Il Tirreno

Grosseto

ORBETELLO.

La burocrazia mi uccide: mollo

Alfredo Faetti
La burocrazia mi uccide: mollo

Tenacia e anni di esperienza possono non bastare per sconfiggere le insidie che nasconde la burocrazia. Lo sa bene un esperto commerciante di Castiglione della Pescaia che, all'età di settantaquattro anni e di fronte all'ennesima sfida, sta pensando seriamente di gettare la spugna

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ORBETELLO. Tenacia e anni di esperienza possono non bastare per sconfiggere le insidie che nasconde la burocrazia. Lo sa bene un esperto commerciante di Castiglione della Pescaia che, all'età di settantaquattro anni e di fronte all'ennesima sfida, sta pensando seriamente di gettare la spugna.
Nel corso della sua vita Rodolfo Barsacchi si è occupato di enologia ed è riuscito ad aprire alcuni negozi di vino nella provincia grossetana, dando lavoro a una decina di dipendenti. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato aperto nel novembre 2008 in zona Albinia in via De Witt; prima di questa data, come da prassi, ha contattato il Comune (in questo caso quello di Orbetello) per richiedere tutta la documentazione necessaria, compresa quella per l'affisione dell'insegna.
E qui sono iniziati i guai per la famiglia Barsacchi e il loro punto vendita ad Albinia. Incaricata di documentarsi, come per gli altri sette punti vendita, è stata la figlia di Rodolfo, Giovanna, che ha contattato telefonicamente gli uffici del Comune.
«Ho chiesto all'addetto - racconta Giovanna Barsacchi - tutta la modulistica necessaria per l'affisione e lui ha risposto che il negozio, essendo in un parcheggio privato, non aveva bisogno di nessuna autorizzazione e di procedere al montaggio».
Ad aprile, però, al negozio di Albinia si presentano i vigili urbani, contestando la mancanza di un'autorizzazione per l'insegna. Nonostante le spiegazioni da parte del titolare, i vigili dicono a Barsacchi che il disguido non è di loro competenza e che a lui sarebbe arrivata una multa di 380 euro.
Conoscendo il tunnel della burocrazia e la logica del «devi pagare», Barsacchi, dopo aver pagato la sanzione, si reca in Comune per richiedere l'autorizzazione all'affisione dell'insegna, per evitare altri disguidi.
Da allora nessuna risposta dal Comune, ma questo non aveva preoccupato la famiglia Barsacchi, visto che anche per gli altri punti vendita l'attesa per l'autorizzazione era stata lunga, fino a otto mesi.
«La domanda per l'autorizzazione - spiega Giovanna - vale come autorizzazione provvisoria, in modo tale da montare ugualmente l'insegna in attesa di quella definitiva. Per questo tutte le amministrazioni a cui ci siamo rivolti ci hanno sempre detto di conservare il foglio della domanda».
Ma lunedì una nuova e spiacevole sorpresa si è presentata alla famiglia Barascchi: una diffida dal Comune di Orbetello, che invita a rimuovere immediatamente l'insegna entro dieci giorni.
«Noi avevamo lasciato l'insegna - spiega il signor Rodolfo - perchè è l'unica cosa che informa gli eventuali clienti e, soprattutto, perchè in tutte le altre amministrazioni è questa la prassi. Qui non solo ce la vogliono far togliere, ma ci comunicano che se non interveniamo subito, la rimozione verrà fatta d'ufficio, con oneri chiaramente a carico mio con in più una multa di 4.351 euro. A questo punto mi sento veramente stanco per continuare a lottare».

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