Il Tirreno

Grosseto

MESI DI CRISI

Professionisti costretti a pignorare

Elisabetta Giorgi
<strong>ESECUZIONI.</strong> Il tribunale
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ESECUZIONI. Il tribunale

Non più le banche ma i privati. Non più case pignorate per i mutui bancari, ma per notule non pagate.
Avvocati, ingegneri, commercialisti o architetti costituiscono - oggi - il folto popolo dei nuovi "pignoratori"

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GROSSETO. Non più le banche ma i privati. Non più case pignorate per i mutui bancari, ma per notule non pagate.
Avvocati, ingegneri, commercialisti o architetti costituiscono - oggi - il folto popolo dei nuovi "pignoratori", cioè di coloro che, reclamando un credito non pagato, fanno avviare l'iter dell'esecuzione immobiliare a carico dei proprietari di case. E' questo il dato più rilevante che emerge in provincia di Grosseto nel 2009 rispetto al 2008. Tra i centinaia di casi pendenti, infatti, i creditori maremmani sono diventati per la maggior parte professionisti, che hanno deciso di innescare il procedimento perché non riescono a riscuotere. Non si parla solo di decine di migliaia di euro, ma c'è chi decide di passare ai fatti per molto meno.
«Anche per 3.000 euro un professionista ti arriva a pignorare la casa», dice Giovanni Dal Buono, cancelliere capo del tribunale di Grosseto. E a confermare il boom dei privati-pignoratori è l'avvocato Claudio Boccini, presidente della Camera civile del foro grossetano. «Da un confronto sommario tra procedure intentate dalle banche e dai professionisti - dice - l'anno scorso avrei parlato di un 70% rispetto al 30%, mentre quest'anno parlerei di un 50 e 5%, se non di un sorpasso vero e proprio dei privati sulle banche. Conosco vari casi di procedure di recupero crediti, da parte di colleghi avvocati, ingegneri o studi medici». Per quanto riguarda le banche o le società di leasing, la situazione dei pignoramenti è sempre legata all'insolvenza dei mutui d'acquisto delle case. Sono tante le famiglie che si impegnano a pagare il mutuo per poi trovarsi indebitate e alle prese con la crescita del tasso d'interesse (la maggior parte dei mutui è a tasso variabile). Ma la situazione del pignoramento bancario non è grave come quella di 7-8 anni fa, quando le cifre erano 10 volte superiori.
La mazzata è stata impressa dal decreto antiusura che ha regolamentato i tassi d'interesse, e tutta l'evoluzione giurisprudenziale è evoluta sulla strada di un sempre maggiore "garantismo" per quanto riguarda il rapporto privati/banche. Ma se il sorpasso del privato sull'istituto di credito è il dato più sorprendente, non altrettanto sono - a Grosseto - sono le cifre dei pignoramenti. Anzi, la sorpresa è al contrario, ovvero quest'anno non vi è stato alcun boom di case pignorate, al contrario di quel che ci si potrebbe aspettare. Al momento in tribunale - tra immobili residenziali, terreni, macchinari industriali e rurali - risultano pendenti 420 casi di esecuzioni immobiliari. Nel 2008 erano di poco inferiori (409), mentre nel 2007 se ne contavano 363. I casi pendenti quest'anno sono solo 11 in più di quelli dell'anno scorso.
«Il che equivale a dire - conferma Dal Buono - che è stato un incremento modesto e ben lontano dall'impennata che ci saremmo aspettati in questo momento». Da un confronto parziale tra primo semestre 2008 e primo semestre 2009 emerge che i casi sopraggiunti nel 2009 sono minori dei nuovi casi dell'anno scorso. Erano 136 tra 1º gennaio e 30 giugno 2008, sono scesi a 128 nei primi 6 mesi del 2009.
La situazione non inganni, però. «Il boom potrebbe arrivare l'anno prossimo»: dal trend della crisi, dal meccanismo burocratico e dal fatto che la situazione del recupero crediti e l'anno di inizio procedura non necessariamente collimano, ci si aspetta che l'impennata dei pignoramenti possa manifestarsi in tutta la sua violenza l'anno prossimo.

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