lorenzo Racioppi, responsabile dell'edilizia privata e il placet della commissione appalti, avrebbe alterato le offerte al ribasso per far vincere le ditte siciliane riconducibili a costruttori Vito Accardo e Santo La Rocca. In cambio i due avrebbero versato sul conto del fratello di Barone assegni circolari per quasi 15 mila euro. Il sistema - come si legge nell'ordinanza - prevedeva poi l'affidamento dei sub appalti a ditte che in cambio fornivano lavori a casa di Pesucci e dei coniugi Barone. Come sarebbe avvenuto con la ditta di Avni Cela, che tra il 2006 e la metà del 2007, avrebbe fatto lavori gratis a casa dell'ex sindaco e del responsabile dell'edilizia pubblica per 150 mila euro. È invece di circa 33 mila euro la cifra che gli inquirenti contestano a Massimiliano Palazzesi, 41 anni, rappresentante della Perna Costruzioni difeso da Luciano Giorgi e Carlo Valle. In questo caso sarebbe stata emessa fattura anche se il pagamento di Pesucci sarebbe avvenuto due anni dopo. Davanti al giudice comparirà anche Massimo Pifferi, della commissione appalti, da giovedì agli arresti domiciliari. Domani gli altri.
Oggi sarà la volta dei sette principali indagati che dopo il blitz sono rimasti isolati nel carcere di Pisa senza poter parlare con i loro avvocati o leggere giornali. A cominciare dall'ex sindaco e responsabile della protezione civile Elismo Pesucci, 49 anni, difeso dall'avvocato Bruno Leporatti e dal responsabile dell'ufficio di edilizia pubblica Emanuale Barone, 45, assistito da Alessandro Oneto. Secondo l'accusa i due avrebbero favorito due ditte trapanesi, la Ati Edilux srl e la Euro Costruzioni, affinché si aggiudicassero i lavori per la costruzione dell'area Pip ad Arcille e per il consolidamento delle mura. Lavori per oltre 2,5 milioni di euro finanziati in parte dal Ministero dell'ambiente.
Come? Secondo gli inquirenti, Barone con la collaborazione di Lorenzo Racioppi, responsabile dell'edilizia privata e il placet della commissione appalti, avrebbe alterato le offerte al ribasso per far vincere le ditte siciliane riconducibili a costruttori Vito Accardo e Santo La Rocca. In cambio i due avrebbero versato sul conto del fratello di Barone assegni circolari per quasi 15 mila euro. Il sistema - come si legge nell'ordinanza - prevedeva poi l'affidamento dei sub appalti a ditte che in cambio fornivano lavori a casa di Pesucci e dei coniugi Barone. Come sarebbe avvenuto con la ditta di Avni Cela, che tra il 2006 e la metà del 2007, avrebbe fatto lavori gratis a casa dell'ex sindaco e del responsabile dell'edilizia pubblica per 150 mila euro. È invece di circa 33 mila euro la cifra che gli inquirenti contestano a Massimiliano Palazzesi, 41 anni, rappresentante della Perna Costruzioni difeso da Luciano Giorgi e Carlo Valle. In questo caso sarebbe stata emessa fattura anche se il pagamento di Pesucci sarebbe avvenuto due anni dopo. Davanti al giudice comparirà anche Massimo Pifferi, della commissione appalti, da giovedì agli arresti domiciliari. Domani gli altri.
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