Il Tirreno

Grosseto

Laboratorio Politico Grossetano

«Siamo solo un'associazione»

Guido Fiorini
<strong>LABORATORIO.</strong> Alessio Scheggi, consigliere del Pd aderente al Lpg
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LABORATORIO. Alessio Scheggi, consigliere del Pd aderente al Lpg

Il Laboratorio Politico Grossetano deve ritrovare le motivazioni originali, quelle che un anno fa ne sancirono la nascita.
O forse deve fare un salto di qualità per essere, oltre che il "trait d'union" fra associazionismo e politica, anche quel movimento di idee che porti una ventata di freschezza, un ricambio generazionale che, con l'elezione di Marras, è iniziato

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GROSSETO. Il Laboratorio Politico Grossetano deve ritrovare le motivazioni originali, quelle che un anno fa ne sancirono la nascita.
O forse deve fare un salto di qualità per essere, oltre che il "trait d'union" fra associazionismo e politica, anche quel movimento di idee che porti una ventata di freschezza, un ricambio generazionale che, con l'elezione di Marras, è iniziato.
Lo spiega con chiarezza Alessio Scheggi, uno dei fondatori dell'associazione che invita chi ha aderito a uscire dalle vecchie logiche: «Sul Tirreno leggo - ci dice - due interventi del presidente della Rama (Simiani, ndr) e del vicepresidente delle Farmacie Comunali (Brogi, ndr) che fra l'altro è un caro amico con cui condivido molte cose, i quali, dalla loro posizione di amministratori di società pubbliche, si schierano politicamente. Mi chiedo, cosa pensino i cittadini se due persone che dovrebbero essere imparziali prendono posizioni così nette. Mi pare ancora la vecchia logica, quella da cui noi vogliamo distinguerci».
Certo è che state diventando una corrente del Pd, almeno a Grosseto.
«No, non è così. È proprio quello che rifiutiamo. Il fatto che ci siano 4 consiglieri comunali che hanno aderito all'associazione, non vuol dire niente, sono solo liberi cittadini che, come tali, si sono legati a un movimento di idee. Insomma, siamo e restiamo nel Pd, il documento costitutivo lo dice chiaramente. Alla fine è stato il "gossip", alimentato anche dai giornali, a farci schierare».
Però dal sindaco a fare richieste in vista del rimpasto "quei quattro" ci sono andati. E il suo intervento in consiglio fu molto duro con l'assessore Borghi.
«Nel mio intervento non ho mai citato Borghi. Ho solo chiesto il rispetto di alcune norme del Comune, soprattutto sui tempi. E non siamo certo andati a rivendicare poltrone, noi siamo fuori da certi schemi. Però vorremmo vedere una ventata di novità, anche all'interno dell'amministrazione, questo abbiamo detto al sindaco».
E in Provincia?
«Abbiamo fatto una proposta al presidente, con il quale ci siamo schierati con convinzione fin dall'inizio. Non è stata accolta, per noi la cosa è finita lì, rispettiamo la sua autonomia».
Cosa pensa della vicenda delle tessere?
«Non può essere un problema di un'associazione, no? Da iscritto al Pd, però, mi auguro che venga fatta chiarezza».
Si discute molto in questi giorni anche dei doppi incarichi.
«Bersani di recente ha chiesto di inserire nello statuto una norma che li vieta. Al di là di questo, credo che il problema non possa nascere "dopo" l'elezione, ma prima. Chi candida una persona sa cosa sta facendo no? Non ci meravigliamo se poi viene eletta e si trova con due incarichi».

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