La protesta
Tentò di uccidere la mogliebruciandola con l'alcol condannato a cinque anni
Guido Fiorini
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APPARTAMENTO. In via Adriatico dove avvenne il tentato omicidioTentò di bruciare la convivente, cospargendola di alcol e poi dandole fuoco. La donna fu salvata dal coinquilino e lui venne arrestato. Da allora, era il 6 settembre dell'anno scorso, il polacco Marcin Skurat, 31 anni, è in carcere
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GROSSETO. Tentò di bruciare la convivente, cospargendola di alcol e poi dandole fuoco. La donna fu salvata dal coinquilino e lui venne arrestato. Da allora, era il 6 settembre dell'anno scorso, il polacco Marcin Skurat, 31 anni, è in carcere. E dovrà restarci a lungo perchè il Gup Armando Mammone l'ha ritenuto colpevole di tentato omicidio.
Nell'udienza con il rito abbreviato l'ha condannato a cinque anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. La pena è stata ridotta proprio per la scelta dell'abbreviato.
I fatti risalgono a poco meno di un anno fa. La sera del 6 settembre, nell'abitazione della coppia in via Adriatico, a Grosseto, dove viveva anche un terzo polacco, poi decisivo nel salvataggio della vittima, scoppiò l'ennesima lite fra l'imputato e la sua convivente.
Secondo il racconto del coinquilino il motivo dell'accesa discussione era in un primo momento legato a questioni economiche. Poi lo Skurat iniziò a chiedere alla donna di avere un rapporto sessuale, ottenendo un netto rifiuto. A quel punto iniziarono le percosse e le minacce. Lo Skurat rovesciò anche in testa alla donna un barattolo di solvente per unghie, dando poi fuoco al liquido e causandole vare bruciature al cuoio capelluto. Infine la colpì con un pugno al mento, sotto la doccia.
A un certo punto, però, la situazione pareva calmarsi, tanto che lo Skurat, dicendosi pentito, invitò la donna a dormire insieme nel letto.
Il peggio, però, doveva ancora venire. Non contento di averle bruciacchiato i capelli, lo Skurat decise di finire la sua opera.
Così, mentre la donna era nel letto, la cosparse di alcol, agitando di fronte a lei una torcia a gas, di quelle da idraulico. «Ora si gioca», «ora ti brucio, ti ammazzo»: queste le frasi raccontate dal testimone.
Quindi, avvicinando il fuoco all'alcol, Skurat appiccò le fiamme, fra le urla della donna.
Per fortuna il coinquilino, che aveva seguito la scena, intervenne e, con un lenzuolo, riuscì a spegnere il fuoco. La donna, peraltro presente in udienza, riportò comunque ustioni di 2º e 3º grado al braccio destro e di 1º e 2º grado al torace, con postumi permanenti.
A quel punto intervennero i carabinieri, chiamati dalla donna stessa, che arrestarono Marcin Skurat con l'accusa di tentato omicidio.
Da allora l'uomo, sul quale fra l'altro pende un ordine di cattura internazionale per delitti a base violenta, un precedente che ha pesato sulla decisione del giudice, è in carcere.
Il giudice ha così deciso una condanna a 7 anni e 6 mesi, ridotti a 5 anni per la scelta del rito abbreviato.
Nell'udienza con il rito abbreviato l'ha condannato a cinque anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. La pena è stata ridotta proprio per la scelta dell'abbreviato.
I fatti risalgono a poco meno di un anno fa. La sera del 6 settembre, nell'abitazione della coppia in via Adriatico, a Grosseto, dove viveva anche un terzo polacco, poi decisivo nel salvataggio della vittima, scoppiò l'ennesima lite fra l'imputato e la sua convivente.
Secondo il racconto del coinquilino il motivo dell'accesa discussione era in un primo momento legato a questioni economiche. Poi lo Skurat iniziò a chiedere alla donna di avere un rapporto sessuale, ottenendo un netto rifiuto. A quel punto iniziarono le percosse e le minacce. Lo Skurat rovesciò anche in testa alla donna un barattolo di solvente per unghie, dando poi fuoco al liquido e causandole vare bruciature al cuoio capelluto. Infine la colpì con un pugno al mento, sotto la doccia.
A un certo punto, però, la situazione pareva calmarsi, tanto che lo Skurat, dicendosi pentito, invitò la donna a dormire insieme nel letto.
Il peggio, però, doveva ancora venire. Non contento di averle bruciacchiato i capelli, lo Skurat decise di finire la sua opera.
Così, mentre la donna era nel letto, la cosparse di alcol, agitando di fronte a lei una torcia a gas, di quelle da idraulico. «Ora si gioca», «ora ti brucio, ti ammazzo»: queste le frasi raccontate dal testimone.
Quindi, avvicinando il fuoco all'alcol, Skurat appiccò le fiamme, fra le urla della donna.
Per fortuna il coinquilino, che aveva seguito la scena, intervenne e, con un lenzuolo, riuscì a spegnere il fuoco. La donna, peraltro presente in udienza, riportò comunque ustioni di 2º e 3º grado al braccio destro e di 1º e 2º grado al torace, con postumi permanenti.
A quel punto intervennero i carabinieri, chiamati dalla donna stessa, che arrestarono Marcin Skurat con l'accusa di tentato omicidio.
Da allora l'uomo, sul quale fra l'altro pende un ordine di cattura internazionale per delitti a base violenta, un precedente che ha pesato sulla decisione del giudice, è in carcere.
Il giudice ha così deciso una condanna a 7 anni e 6 mesi, ridotti a 5 anni per la scelta del rito abbreviato.
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