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Dimessa dall’ospedale, muore a 10 mesi

Dimessa dall’ospedale, muore a 10 mesi

I genitori accusano i medici. Avviso di garanzia al primario e a due colleghi

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GROSSETO. Omicidio colposo. È questa l’ipotesi di reato del pubblico ministero Maria Navarro nei confronti dei tre medici del Misericordia che hanno curato la piccola Asya Rosa Perri tra il 17 luglio e domenica scorsa. Nel registro degli indagati sono finiti il primario di Pediatria Enzo Gabriele Barlocco, la dottoressa Maria Angela Bernardi e la collega Federica Ceciarini. La prima per aver dimesso la bimba di dieci mesi venerdì, la seconda per le dimissioni di domenica mattina quando Asya era stata portata in ospedale per problemi gastrointestinali e febbre.

Non sono indagati, invece, i medici che hanno soccorso la bambina quando intorno alle 19,30 di domenica, si è presentata al Misericordia. Un particolare determinante per capire che strada sta prendendo l’inchiesta. In attesa dell’autopsia in programma per domani, infatti, le indagini si stanno concentrando sulla terapia che era stata prescritta alla piccola. In particolare sui medicinali, primo fra tutti il Tegretol, un farmaco per curare l’epilessia, che le sono stati dati tra il 21 di luglio e il giorno del decesso. Possibile che questo farmaco somministrato tre volte al giorno possa avere innescato complicazioni tali da portare al decesso? Questa la domanda chiave a cui dovranno rispondere gli investigatori. «La bambina - denunciano i genitori - da quando ha iniziato la terapia aveva smesso di mangiare. Era sempre intontita, vomitava e non rideva più».

Secondo gli inquirenti, dunque, quando domenica sera la bimba è arrivata al pronto soccorso pediatrico era - come sostiene l’Asl - «priva di segni vitali». Dunque il medico e il rianimatore avrebbero fatto il possibile per salvarla prima di dichiararla morta alle 19,26. «Abbiamo piena fiducia nella magistratura e negli accertamenti che sono stati disposti». È questa l’unica dichiarazione dell’avvocato Antonio Voce, che cura gli interessi della famiglia Perri. Ieri sono proseguiti gli accertamenti degli investigatori che dopo aver sequestrato la cartella clinica della vittima, hanno ascoltato di nuovo i genitori. Intanto prosegue anche l’indagine interna aperta dalla Regione. (f.laz.)

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