Il Tirreno

Grosseto

Asya Rosa è morta soffocataÈ giallo sulle cause del malore

Federico Lazzotti
<strong>L’EQUIPE MEDICA.</strong> All’arrivo all’obitorio del Misericordia
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L’EQUIPE MEDICA. All’arrivo all’obitorio del Misericordia

Soffocata probabilmente dal rigurgito che le ha bloccato la trachea. È stata un'insufficienza cardio respiratoria a uccidere Asya Rosa Perri la bambina di neanche dieci mesi morta domenica scorsa all'ospedale Misericordia dopo essere stata dimessa per due volte nell'arco di tre giorni dal reparto di Pediatria

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GROSSETO. Soffocata probabilmente dal rigurgito che le ha bloccato la trachea. È stata un'insufficienza cardio respiratoria a uccidere Asya Rosa Perri la bambina di neanche dieci mesi morta domenica scorsa all'ospedale Misericordia dopo essere stata dimessa per due volte nell'arco di tre giorni dal reparto di Pediatria.
È questa una delle poche certezze che emerge dall'autopsia eseguita ieri pomeriggio all'obitorio di Grosseto dal professor Vittorio Fineschi, direttore della scuola di specializzazione di medicina legale dell'università di Foggia e dalla pediatra empolese Serena Pignotti. All'autopsia ha partecipato anche un consulente nominato dalla difesa, il professor Michele Sannmichele dell'università di Siena.
Restano dubbi invece su che cosa abbia causato quell'attacco che ha colpito la piccola nel tardo pomeriggio di domenica quando era casa, nella piccola frazione di Sant'Angelo in Colle, nel Comune di Montalicino, dopo essere stata dimessa qualche ora prima per un problema grastrointestinale, sempre dal Misericordia.
Le risposte che ancora mancano dovranno darle gli esami istologici e tossicologici ai quali saranno sottoposti gli organi della piccola Asya prelevati durate l'autopsia iniziata con circa un'ora di ritardo, poco prima delle 16, e andata avanti fino alle 19,15.
Forse da questi esami, i cui risultati saranno pronti tra non più tardi di novanta giorni, i due periti nominati dal pubblico ministero Maria Navarro che coordina le indagini, potranno verificare se i medici durante la degenza della bambina le hanno somministrato un qualche farmaco che ha innescato le complicazioni.
Nel mirino ci è finito il Tegratol, un farmaco antiepilettico a base di carbamazepina che i medici hanno prescritto alla bimba tre volte al giorno per una sospetta forma di epilessia. «Da quando ha inviato la terapia - spiega la madre - è cambiata. Non mangiava più e appena ingeriva qualcosa vomitava».
Non escluso dunque, che i sanitari possono aver sottovalutato una qualche patologia. Perché a innescare la rabbia dei genitori sono anche quegli esami sulla possibile celiachia della piccola che non sono mai arrivati.
Nel registro degli indagati, al momento, sono stati iscritti tre medici: il primario di Pediatria Enzo Gabriele Barlocco, Maria Angela Bernardi e Federica Ceciarini che hanno dimesso la piccola rispettivamente il 24 luglio e domenica mattina, poche ore prima del decesso.
Difficile, se non impossibile stabilire, invece, se la piccola Asya sia arrivata viva al Misericordia domenica sera alle 19,30 come sostengono i genitori, oppure «già prima di segni vitali», come ha ripetuto l'Asl nell'unico comunicato ufficiale dal giorno della tragedia.
Al termine dell'autopsia il pubblico ministero ha dato il via libera per i funerali della piccola.
Con l'ok della Procura i genitori hanno anche potuto vedere la loro bambina per l'ultima volta.

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