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Il movente era la passione. Ma per la coca

Roberta Bogi Pagnini
Il movente era la passione. Ma per la coca

L'omicidio della Vasca era stato classificato come un omicidio passionale, ma dietro la presunta gelosia per una donna, in realtà, si nasconderebbe la droga, in particolare un traffico di cocaina tra Firenze e la Maremma.

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GROSSETO. L'omicidio della Vasca era stato classificato come un omicidio passionale, ma dietro la presunta gelosia per una donna, in realtà, si nasconderebbe la droga, in particolare un traffico di cocaina tra Firenze e la Maremma.
È questa l'ipotesi della polizia che per più di un anno ha indagato sull'omicidio avvenuto in pieno centro il 23 giugno 2008 dove venne ucciso Besim Ndrevataj, albanese di 24 anni, colpito dal connazionale Altin Kadriija con un fendente alla gola, e condannato il mese scorso a trent'anni di carcere.
A casa della vittima gli agenti trovarono 50 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. Da qui - spiega il capo della squadra mobile Patrizio Canale Parola - «cominciammo un'attività investigativa mirata soprattutto al controllo della donna che avrebbe dovuto essere la causa scatenante del delitto, la grossetana Emanuela Pira».
Anche la donna è finita in manette su richiesta del gip per detenzione ai fini di spaccio con altre sei persone: Aleksander Selmanaj, 22 anni, Hetem Deromemaj, 22, Astrit Kananaj, 28, Elton Caushaj, 32. E due grossetani Juri Bagni nullafacente di 32 anni e Michele Arabia muratore di 38. Nell'operazione sono state denunciate altre sei persone per spaccio e tre per favoreggiamento.
È stata proprio la ragazza, nei mesi dopo l'omicidio, a fornire alla polizia la pista giusta per ricostruire il movente. «Nel dicembre 2008 - prosegue Canale Parola - ci fu il primo arresto di Fabian Kanay, trovato alla stazione di Grosseto con 170 grammi di cocaina».
Da qui le forze dell'ordine riuscirono a risalire al grossista, Astrit Kananaj, un camionista albanese di 28 anni residente a Firenze, il grossista dell'organizzazione. A distanza di un mese, nel gennaio 2008, venne intercettato un secondo carico, questa volta più consistente: 315 grammi di coca che tramite il corriere Alessandro Braccesi, arrivava dallo stesso grossista fiorentino.
La svolta nell'operazione "Azucena" c'è stata con l'arresto di Elton Caushaj, trovato con la polvere bianca dentro la Sala Domino. «Dopo questo arresto - conclude il capo della mobile - tutto è stato molto più semplice. Al suo posto, come primo gradino dopo il grossista, è arrivato Aleksander Selmanaj che aveva come braccio destro Hetem Deromemaj». Emanuela Pira avrebbe fatto da collegamento tra il grossista fiorentino e i vari spacciatori grossetani. Il gruppo - secondo gli investigatori - riusciva a vendere dai 300 ai 500 grammi di cocaina in 15 giorni per un guadagno di 40 mila euro. La droga, infatti, che ogni spacciatore vendeva ai propri compratori veniva acquistata per 60-80 euro al grammo. Adesso continueranno gli accertamenti per verificare, in particolare, da dove arrivasse la droga che da Firenze riforniva il mercato grossetano.

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