Sicurezza
Grosseto
«Hanno ammazzato la nostra Asya»
Federico Lazzotti
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I GENITORI. Alessandro e Costanza hanno 25 e 22 anniIn cura da 3 mesi Da quando le hanno prescritto la cura di Tegretol la bimba è cambiata: vomitava, non rideva più
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GROSSETO. «Hanno ammazzato la nostra bambina in dieci giorni. Venerdì l'hanno dimessa una prima volta, domenica mattina la seconda e la sera l'hanno uccisa. Perché quando siamo arrivati in ospedale, alle 19,15, Asya Rosa era viva. Aveva la febbre. Aveva le labbra scure. Respirava male. Ma respirava. Siamo saliti in ascensore al quarto piano, al prontosoccorso pediatrico. La teneva in braccio suo zio. È entrato in reparto. Ha chiesto aiuto e ha messo la bimba sul lettino. I medici le hanno dato per due volte l'ossigeno. Secondo me la dose era esagerata o comunque la macchina non funzionava alla perfezione: vibrava quando l'hanno accesa. Il medico lo ha pure detto all'infermiera: "Abbassa il dosaggio e stringi quel tubo". Asya, quando le hanno messo la mascherina la prima volta ha iniziato a sbavare. È diventata tutta viola. A quel punto l'hanno girata e hanno fatto una seconda applicazione: ha ribaltato gli occhi dopo un attimo. Nostra figlia è morta così. E adesso ci vogliono raccontare che è arrivata in ospedale già morta».
Costanza e Alessandro Perri hanno i lineamenti da figli poco più che ventenni e l'espressione di genitori straziati dal dolore. «Ho finito anche le lacrime», dice Costanza prima di abbracciare il marito davanti all'obitorio. Tra mamma e papà c'è una rosa bianca. L'hanno portata due amici della coppia. Intorno a loro, per sostenere il dolore, ci sono i parenti: genitori, fratelli e qualche amico. Qualcuno è arrivato dalla Calabria appena ha saputo della tragedia. La maggior parte vive in Toscana, nel piccolo paesino di Sant'Angelo in Colle, a pochi chilometri da Montalicno, in provincia di Siena dal 1999.
Tre mesi fa quando la piccola Asya Rosa ha iniziato ad avere le prime crisi respiratorie i genitori hanno deciso di portarla al Misericordia. Così venerdì 17 luglio quando la piccola si è aggravata è stata portata a Grosseto. «Le era rimasta la gamba ipertesa - raccontano i genitori - quando le hanno fatto l'elettroencefalogramma sono venute fuori delle anomalie. C'era anche il sospetto che la bimba soffrisse di celiachia. Forse per questo a dieci mesi pesava sei chili e otto. Ma i risultati non sono mai arrivati. I medici il 21 hanno iniziato la terapia di Tegratol, uno sciroppo che si usa per i casi di epilessia infantili. Da quando la bambina ha iniziato a prendere questo farmaco è cambiata: dormiva tutto il giorno e non rideva più. Peggio è andata da giovedì quando ogni volta che prendeva lo sciroppo vomitava, sembrava che avesse un rospo in gola da quanta fatica faceva quando tossiva. Abbiamo provato a dirlo ai medici ma loro rispondevano che era la terapia».
Fino a venerdì scorso la bimba è rimasta in ospedale. «È stata dimessa alle 18,15 - vanno avanti i genitori - e mentre stavamo uscendo ha pure avuto una crisi respiratoria. Ma ci hanno risposto che non ci dovevamo preoccupare, non era grave».
Da venerdì sera a domenica mattina la piccola è rimasta a casa. «La prima notte ha vomitato appena le abbiamo dato lo sciroppo. Sabato, invece, non ha mangiato per tutto il giorno. Domenica mattina intorno alle 10,30 siamo partiti da Montalcino: la bimba era calda, aveva la febbre a 36 e mezzo ma quando siamo arrivati al Misericordia ci hanno detto che la pressione era regolare. Non le hanno neanche fatto una flebo e ci hanno rimandato a casa dicendo di tornare lunedì».
Alle 18 AsyaRosa ha avuto l'ennesima crisi respiratoria. «Aveva 39 di febbre. Ha chiamato anche la dottoressa che l'aveva dimess al mattino e ci ha detto di darle dell'acqua. In quel momento non abbiamo pensato a chiamare il 118, l'avrebbero portata a Montalcino e da lì trasferita a Grosseto. Allora siamo saliti in auto e ce l'abbiamo portata noi in ospedale. Quando siamo arrivati al Misericordia Asya aveva la bocca e la gola nera. Ma era viva: respirava. Siamo saliti in ascensore. Ci sono le riprese delle telecamere a circuito chiuso che possono testimoniare quello che diciamo. Una signora ci ha pure detto: la bimba deve avere la febbre. E di febbbre non si dovrebbe morire».
Costanza e Alessandro Perri hanno i lineamenti da figli poco più che ventenni e l'espressione di genitori straziati dal dolore. «Ho finito anche le lacrime», dice Costanza prima di abbracciare il marito davanti all'obitorio. Tra mamma e papà c'è una rosa bianca. L'hanno portata due amici della coppia. Intorno a loro, per sostenere il dolore, ci sono i parenti: genitori, fratelli e qualche amico. Qualcuno è arrivato dalla Calabria appena ha saputo della tragedia. La maggior parte vive in Toscana, nel piccolo paesino di Sant'Angelo in Colle, a pochi chilometri da Montalicno, in provincia di Siena dal 1999.
Tre mesi fa quando la piccola Asya Rosa ha iniziato ad avere le prime crisi respiratorie i genitori hanno deciso di portarla al Misericordia. Così venerdì 17 luglio quando la piccola si è aggravata è stata portata a Grosseto. «Le era rimasta la gamba ipertesa - raccontano i genitori - quando le hanno fatto l'elettroencefalogramma sono venute fuori delle anomalie. C'era anche il sospetto che la bimba soffrisse di celiachia. Forse per questo a dieci mesi pesava sei chili e otto. Ma i risultati non sono mai arrivati. I medici il 21 hanno iniziato la terapia di Tegratol, uno sciroppo che si usa per i casi di epilessia infantili. Da quando la bambina ha iniziato a prendere questo farmaco è cambiata: dormiva tutto il giorno e non rideva più. Peggio è andata da giovedì quando ogni volta che prendeva lo sciroppo vomitava, sembrava che avesse un rospo in gola da quanta fatica faceva quando tossiva. Abbiamo provato a dirlo ai medici ma loro rispondevano che era la terapia».
Fino a venerdì scorso la bimba è rimasta in ospedale. «È stata dimessa alle 18,15 - vanno avanti i genitori - e mentre stavamo uscendo ha pure avuto una crisi respiratoria. Ma ci hanno risposto che non ci dovevamo preoccupare, non era grave».
Da venerdì sera a domenica mattina la piccola è rimasta a casa. «La prima notte ha vomitato appena le abbiamo dato lo sciroppo. Sabato, invece, non ha mangiato per tutto il giorno. Domenica mattina intorno alle 10,30 siamo partiti da Montalcino: la bimba era calda, aveva la febbre a 36 e mezzo ma quando siamo arrivati al Misericordia ci hanno detto che la pressione era regolare. Non le hanno neanche fatto una flebo e ci hanno rimandato a casa dicendo di tornare lunedì».
Alle 18 AsyaRosa ha avuto l'ennesima crisi respiratoria. «Aveva 39 di febbre. Ha chiamato anche la dottoressa che l'aveva dimess al mattino e ci ha detto di darle dell'acqua. In quel momento non abbiamo pensato a chiamare il 118, l'avrebbero portata a Montalcino e da lì trasferita a Grosseto. Allora siamo saliti in auto e ce l'abbiamo portata noi in ospedale. Quando siamo arrivati al Misericordia Asya aveva la bocca e la gola nera. Ma era viva: respirava. Siamo saliti in ascensore. Ci sono le riprese delle telecamere a circuito chiuso che possono testimoniare quello che diciamo. Una signora ci ha pure detto: la bimba deve avere la febbre. E di febbbre non si dovrebbe morire».
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