Sicurezza
SCANSANO
L'agricoltura biologicacerca idee e spazi per piazzare i prodotti
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ScansanoSono 48 le aziende agricole esistenti nel territorio di Scansano che praticano produzioni biologiche, ma sono ancora numerosi gli ostacoli da superare per una sua totale affermazione nella zona
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SCANSANO. Sono 48 le aziende agricole esistenti nel territorio di Scansano che praticano produzioni biologiche, ma sono ancora numerosi gli ostacoli da superare per una sua totale affermazione nella zona. E' emerso in un incontro in Comune, coordinato dall'assessore all'agricoltura Franco Fontani, tra istituzioni e produttori locali. Sebbene i dati a livello nazionale sul consumo del biologico in Italia risultino in costante aumento - il 6,9% sul totale delle superfici coltivate - i nodi da sciogliere sul territorio collinare sono ancora tanti.
«Scansano è priva di una base culturale in tema di "biologico" - ha affermato l'assessore al turismo Lamberto Soldatini - sarebbe auspicabile ma altrettanto difficile per la nostra economia aprire uno spaccio per promuovere e vendere il prodotto ai visitatori».
«Purtroppo oggi in ristoranti e sagre della zona non si degusta più il prodotto tipico - ha accusato Alessandro Della Gatta, titolare di un frantoio di Pancole - anche perchè manca una figura in grado di gestire un negozio apposito». Il mercato oggi opera in termini di vendita diretta e di grossa distribuzione, c'è necessità di una politica comune per collocarvi il prodotto a buon prezzo, mediante una forte sinergia tra agriturismi, ristoranti e strutture ricettive. Un'ipotesi di programmazione è stata lanciata dal presidente delle Strade del Vino e Dei Sapori, Pierfranco Giovannini. «Con una Carta servizi per i soci, l'associazione vuole fornire un'adeguata formazione, guidare il turista verso una conoscenza approfondita del territorio e, con gemellaggi con altri paesi, esportare i nostri prodotti». (s.f.)
«Scansano è priva di una base culturale in tema di "biologico" - ha affermato l'assessore al turismo Lamberto Soldatini - sarebbe auspicabile ma altrettanto difficile per la nostra economia aprire uno spaccio per promuovere e vendere il prodotto ai visitatori».
«Purtroppo oggi in ristoranti e sagre della zona non si degusta più il prodotto tipico - ha accusato Alessandro Della Gatta, titolare di un frantoio di Pancole - anche perchè manca una figura in grado di gestire un negozio apposito». Il mercato oggi opera in termini di vendita diretta e di grossa distribuzione, c'è necessità di una politica comune per collocarvi il prodotto a buon prezzo, mediante una forte sinergia tra agriturismi, ristoranti e strutture ricettive. Un'ipotesi di programmazione è stata lanciata dal presidente delle Strade del Vino e Dei Sapori, Pierfranco Giovannini. «Con una Carta servizi per i soci, l'associazione vuole fornire un'adeguata formazione, guidare il turista verso una conoscenza approfondita del territorio e, con gemellaggi con altri paesi, esportare i nostri prodotti». (s.f.)
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