La manifestazione
ISOLA DEL GIGLIO
«Quelle due barche sono un pericolo»
Paola Tana
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Uno scorcio della spiaggia delle Caldane all’Isola del GiglioLa spiaggia delle Caldane è libera per tutti, imbarcazioni e gommoni a motore compresi. Sembra impossibile, ma è così, come segnala uno dei tanti bagnanti che temono per la propria incolumità e chiedono spiegazioni in merito
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ISOLA DEL GIGLIO. La spiaggia delle Caldane è libera per tutti, imbarcazioni e gommoni a motore compresi. Sembra impossibile, ma è così, come segnala uno dei tanti bagnanti che temono per la propria incolumità e chiedono spiegazioni in merito.
La signora Katia Pennatini di certe presenze inopportune ne ha vissute alcune in prima persona. La prima volta (il 10 luglio) ha tollerato la presenza di un gommone con motore fuoribordo e di una piccola imbarcazione al suo fianco. Ad inizio agosto invece, con l'arenile affollato di bagnanti, non se l'è sentita di tacere. E racconta: «Mi sono posizionata con il mio telo nell'unico punto libero della spiaggia. Dopo qualche minuto ho notato un signore che, trascinandosi dietro il suo barchino, si faceva spazio tra i bagnanti fino ad arrivarmi di fronte a chiedere che io mi spostassi perché stavo occupando il posto "riservato" alla sua imbarcazione. Ho chiesto spiegazioni - continua la signora Pennatini - pretendendo di vedere un documento e mi sono sentita rispondere che quel posto "gli spettava di diritto" in quanto proprietario di una delle case sulla spiaggia. Gli ho prontamente risposto che anch'io abito a Giglio Porto ma nessuno mi ha concesso un posto "riservato" per la mia auto». Il dialogo è proseguito con il padrone della barca che ha giustificato la presenza della stessa «per eventuali necessità di emergenza sanitaria». La cosa - incalza la bagnante - fa sorridere pensando ai moderni mezzi di soccorso. Non bastava l'emergenza sanitaria? L'interlocutore, insiste la Pennatini, «ha tirato fuori anche la scusa di fantomatici "lavori in corso" segnalati da un cartello che un bimbo avrebbe disegnato meglio. Ma insomma, le barche possono stare o no sulla spiaggia libera?
La signora Katia Pennatini di certe presenze inopportune ne ha vissute alcune in prima persona. La prima volta (il 10 luglio) ha tollerato la presenza di un gommone con motore fuoribordo e di una piccola imbarcazione al suo fianco. Ad inizio agosto invece, con l'arenile affollato di bagnanti, non se l'è sentita di tacere. E racconta: «Mi sono posizionata con il mio telo nell'unico punto libero della spiaggia. Dopo qualche minuto ho notato un signore che, trascinandosi dietro il suo barchino, si faceva spazio tra i bagnanti fino ad arrivarmi di fronte a chiedere che io mi spostassi perché stavo occupando il posto "riservato" alla sua imbarcazione. Ho chiesto spiegazioni - continua la signora Pennatini - pretendendo di vedere un documento e mi sono sentita rispondere che quel posto "gli spettava di diritto" in quanto proprietario di una delle case sulla spiaggia. Gli ho prontamente risposto che anch'io abito a Giglio Porto ma nessuno mi ha concesso un posto "riservato" per la mia auto». Il dialogo è proseguito con il padrone della barca che ha giustificato la presenza della stessa «per eventuali necessità di emergenza sanitaria». La cosa - incalza la bagnante - fa sorridere pensando ai moderni mezzi di soccorso. Non bastava l'emergenza sanitaria? L'interlocutore, insiste la Pennatini, «ha tirato fuori anche la scusa di fantomatici "lavori in corso" segnalati da un cartello che un bimbo avrebbe disegnato meglio. Ma insomma, le barche possono stare o no sulla spiaggia libera?
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