La manifestazione
grosseto
Sequestrati ombrelloni e sdraio
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LIBERA. La spiaggia di fronte alla Vela del tutto libera dopo il blitz della FinanzaGià le fiamme gialle erano state a Punta Ala nei giorni scorsi, ma l'attività non si era fermata e il pm è intervenuto di nuovo
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PUNTA ALA. Stavolta la Finanza non ha usato mezze misure. Dopo il sequestro preventivo di qualche giorno fa, ignorato dai gestori del bagno La Vela, sabato sera e ieri mattina i militari delle fiamme gialle hanno "fisicamente rimosso" tutti gli arredi sulla spiaggia di proprietà del demanio. Con trattori e carrelli si sono presentati al bagno e hanno trasformato lo stabilimento in una... spiaggia libera. Del resto qualche giorno fa su disposizione del giudice Marco Mezzaluna la stessa Finanza era già intervenuta.
E aveva eseguito un sequestro preventivo dell'arenile dello stabilimento per la scadenza della concessione demaniale.
«Si tratta di un malinteso - aveva detto il proprietario del bagno La Vela Fabio Giordano -. Sto preparando il ricorso con i miei avvocati per cercare di risolvere la situazione».
Pare che il problema sia legato alla titolarità della concessione: gli inquirenti ritengono che ci sia stata una vendita del bagno e che il nuovo proprietario non abbia la concessione stessa.
«Una vendita che non c'è mai stata», replica il proprietario, che annuncia battaglia.
In base al sequestro lettini, sdraio e ombrelloni non sarebbero potuti essere utilizzati dai clienti del bagno. Ma così non è stato e l'attività è andata avanti regolarmente.
Così, fra sabato sera e ieri mattina, è scattato il sequestro anche degli arredi da parte della polizia giudiziaria su disposizione del giudice.
«Sono venuti al termine della giornata - racconta una bagnante - quando la gente se ne stava andando e hanno caricato ogni singolo ombrellone e lettino sui carrelli trainati dai trattori. In pratica hanno svuotato la spiaggia, trasformandola in un'area libera». Il lavoro la Finanza l'ha finito poi ieri mattina, lasciando di fatto la spiaggia vuota di fronte allo stabilimento.
Restano, aperti, invece, sia il bar che il ristorante, utilizzabili in quanto non si trovano su terreno demaniale ma sulla proprietà privata.
E aveva eseguito un sequestro preventivo dell'arenile dello stabilimento per la scadenza della concessione demaniale.
«Si tratta di un malinteso - aveva detto il proprietario del bagno La Vela Fabio Giordano -. Sto preparando il ricorso con i miei avvocati per cercare di risolvere la situazione».
Pare che il problema sia legato alla titolarità della concessione: gli inquirenti ritengono che ci sia stata una vendita del bagno e che il nuovo proprietario non abbia la concessione stessa.
«Una vendita che non c'è mai stata», replica il proprietario, che annuncia battaglia.
In base al sequestro lettini, sdraio e ombrelloni non sarebbero potuti essere utilizzati dai clienti del bagno. Ma così non è stato e l'attività è andata avanti regolarmente.
Così, fra sabato sera e ieri mattina, è scattato il sequestro anche degli arredi da parte della polizia giudiziaria su disposizione del giudice.
«Sono venuti al termine della giornata - racconta una bagnante - quando la gente se ne stava andando e hanno caricato ogni singolo ombrellone e lettino sui carrelli trainati dai trattori. In pratica hanno svuotato la spiaggia, trasformandola in un'area libera». Il lavoro la Finanza l'ha finito poi ieri mattina, lasciando di fatto la spiaggia vuota di fronte allo stabilimento.
Restano, aperti, invece, sia il bar che il ristorante, utilizzabili in quanto non si trovano su terreno demaniale ma sulla proprietà privata.
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