Proteste
Bimba morta al MisericordiaUn testimone: «È arrivata viva»
C'è un testimone che ha raccontato di aver visto la piccola Asya viva, in braccio ai suoi genitori, nell'ascensore dell'ospedale Misericordia poco prima del ricovero al pronto soccorso pediatrico. Poco prima, insomma, della tragedia
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GROSSETO. C'è un testimone che ha raccontato di aver visto la piccola Asya viva, in braccio ai suoi genitori, nell'ascensore dell'ospedale Misericordia poco prima del ricovero al pronto soccorso pediatrico. Poco prima, insomma, della tragedia.
Lo rivelano ambienti vicini alla famiglia della bimba, dieci mesi appena, morta domenica sera proprio al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale grossetano. Una morte che - oltre al dolore immenso - ha lasciato nei familiari della piccola anche una profonda rabbia e molti interrogativi inquietanti, sfociati in una denuncia alla Procura della Repubblica. Con una domanda su tutte: Asya Perri poteva essere salvata, oppure è giunta al Misericordia praticamente già senza vita?
È su questo aspetto che il racconto della famiglia Perri e la versione ufficiale fornita all'indomani della tragedia dall'Asl 9 divergono. Secondo Costanza e Alessandro, madre e padre di Asya, quando domenica sera hanno consegnato la loro bambina alle cure del pronto soccorso pediatrico, questa era ancora viva: «Aveva le labbra e la gola nere, ma respirava», hanno ripetuto. Secondo l'Asl, invece, la bimba è giunta in reparto ormai priva di vita, e a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione.
Su questo nodo decisivo - questione di minuti - poco ha potuto dire l'autopsia effettuata giovedì scorso sul corpicino di Asya. Ma i coniugi Perri hanno sempre sostenuto che Asya era viva, e che qualcuno l'aveva vista - fra le loro braccia - mentre, alle 19,30 di domenica, salivano con l'ascensore verso il quarto piano del Misericordia. Questo qualcuno si sarebbe fatto avanti, confermando la tesi dei Perri. Una testimonianza verbalizzata e ora al vaglio del magistrato inquirente, il pm Maria Navarro, che per questa vicenda ha iscritto nel registro degli indagati tre medici.
Lo rivelano ambienti vicini alla famiglia della bimba, dieci mesi appena, morta domenica sera proprio al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale grossetano. Una morte che - oltre al dolore immenso - ha lasciato nei familiari della piccola anche una profonda rabbia e molti interrogativi inquietanti, sfociati in una denuncia alla Procura della Repubblica. Con una domanda su tutte: Asya Perri poteva essere salvata, oppure è giunta al Misericordia praticamente già senza vita?
È su questo aspetto che il racconto della famiglia Perri e la versione ufficiale fornita all'indomani della tragedia dall'Asl 9 divergono. Secondo Costanza e Alessandro, madre e padre di Asya, quando domenica sera hanno consegnato la loro bambina alle cure del pronto soccorso pediatrico, questa era ancora viva: «Aveva le labbra e la gola nere, ma respirava», hanno ripetuto. Secondo l'Asl, invece, la bimba è giunta in reparto ormai priva di vita, e a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione.
Su questo nodo decisivo - questione di minuti - poco ha potuto dire l'autopsia effettuata giovedì scorso sul corpicino di Asya. Ma i coniugi Perri hanno sempre sostenuto che Asya era viva, e che qualcuno l'aveva vista - fra le loro braccia - mentre, alle 19,30 di domenica, salivano con l'ascensore verso il quarto piano del Misericordia. Questo qualcuno si sarebbe fatto avanti, confermando la tesi dei Perri. Una testimonianza verbalizzata e ora al vaglio del magistrato inquirente, il pm Maria Navarro, che per questa vicenda ha iscritto nel registro degli indagati tre medici.
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